
Una vaccinata speciale ieri a San Vito Chietino, dove a ricevere la sua prima dose si è presentata Emma Mattioli, classe 1918, residente a Frisa. Non credevano ai loro occhi le altre persone in attesa, sorprese dalla vitalità della super nonna, che con passo fermo e grande lucidità ha scelto di recarsi al Centro vaccinale rinunciando a chiedere una seduta domiciliare. Al momento dell’anamnesi ha risposto lei stessa alle domande della responsabile della struttura, Manola Rosato, sulle sue condizioni di salute, definite buone, e sui farmaci assunti, uno solo, per la verità. Ha firmato i moduli del consenso informato senza usare gli occhiali e ha sottolineato, con una punta di orgoglio, di essere autonoma nella cura della propria persona e anche un po’ in cucina, quando vuole preparare da sé qualcuno dei suoi piatti preferiti. “Il fatto che la nonna abbia voluto essere qui a fare il vaccino – ha sottolineato il nipote Vito D’Ettorre – spero possa essere di stimolo per altri anziani a fare lo stesso, specialmente per quanti nutrono ancora qualche dubbio sulla necessità della vaccinazione”. Intanto nuovi step sono previsti nel piano vaccinale della Asl, che punta ai grandi numeri con l’attivazione del Pala BCC a Vasto (integrato al Palazzetto dello sport di San Salvo) e del Pala Masciangelo a Lanciano, che insieme a Pala UdA di Chieti sono identificati come Punti Vaccinali Territoriali Straordinari maggiori, destinati alla vaccinazione di massa e attrezzati ognuno con un numero di linee da 3 a 6. A Vasto la struttura sarà operativa dal prossimo fine settimana, mentre in quello successivo sarà la volta di Lanciano. A completare la rete aziendale sono stati previsti anche Punti vaccinali territoriali minori, presso i Presidi territoriali di assistenza, Distretti e ambulatori vaccinali Siesp, e i Punti vaccinali mobili o temporanei. “In queste prime fasi che vedono coinvolte in via prioritaria le fasce di popolazione più fragile – chiarisce il Direttore generale della Asl Thomas Schael – abbiamo privilegiato, anche in relazione all’andamento epidemiologico, una campagna vaccinale di prossimità aprendo anche sedi minori per una vaccinazione capillare della popolazione. In tal senso si è rivelata preziosa la collaborazione dei Comuni, ai quali va il nostro ringraziamento. Questo modello di organizzazione resta valido per completare over 80 e fragili, mentre si sta lavorando per utilizzare il portale di Poste Italiane per la vaccinazione di massa, con categorie non prioritarie, che sarà concentrata nei tre Punti vaccinali maggiori. A sostegno di questi rimarranno attive, qualora necessario, anche le sedi di Guardiagrele, Casoli, Gissi, Atessa, Francavilla, San Vito e Villa Santa Maria”.

C’è una buona notizia per i tifosi neroverdi in un periodo in cui le partite restano a porte chiuse (così sarà per lo stadio Angelini). L’emittente televisiva privata Telemax proporrà in diretta le gare interne del Chieti a partire dal derby di domenica con il Lanciano. Le telecronache casalinghe dei 90 minuti saranno condotte da Stanislao Liberatore, affiancato, per quel che concerne i cenni storici, statistici e le curiosità legate alla partita del giorno da un altro giornalista teatino. “Ho risposto con grande entusiasmo – ha detto Liberatore – alla proposta fattami telefonicamente dal patron Giulio Trevisan che ringrazio per aver pensato alla mia persona e al quale ho garantito il mio totale impegno in quello, che per me, è un ritorno alla conduzione della diretta agonistica”.
Il prossimo 12 aprile Ubi Banca sarà incorporata da Intesa Sanpaolo; si chiude così il processo iniziato con il lancio dell’ops, giudicata ostile dall’allora cda, effettuato lo scorso anno dalla banca milanese. Chiaramente seguiranno la stessa sorte tutti gli sportelli della ex Cassa di Risparmio della provincia di Chieti che erano stati incorporati dalla banca bergamasca e che, a distanza di poco tempo, dovranno nuovamente cambiare insegna. Ma anche questo passaggio, a causa della cessione di un ramo d’azienda, per una parte dei dipendenti e dei clienti sarà caratterizzato dalla provvisorietà, in quanto 26 sportelli della vecchia banca teatina saranno a breve ceduti alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata che ha inteso aumentare la propria presenza nella nostra regione prima limitata a Lanciano e Vasto. Ciò significa che 148 dipendenti dovranno subire, nell’arco di due mesi, 2 processi di fusione con cambio di procedure informatiche; anche per i 70.000 clienti ci saranno problematiche, in quanto, a titolo di esempio, dopo la modifica del loro iban avvenuta nel 2018, ad aprile ne avranno un altro e a maggio un altro ancora. Non dovrebbero risentirne le domiciliazioni, cioè l’addebito delle utenze sul proprio c/c, ma l’esperienza insegna che a volte la pratica non è uguale alla teoria. Un recente accordo, sottoscritto dalle associazioni sindacali di categoria, regolerà il passaggio alla nuova banca dei 148 lavoratori che quindi vedranno salvaguardate le loro tutele. Le filiali della ex Carichieti invece avranno un doppio destino: un gruppo, tra cui quelle di Chieti Scalo e di Madonna delle Piane, continueranno ad avere l’insegna Intesa Sanpaolo, mentre un altro, tra cui la sede storica di Largo Martiri della Libertà, passerà alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Certamente la recente sentenza della Corte di Giustizia europea fa riemergere il dispiacere provato con la ‘fine’ della nostra Cassa di Risparmio: se la Commissione Europea non avesse contestato l’intervento del Fondo Interbancario nell’operazione Tercas, la storia della Carichieti, così come quella delle altre tre banche coinvolte nel decreto ‘salvabanche’ Renzi, poteva essere diversa e l’Istituto avrebbe potuto proseguire il cammino percorso in oltre 150 anni in cui ha lasciato una traccia significativa all’ interno della nostra provincia sul piano culturale, sociale e soprattutto economico.La fine della Carichieti, come quella di tutte le altre banche locali, ha senz’altro costituito un danno per il tessuto economico e sociale, in quanto da essa proveniva gran parte del credito erogato sul territorio. Entrare in un gruppo nazionale significa, oltre alla sensibile diminuzione degli occupati, perdita di autonomia ed il venir meno della mission finalizzata a sostenere lo sviluppo teatino ed abruzzese, in particolare delle famiglie, degli artigiani e dei piccoli commercianti.Anche per la Fondazione Carichieti, venuto meno il suo bene principale, che avrebbe dovuto permetterle di raggiungere lo scopo sociale, è arrivata la fine: nel 2019 essa è stata incorporata dalla Fondazione Banco di Napoli. Probabilmente anche questa operazione segnerà negativamente il nostro territorio.Ricordiamo che la Fondazione Carichieti, sorta in seguito alla legge ‘Amato-Carli’ 218/90, oltre a mantenere nella banca una partecipazione dell’80%, ereditò gli scopi e le finalità filantropiche dell’ente originario ed il ruolo di sostegno e valorizzazione del patrimonio culturale, scientifico e sociale del territorio della provincia. La Fondazione Carichieti era attiva nei seguenti settori di intervento: arte, attività e beni culturali, volontariato, filantropia e beneficenza, ricerca scientifica e tecnologica, educazione, istruzione e formazione, medicina preventiva e riabilitativa.


Sopralluogo alla Grotta del Colle di Rapino da parte dell’Associazione Abruzzo Tourism per verificare lo stato di decoro di uno dei luoghi più ricchi di storia e mistici della Regione Abruzzo. Posta alle pendici della Maiella, la montagna madre per le tribù osche dei Marrucini, Frentani e Peligni, abitata fin dalla Preistoria, la Grotta ha rappresentato il luogo di culto per le popolazioni italiche che abitavano queste rigogliose colline fra i boschi della Maiella Madre e i verdi pascoli dell’Adriatico, con le proprie pratiche religiose, usi e tradizioni. “In questa cavità naturale- spiega il presidente dell’Abruzzo Tourism Cristiano Vignali – si praticavano arcani culti ctonei legati alla fertilità, alla purificazione e alla rigenerazione della persona che dalla religione politeista tradizionale sono stati sincretisticamente ripresi dal Cattolicesimo. La Grotta del Colle è uno dei luoghi più antichi per le popolazioni italiche del posto, è un luogo sacro per le genti marrucine, il cui territorio di influenza era fra il Fiume Pescara, l’Alento e il Foro, cioè quelle degli attuali paesi della Provincia di Chieti più settentrionale e della Provincia di Pescara più meridionale che prima della creazione della provincia dannunziana erano nel territorio sotto l’amministrazione di Chieti. Infatti, proprio in questo luogo, caratterizzato fino a pochi decenni fa da un habitat naturalistico eccezionale, ė stata rinvenuta, tra i reperti preistorici, una tavoletta di bronzo 15×15 in lingua marrucina in cui erano riportati riti in onore di Giove padre degli Dėi e di Giovia, ossia la dea Cerfia (o Cervia o Ceria), di cui è stata ritrovata una statuetta votiva, chiamata la Dea di Rapino, riferita al culto della Gran Madre della fertilità dei Marrucini, la Dėa Maruca, poi divenuta sincretisticamente Ceria Iovia (cioè Cerere Giovia) con l’Unione fra i culti italici a quelli romani, poi Maia (da cui prende il nome la Maiella) con l’influenza dei culti ellenistici nell’Italia centrale e, infine, in epoca Cristiana, divenuta la Vergine Maria, a cui era dedicata la chiesetta medievale dell’XI secolo di Santa Maria de Cryptis. Le Gran Madri Italiche assumono vari nomi a seconda del territorio e della popolazione, come ad esempio Angizia, Pelina, Feronia, Maruca, Cerfia, Libera, Opi, Bona e Sicinna”. “Ma, oggi, – continua Vignali – questo luogo identitario per tutti gli abruzzesi, ed in particolare per i Teatini abitanti Chieti e i centri alle pendici della Maiella Marrucina, non è adeguatamente valorizzato a causa del degrado dell’area pic nic e dei percorsi per raggiungere e camminare nella grotta, sia a causa della superficialità di molti turisti che non hanno compreso a pieno il valore intrinseco sia naturalistico che spirituale del luogo che visitano, sia a causa dell’incuria degli amministratori che hanno lasciato all’abbandono la Grotta del Colle e il percorso per raggiungerla. Molteplici sono i piccoli – grandi problemi che bisognerebbe risolvere per valorizzare maggiormente il sito della Grotta del Colle della Dėa di Rapino: mettere in sicurezza il sentiero (sostituire i paletti rovinati e metterne di nuovi lì dove non ci sono più, mettere dei passamano lungo il percorso, mettere in sicurezza anche con delle barriere il ponticello di legno che dovrebbe avere una costante manutenzione); ripulire il percorso dalla terra e dalle erbacce, poiché in alcuni tratti, soprattutto lì dove ci sono delle scalinate ricavate nella terra, il sentiero è riconoscibile a fatica; sostituire i cestini dei rifiuti danneggiati, la cartellonistica rovinata, ripulire le panchine, rimettere in sesto, fissandoli al terreno, i tavolini per i pic nic; si potrebbe, infine, mettere un cartello per invitare i visitatori a non abbandonare a terra i rifiuti e a non toccare le rocce della grotta, parzialmente annerite dall’attività umana, per non rovinare quest’opera d’arte della natura realizzata in milioni di anni” “Pertanto – conclude Vignali -con l’auspicio che vengano fatti gli interventi sopra richiesti, e ogni altro intervento per valorizzare maggiormente la Grotta del Colle della Dea di Rapino, si chiede alle autorità e agli enti, per quanto di loro eventuale competenza, di intervenire, in particolare al Comune di Rapino, alla Regione Abruzzo, al Parco Nazionale della Maiella e alla Soprintendenza Archeologica con sede a Chieti”.

A pochi giorni dal via del minicampionato di Eccellenza (domenica prossima con Chieti-Lanciano ore 15 allo stadio Angelini) la società neroverde ha perfezionato oggi un nuovo acquisto, l’ultimo di una lunga serie. Un comunicato del club informa che è stato definito il trasferimento del centrocampista Niccolò Corticchia, classe 1993, proveniente dalla Vigor Lamezia. Piemontese, si è formato calcisticamente nella Juventus restando per ben sette stagioni nel settore giovanile bianconero. Ha partecipato a due campionati Primavera con la Juventus. Lunga l’esperienza anche tra i professionisti con le maglie di Vicenza in serie B, Carrarese, Como, Savona e Fondi in serie C. E infine ha giocato con Corigliano Calabro, Bra e Vigor Lamezia. Corticchia si allenava già da giorni con il Chieti, ma l’operazione è stata piuttosto lunga per alcune richieste della Vigor Lamezia, poi la società calabrese ha ammorbidito la propria posizione e la trattativa è andata a buon fine. Oggi altro giro di tamponi per il gruppo neroverde, domani partitella in famiglia sul campo in sintetico di Tollo.





Nella giornata di giovedì 1° aprile il presidente del Comitato Regionale Abruzzo LND, Concezio Memmo, ha scritto al presidente LND Cosimo Sibilia e a quello del settore Giovanile Scolastico Vito Tisci per proporre l ‘istituzione di un tavolo nazionale tra le istituzioni sportive centrali e territoriali, avente come finalità un intervento per la salvaguardia dei settori giovanili, penalizzati pesantemente da un anno di blocco dovuto alla pandemia. L’iniziativa del presidente Memmo è scaturita a valle di uno studio promosso e realizzato dal Consiglio Direttivo coordinato dal Consigliere Mauro Bassi (titolare delega per il calcio giovanile) e valorizzato dal contributo di diversi professionisti, tra cui la dottoressa Irene La Fratta, Psicologo dello Sport. Al centro della proposta abruzzese c’è un auspicato progetto di “blocco delle annate”, necessario per riequilibrare il percorso dei nati nel 2002/2003, i più penalizzati dalla sospensione delle attività.


Il Città di Chieti si regala una bella Pasqua vincendo una partita sempre avuta in pugno ma che, sia per la foga di concludere e sia per la giornata di grazia del portiere sannita, è rimasta in equilibrio fino a metà della ripresa. Da registrare due novità in formazione: si rivede Monte che torna a fare parte della coppia di portieri dopo lo stop forzato per infortunio e soprattutto c’è l’esordio di Del Grosso, un altro talento anno 2005 prodotto dal vivaio neroverde. Veniamo al film della partita: il Città di Chieti parte forte e nei primi minuti ci sono subito tre ghiotte occasioni che non vengono capitalizzate dai ragazzi teatini, mentre da palla inattiva nasce il vantaggio ospite: tiro da fuori area, Mincarini (altro talento 2005) vede sbucare all’ultimo il pallone e non può nulla, altrimenti il bravo Giulio nel primo tempo è più che altro uno spettatore aggiunto. Ci pensa Onnembo a realizzare l’1-1, una rete di pregevole fattura: scavalca l’avversario sulla fascia con un lob bellissimo e poi di sinistro gonfia la rete con un diagonale preciso e potente. Galvanizzati dal pari, i neroverdi costruiscono senza però capitalizzare altre due occasioni con Blasioli e Di Paolo, che vedono negarsi la gioia del goal da un superlativo portiere ospite. Ad inizio secondo tempo, i teatini partono nuovamente forte e arrivano al meritato vantaggio con il m.o.m. Caporale: ennesimo pallone rubato in mediana e Onnembo lancia il 6 neroverde che a tu per tu col portiere non sbaglia. Un’altra disattenzione difensiva del Città di Chieti consente il nuovo pari al Venafro… ma di qui inizia la sinfonia neroverde con Marcuccitti – strepitoso uomo assist – e soprattutto Blasioli, sontuoso 2004 già col piglio del veterano, con quest’ultimo bravo a realizzare una doppietta che vale il 4-2 finale: il primo gol è tutto merito del buon Silvio grazie ad un pallone recuperato e successivo assist di tacco per Blasioli rimasto solo in area per il comodo tap in; la seconda rete è tutta astuzia, tiro di punta da fuori area preciso al palo, bellissimo (sono 6 i gol realizzati da Blasioli, capocannoniere della banda del duo Farinacci-Nucilli). Applausi per tutti al fischio finale soprattutto per i tanti progressi fatti vedere ed anche per il grande lavoro di crescita verso i tanti fuoriquota della canterà neroverde. Con questa vittoria il Città di Chieti si regala una serena Pasqua e soprattutto consolida il terzo posto a quota 9 punti. Ora subito testa a domenica prossima per la sfida al PalaDevils di Bucchianico contro la capolista Junior Domitia


E’ una grande, enorme incognita questo campionato (in miniatura) di Eccellenza che partirà domenica prossima 11 aprile. “Dopo più di cinque mesi di stop sarà un nuovo inizio per tutti – riflette Alessandro Lucarelli, l’allenatore del Chieti – ed inoltre tutte le squadre si sono largamente rinnovate, alcune totalmente ricostruite, motivo in più per dire che ci aspetta un torneo assolutamente indecifrabile. Nessuno può fare previsioni che abbiano un minimo di attendibilità”. La squadra neroverde si sta allenando duramente sul campo in sintetico di Tollo senza poter sostenere alcun collaudo perché tutte le società hanno interrotto l’attività. “Problema anche questo comune, esperienza nuova sia per me sia per gli altri sei tecnici che si preparano a tornare in campo. Come si vede ogni cosa non ha precedenti, è tutto inedito. Noi del Chieti abbiamo intensificato il lavoro nel corso dell’ultima settimana, aumentando i carichi, e organizzato qualche partitella in famiglia proprio per ovviare all’impossibilità di sostenere altri tipi di verifiche. Il Chieti è una di quelle formazioni che presentano un gran numero di novità e cerco di accelerare i tempi per dar modo ai ragazzi di arrivare alle giuste conoscenze reciproche”.
Nemmeno Pasqua è riuscita ad affermare la pace nel mondo travagliato della politica locale. Sul quotidiano Il Centro, nel corso di una intervista, il sindaco Diego Ferrara ha cercato di lanciare un ramoscello d’ulivo all’ex sindaco Umberto Di Primio, contestando l’atteggiamento del suo predecessore in reazione alle critiche per la sua partecipazione alla Processione del Venerdì Santo, ma ammettendo qualche caduta di stile anche da parte dei suoi per il manifesto apparso sui conti in rosso del comune, per il quale ha anche detto che si è scusato con Di Primio. Lo ha anche invitato, ” se lui volesse” a prendere un caffè insieme “anche domani”. L’ex sindaco però su Facebook ha respinto quel ramoscello, evidenziando tutte le criticità esistenti, mettiamola così, nel rapporto tra i due primi cittadini che si sono succeduti. Non entro nel merito specifico di accuse e controaccuse, ma una cosa va osservata nella diatriba: ad avvelenare il clima, non da oggi, non sono Ferrara e Di Primio ma i molti che hanno usato media e soprattutto social per strumentalizzazioni ed anche propaganda che a tratti è apparsa davvero becera e inaccettabile. Per ottenere davvero pace e concentrarsi tutti sul futuro della città, che ha tanti problemi vecchi e nuovi da risolvere, sarà bene alzare qualche argine invalicabile a questa genia che non onora né la città e né il ruolo che ognuno dovrebbe occupare. Si è parlato del famoso grande manifesto sui conti in rosso del Comune che lo stesso Ferrara ha ritenuto “poco piacevole” e contro il quale Di Primio ha annunciato iniziative giudiziarie: ebbene una foto postata sui social da un cittadino, Andrea Gagliardi, dimostra che è rimasto affisso ben oltre la scadenza fissata, a dimostrazione che c’è chi non lavora certo per riportare la pace ma continua ad esasperare le cose. E non è un bel viatico per la città.
Una Lux Chieti tutto cuore torna in campo e lo fa nel migliore dei modi vincendo sull’ostico campo dell’Eurobasket Roma. Nonostante oltre un mese lontani dalla palestra, un solo allenamento in cui poter fare 5vs5, nonostante le assenze di capitan Piazza e Favali e nonostante i numerosi casi covid con sintomi, al PalaAvenali succede l’incredibile. con i teatini che segnano ben 98 punti portano a casa due punti di platino.







I giorni immediatamente successivi alla Pasqua vedranno la tanto attesa riapertura delle scuole, almeno delle elementari e delle medie. Sul solco di questa decisione si è innestata la proposta che alcuni genitori, evidentemente preoccupati del possibile contagio all’interno degli istituti scolastici, hanno avanzato al Sindaco chiedendogli di attivare la DIAD a richiesta. Ma la preoccupazione è realmente fondata? Già prima della chiusura i contagi che si sono registrati direttamente all’interno delle scuole sono stati del tutto trascurabili. Certo, ci sono stati casi di bambini positivi ma il contagio, nella stragrande maggioranza dei casi era riferibile al contesto familiare e non a quello scolastico. Elementari e medie a Chieti si sono dimostrati ambienti tutto sommato sicuri, dove il distanziamento è stato fatto osservare con scrupolo e dove le mascherine sono state indossate, per giunta correttamente, da bambini e ragazzi che hanno dimostrato tanta accortezza ed avvedutezza. A questi dati andrebbe aggiunta un’ulteriore considerazione e cioè che nonostante la chiusura delle scuole, il virus, purtroppo, ha continuato a circolare indisturbato raggiungendo livelli di contagio mai raggiunti. Se poi si considera che sono proprio i nostri ragazzi, grandi e piccoli, ad essere entrati in sofferenza in questi giorni di chiusura e di clausura perché la DIAD li ha privati di quei momenti di socializzazione che necessariamente integrano l’insegnamento e l’apprendimento, dovrebbe diventare scontata la bocciatura di una simile proposta. La scuola insegna anche ad essere comunità, a ragionare in modo collettivo, a pensare al benessere diffuso e non solo a quello del singolo. La DIAD a richiesta invece sa molto di egoismo che rischia di essere confuso con una libertà solo apparente. Egoismo che ritroviamo in un’altra questione: quella delle chiusure dei negozi in concomitanza con il passaggio solitario del Crocifisso nel pomeriggio di ieri. Questione che ha innescato la solita stucchevole querelle politica a livello locale che tuttavia, nonostante la sua inutilità, fornisce l’assist per parlare di politica in un modo, forse, un po’ più elevato. Quelli che predicano ai 4 venti che occorre aprire tutto, cavalcando il malcontento di artigiani, commercianti, lavoratori autonomi e professionisti ormai in evidente “debito d’ossigeno” a causa del Covid dicono, spesso, che occorre tornare alla normalità (scontato) il prima possibile perché in queste condizioni non si riesce a sopravvivere. Come a dire: se non si muore di Covid si muore di fame. Certo, il periodo di restrizioni che tutti stiamo subendo è ormai lungo e poco sopportabile ma mezzo pomeriggio di serrande abbassate non fa molta differenza sui conti di un esercizio commerciale. Al contrario, mezza giornata di circolazione incontrollata del virus può fare danni incalcolabili e di Covid, purtroppo, si continua a morire un po’ dappertutto. I dati ufficiali del Ministero della Salute parlano di ben 481 morti nelle 24 ore comprese tra giovedì e venerdì ma non c’è solo questo che dovrebbe spingere a ragionare. In un mondo perfetto, i nostri commercianti costretti alla chiusura o alle limitazioni a causa dell’epidemia da Sars Cov 2, avrebbero ricevuto aiuti economici veri ed immediati da parte dello Stato; noi però non viviamo in un mondo perfetto ed il modello socio-economico in cui siamo immersi è solo il frutto delle nostre quotidiane decisioni. La pandemia dovrebbe aver fatto comprendere a tutti che dobbiamo iniziare a pensare meno a noi a noi stessi ed a ragionare come una vera comunità, dove le decisioni che ognuno di noi assume sono inevitabilmente destinate a riflettersi sulla vita degli altri. In un simile contesto la polemica sulle chiusure di venerdì pomeriggio fa semplicemente sorridere per quanto possa essere comprensibile l’amarezza dei nostri commercianti.

“Siamo in piena pandemia da COVID-19, nella fase 2 della vaccinazione della popolazione, ci sino oggi 424 nuovi positivi in Abruzzo, in aumento rispetto a ieri, e l’Amministrazione Ferrara ha dato l’autorizzazione affinchè si svolgesse il Mercato Settimanale del Venerdì lungo il Corso Marrucino. Così in una nota il consigliere comunale della Lega Liberato Aceto che sottolinea “Quindi – continua il consigliere – si tiene il Mercato oggi Venerdì Santo, con notevole assembramento di persone, con le note del Miserere di Selecchi in sottofondo, e con la scelta di fare la Processione del Cristo Morto questa sera, nel pieno rispetto delle norme anti-COVID-19, cioè vietando la partecipazione ai cittadini, come era accaduto un anno fa, con la sola differenza che questa volta ci sarà la presenza istituzionale del Sindaco, peraltro condivisibile, in rappresentanza dell’intera comunità teatina. Non è questa una contraddizione!!! Non me ne vogliano i commercianti che stanno vivendo un triste momento ed una grave crisi economica e non me ne vogliano i cittadini di Chieti che hanno sempre apprezzato il Mercato Settimanale del Venerdì, ma sono fermamente convinto che non era il caso di concedere l’autorizzazione perché si tenesse oggi lungo il Corso” Poi l’affondo all’amministrazione comunale “E in tal senso per l’ennesima volta l’Amministrazione Ferrara ha sbagliato, facendosi guidare da quelle spinte di populismo che la contraddistinguono in questo ultimo periodo. Basti pensare che nell’ultimo Consiglio Comunale la stessa maggioranza con mozioni e ordini del giorno invitava il Sindaco a promuovere iniziative in merito al piano vaccinale ed alle misure anti-Covid-19, mentre il Sindaco stesso si trovava dal Prefetto insieme al Direttore Generale della Asl Dott. Thomas Schael appunto per pianificare il piano vaccinale territoriale e mettere in atto tali misure. Questo modo di fare politica non mi appartiene e la condanno pienamente! Questa nota – conclude il consigliere – spero faccia capire che bisogna continuare la battaglia contro il Coronavirus evitando assembramenti e mancato rispetto delle regole per non vanificare il lavoro e i sacrifici che stanno facendo ancora gli operatori sanitari, le forze dell’ordine, i volontari e la popolazione tutta. La battaglia contro il COVID-19 non è ancora finita!!!

Lux Chieti Basket 1974 comunica di avere raggiunto un accordo con Matteo Graziani, guardia classe 2000 che arriva dalla Derthona Basket con cui ha giocato nel girone Verde di A2.






