Dopo il breve stop delle feste pasquali da oggi martedì 6 aprile l’Universita G. d’annunzio continua con la DAD.

A poco più di un anno d’insegnamento a distanza, da marzo 2020 ad oggi, la DAD “innovativa e rivoluzionaria” per alcuni, e solo “necessaria e transitoria” per altri , ci ha dimostrato che la tecnologia digitale certamente è importante, ma dovrebbe essere un supporto all’attività didattica e niente di più, uno strumento a disposizione del docente che cercherà di dosarlo coerentemente al proprio insegnamento. Dice Carmela Santulli, presidente dell’ associazione studentesca “360 grandi” del universitá “G. d’Annunzio”: “La situazione è molto complessa, molti studenti fortunatamente possiedono un pc o un tablet privato, ma alcuni di loro si sono trovati senza, e la ”d’Annunzio” ha escluso dal bando di concorso emanato al fine di ottenere un pc o un tablet gli studenti già iscritti e gli studenti iscritti al primo anno magistrale che ne avevano un bisogno immediato per esami e lezioni. Quindi, è stato un bando non per aiutare gli studenti in difficoltà già iscritti ma solo per favorire le nuove immatricolazioni”.  Il mondo della scuola si è trovato a modificare, dall’oggi al domani, abitudini e prassi didattiche: oltre alla “d’Annunzio, tante scuole dell’ ”autonomia” sparse in provincia di Chieti si sono trovate di fronte a  un invito, più che un ordine di servizio, poiché non previsto da alcuna norma o vincolo,  senza che però sia stata colta pienamente la difficoltà di coloro che direttamente sono coinvolti in DAD.

Dice Nicola D’Ambrosio, presidente dell’ associazione studentesca “Azione universitaria” della “d’Annunzio”:  “La pandemia ci ha trovati impreparati, per cui in pochi mesi l’universitá “d’Annunzio” si è dovuta adattare ad una situazione che in altri paesi era all’ ordine del giorno: oltre a ciò è stato fatto qualche passo falso dall’amministrazione perché il Ministero dell’Istruzione ha erogato dei fondi destinati a tutte le università per combattere il digital divide e il nostro Ateneo li ha concessi solo ed esclusivamente alle nuove matricole. Noi abbiamo ribadito che questa non è stata una scelta equa perché non sono state date le stesse possibilità a tutti ma sono stati privilegiati solo alcuni”. Studenti costretti a fare DAD magari con una connessione non adeguata (o addirittura con il telefonino): è inimmaginabile pensare di insegnare completamente da remoto poiché nessuna tecnologia sarà mai in grado di sostituire le relazioni umane in presenza. Bisogna tenere in considerazione tutti i limiti socio-ambientali , ma anche le difficoltà che la tecnologia può causare in condizioni non favorevoli, oltre al fatto che non si possono impegnare docenti e alunni per tempi eccessivi davanti ad uno schermo per gli effetti negativi che si ripercuotono sulla salute. Dalle varie opinioni degli studenti del nostro Ateneo emerge, in sostanza, la volontá di tornare a fare lezioni in presenza al più presto.

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