
In tempo di pandemia, per il secondo anno consecutivo la tradizionale processione del Venerdì Santo di Chieti, tra le più antiche se non la più antica d’Italia, capace ogni volta di richiamare decine di migliaia di persone, è stata celebrata in solitario dall’arcivescovo di Chieti Vasto, Bruno Forte, attraversando il centro della città spettrale, con negozi chiusi e strade transennate. A differenza dello scorso anno, quando si era in pieno lockdown, l’arcivescovo è stato accompagnato da quattro componenti dell’Arciconfraternita del Sacro Monte del Morti, che da secoli organizza l’evento, oltre che dalla scorta di due carabinieri in alta uniforme, mentre due poliziotti hanno chiuso il mini corteo. Dopo aver celebrato la messa nella cattedrale di S. Giustino, Forte è uscito dalla Cripta con il Crocefisso che ha portato lungo un tragitto già definito, tutto nel cuore del capoluogo teatino: via Pollione, piazza Valignani e corso Marrucino, illuminato dai tripodi accesi. Nessuno lungo il tragitto, chi abita sul corso si è affacciato alla finestra mentre le struggenti note del Miserere composto dal teatino Saverio Selecchy, in assenza del coro e dei musicisti, sono state trasmesse attraverso la filodiffusione che è stata fruibile anche a Chieti Scalo. Raggiunto il sagrato della chiesa della SS Trinità, dove ha trovato ad accoglierlo, in rappresentanza della città, il sindaco Diego Ferrara, il vice Paolo De Cesare e il presidente del Consiglio comunale Luigi Febo, l’arcivescovo ha impartito la benedizione. Benedizione accompagnata dalla preghiera che lo stesso arcivescovo ha scritto dinanzi al Volto Santo di Manoppello e che contiene l’invocazione a Gesù Salvatore “a liberarci da ogni male, e vincere il flagello di questo virus”. Circa 80 persone, tra forze dell’ordine e Protezione Civile, hanno garantito il servizio di ordine pubblico. L’intero evento è stato trasmesso in diretta televisiva e streaming da Rete 8 che Forte ha più volte ha ringraziato.
