Dopo la vittoria (1-3) ottenuta sul campo dei “Calciatori Pratolani” nella finale di andata, la Pippo Massangioli nella gara di ritorno, due settimane dopo, si limitò a gestire il vantaggio. La partita finì 1-1 e i neroverdi si laurearono campioni d’Abruzzo. Ancora una volta “L’Abruzzo Sportivo” dedicò ampio spazio all’evento con un lungo commento e una altrettanto lunga cronaca. Il tutto corredato (addirittura) da una foto della squadra, cosa rarissima a quei tempi. Il commento ha un incipit fortemente polemico nei confronti di chi tentava di sminuire la legittimità del successo neroverde e verso la direzione dell’arbitro Paoloni. Un pezzo… modernissimo.
Il giornale era un quindicinale di cronaca e di critica, direzione e amministrazione in Corso Marrucino 160. Direttori Giuseppe Melocchi e Nicola Orsini. Ecco l’inizio del commento.
“Il primo Campionato abruzzese di calcio, iniziatosi in mezzo al più vivo entusiasmo del nostro popolo il 5 aprile, è finito. Ora per la prima volta vi è ufficialmente una squadra campione d’Abruzzo. Malgrado tutte le difficoltà, questo Campionato è stato interessantissimo ed ha avuto risultati regolarissimi. Insistiamo su questo punto perché da qualche signore si va blaterando su diversi giornali che l’Ursus non è entrata un finale a causa di un maledetto contrattempo, ecc. Perciò noi sentiamo il dovere di dire agli sportivi d’Abruzzo che ha vinto la squadra più forte, più tecnica di tutta la regione e che ancora oggi ha il vanto di non avere mai ammainato la sua bandiera da due anni a questa parte davanti a qualsiasi squadra abruzzese. La classe superiore del team neroverde si è imposta nettamente in questo campionato…”. Segue il commento che comincia dal severo giudizio sulla direzione arbitrale.
Ed ecco la cronaca. “Alle 17.45 le due squadre scendono in campo agli ordini dell’arbitro signor Paoloni, nelle seguenti formazioni:
Massangioli: D’Urbano Colalongo Di Bernardo Roccioletti Fabris Di Gregorio Spinelli Tognolini Pampana Rizzoli Palumbo
Calciatori Pratolani: Cianfaglione Massimi Tremarelli Santacroce De Santis Garneri Iaconelli Pupillo Mazuga Gennari De Dominicis.
La palla è ai bianconeri ma subito i neroverdi se ne impossessano e si portano nell’area avversaria. Reazione dei pratolani e Colalongo alle17.48 salva in corner che è infruttuoso. Dopo pochi minuti Rizzoli deve uscire dal campo per la rottura di un dente ma rientra subito. Una discesa bianconera non sortisce effetto perché il tiro di Pupillo finisce fuori. Anche due tiri di Iaconelli e Gennari finiscono fuori e poco dopo Colalongo libera con un bel rimando. Alle 17.56 registriamo un calcio di punizione contro Pratola. Fabris tira e allunga a Palumbo che fugge ed eseguisce il cross che però non viene raccolto da Tognolini. Indi un tiro di Rizzoli finisce fuori. Intanto il gol va maturando e infatti alle 18.1’ su passaggio di Pampana Rizzoli segna imparabilmente. Alle 18.6’ un calcio di punizione contro la Massangioli è tirato fuori da Iaconelli. L’attacco neroverde invade nuovamente l’area bianco-nera e alle 18.8’ Cianfaglione deve esibirsi in una bella parata, indi alle 18.9’ l’arbitro concede ai chietini un calcio di punizione e alle 18.12’ Cianfaglione deve parare un tiro di Tognolini. I pratolani si scuotono e vanno al contrattacco costringendo gli avversari in corner alle 18.19’. Poco dopo D’Urbano eseguisce una bella parata. Ma i chietini alle 18.21’ beneficiano di un calcio di punizione. Tira Di Bernardo, Rizzoli riprende e si avvicina a Cianfaglione che para. Un nuovo calcio di punizione questa volta contro il Chieti fa nascere una voleé sotto la porta di D’Urbano e così Iaconelli ha modo di pareggiare….. Ci avviciniamo alla fine quando Rizzoli, avuta la palla, scarta avversari e sta per saettare in gol ma viene arrestato dal fischio dell’arbitro che è fatto segno da una imponente ovazione di fischi”.
La cronaca prosegue con il racconto del secondo tempo che così si conclude: “I chietini sferrano una serrata offensiva e in questa fase sfoggiano una netta superiorità. Infatti Cianfaglione si deve sottoporre a un duro lavoro e non si lascia sorprendere dai tiri di Rizzoli, Spinelli e Pampana. Mazuga è a terra alle 19.23’ e a due minuti di distanza anche Pampana deve uscire. Tiri infruttuosi di Rizzoli e Spinelli e poi la fine”.
Fu così che la squadra neroverde conquistò il primo alloro della sua storia. Quasi un secolo fa.
(seconda parte – fine)
