Ora è ufficiale. Il campionato di Eccellenza riparte. Il presidente Gabriele Gravina ha espresso parere favorevole per la ripresa dell’attività. Le sette squadre partecipanti disputeranno un minitorneo di 12 giornate, dall’11 aprile al 20 giugno, con gare di andata e ritorno (due turni di riposo a testa). “Dopo tanto lavoro e una lunga attesa – si legge in un comunicato – finalmente la Figc ha autorizzato in via definitiva il format disegnato e proposto dal Comitato Abruzzo relativamente alla ripartenza del massimo campionato regionale di Calcio a 11. Come noto, saranno sette le squadre partecipanti (Avezzano, Capistrello, Chieti, Il Delfino Flacco Porto, L’Aquila, Lanciano e Renato Curi Angolana), e si affronteranno dall’11 aprile al 20 giugno in un minicampionato andata e ritorno, che assegnerà alla prima classificata la promozione in serie D. Nei prossimi giorni saranno definiti il calendario (molto probabilmente giovedì 25 marzo), il protocollo sanitario e altri dettagli, e il Comitato incontrerà nuovamente le società di Eccellenza per pianificare insieme i prossimi step (videoconferenza programmata per domenica 21 marzo alle 17.00)”.
Molto soddisfatto il presidente Concezio Memmo. “Abbiamo lavorato duramente nelle ultime settimane – ha detto – per arrivare a questo risultato. Siamo felici per il calcio abruzzese che vede riconosciute le proprie legittime istanze e soprattutto per le 7 società che hanno spinto così tanto per tornare in campo. Dobbiamo ringraziare la Figc e la Lnd per aver compreso le nostre ragioni e per aver apprezzato la pianificazione dettagliata che il Consiglio Direttivo ha concepito per far ripartire il campionato in sicurezza. Adesso possiamo dirlo, bentornata Eccellenza”.
L’Abruzzo resta arancione, ma solo per effetto del Decreto Draghi che ha abolito il giallo in questo periodo. Lo ha reso noto il presidente della Regione, Marco Marsilio. Nell’ultima settimana l’Abruzzo ha mostrato un andamento positivo anche se non bisogna trascurare la pressione ospedaliera che rimane critica.



Corrado Trevi nacque ad Ancona, il 30 aprile del 1895, da Vitaliano e Settimia Forti. Corrado visse tutta la sua fanciullezza e giovinezza a Chieti, la città che amò, e al fronte era per tutti “il tenente abruzzese”. Il padre era proprietario ed esercente di un negozio di tessuti in “Piazza Valignani”. I Trevi abitavano su “Corso Marruccino”. Oltre a lui in famiglia arrivarono almeno altri tre figli: Ernesto (morì a Chieti, aveva solo 17 anni, il 29 giugno del 1911); Giorgio (sposò Ebe Del Grosso) e Arrigo (sposò a Roma in Campidoglio, l’11 luglio del 1927, l’insegnante Elda Anguillara). Corrado di vivace intelligenza si iscrisse all’ Università Cà Foscari di Venezia. Frequentava, con grande profitto, il 3° anno di Economia quando gli arrivò la chiamata alle armi. Fu inviato al fronte, col grado di tenente di complemento, con il 18° Reggimento Fanteria “Brigata Acqui”. Seppe coprirsi di gloria. Un triste giorno arrivò alla famiglia una laconica comunicazione: “… l’anno millenovecentosedici al dodici del mese di luglio, sulle pendici sud est di Monte Interrotto, mancava ai vivi alle ore dieci circa, in età di anni ventuno l’Aspirante Ufficiale Trevi signor Corrado … morto in seguito a fatto di guerra per ferite riportate da arma da fuoco, sepolto nel Cimitero di Gallio …”. Fu scritto nella motivazione che gli assegnò – “alla memoria” – la Medaglia d’Argento al Valor Militare : “Corrado Trevi già ferito alla gamba da baionetta il 28 marzo 1916 (a Selz), ma tornato subito dopo al fronte, mentre disponeva i suoi uomini e li incitava all’assalto, egli è morto sul campo a Monte Interrotto nel Trentino, il 12 luglio 1916, col grido di «viva l’Italia». Venne decorato di medaglia d’argento con la seguente motivazione: “Pieno d’ardire, alla testa del suo plotone, si slanciava all’ assalto della trincea nemica. Ferito in una gamba da baionetta, non permetteva che lo trasportassero al posto di medicazione se non dopo che la trincea fosse occupata dai suoi”. Il Capitano Gino La Gala scrisse alla famiglia la seguente lettera: “La compagnia doveva muovere all’attacco di una forte posizione nemica : avevo già dato gli ordini in proposito e suo figlio si era mosso dalla sua trincea per riordinare gli uomini del suo plotone ed animarli nella non facile impresa. In questi momenti, visti dal nemico che era a breve distanza da noi egli fu colpito da due fucilate in direzione del cuore. La morte fu quasi istantanea ed il povero suo figlio cadendo fra le braccia di un soldato che gli era vicino ebbe appena la forza di gridare « Viva l’Italia » e di rivolgere ai suoi soldati brevi parole d’incoraggiamento e d’incitamento. Fu mia cura la sera di farne raccogliere la salma che fu seppellita nel cimitero di Gallio assieme ad altri commilitoni. Il suo figliuolo lascia in tutti vivo compianto e tutti nell’apprenderne la morte ne hanno provato sincero dolore. Era buono, uno dei più cari, più affettuosi e più disciplinati del nostro reggimento ed ho pianto la sua morte come per la morte di un caro fratello”. La sua Università la “Cà Foscari il 6 luglio del 1919, durante una solenne cerimonia (venne scopertura una lapide commemorativa in ricordo degli studenti “cafoscarini” caduti nella Grande Guerra) consegnò ai familiari di Corrado Trevi il suo diploma di laurea “Honoris causa” (“alla memoria”) con queste parole: “Trevi Corrado di Chieti, studente del III Economia e sottotenente di fanteria, bravo fra i bravi onde era stato fregiato della medaglia d’argento, e caduto da prode al grido di «Viva l’Italia”. Purtroppo anni dopo la famiglia Trevi, erano ebrei, dovette ingiustamente sopportare, nonostante quasi tutti fossero iscritti al P.N.F. e nonostante il figlio caduto eroicamente per la Patria, le dolorose ed umilianti conseguenze delle leggi razziali.

Credito diretto alle imprese, grazie al nuovo plafond attivato da Confidi Systema! con l’obiettivo di rimettere in connessione i territori, far ripartire gli investimenti, innovare e trasformare la crisi in opportunità. L’iniziativa si rivolge agli artigiani, alle Pmi e alle micro e piccole imprese che, attraverso Creditfidi, il consorzio fidi di Confartigianato Chieti L’Aquila, potranno presentare la relativa pratica. Il nuovo Plafond, che fa seguito a quello attivato ad aprile, finanzia linee chirografarie di importo massimo pari a 150.000 euro, durata 60 mesi incluso un periodo di preammortamento massimo di 12 mesi. I beneficiari sono ditte individuali, micro imprese e Pmi che devono affrontare le spese per far ripartire le proprie attività, pagare le merci ai fornitori, investire in tecnologia e digitale e altro ancora. Con la pandemia la finanza diretta erogata dai confidi è entrata a pieno titolo nel nuovo paradigma di offerta. C’è stato il riconoscimento normativo a tutti gli effetti con la conversione in legge del Decreto Rilancio, che ha esteso per i confidi vigilati i parametri entro cui poter svolgere l’operatività legata ai prestiti diretti pur rimanendo prevalente l’attività di garanzia. “In un momento di forte stretta creditizia – afferma il presidente di Creditfidi, Mario Gasbarri – questa iniziativa consente alle imprese di poter contare su credito diretto erogato in tempi brevi, superando i canali tradizionali del sistema bancario. In un momento difficile come quello attuale, per le imprese diventa fondamentale poter disporre di liquidità. L’iniziativa va proprio in questa direzione. Si tratta di uno strumento innovativo per il nostro territorio che sperimentiamo proprio con l’obiettivo di supportare le imprese e favorire il rilancio del tessuto economico territoriale”. Per ricevere ulteriori informazioni rivolgersi alla rete dei consulenti di Creditfidi presenti in Abruzzo e Molise: http://www.creditfidi.it/contatti/
Il Ministero dell’istruzione ha emanato il Decreto n. 50/2021 con il quale è stata indetta la procedura di aggiornamento delle graduatorie di circolo e d’istituto di terza fascia del Personale ATA per il triennio scolastico 2021/2023. Le domande di partecipazione alla procedura potranno essere presentate dal 22 Marzo al 22 Aprile e si potrà indicare fino ad un massimo di 30 Istituzioni scolastiche nella Provincia di scelta. L’aspirante dovrà presentare ad una di queste Scuole la propria domanda di inserimento nei casi di prima iscrizione nelle graduatorie di istituto e in tal caso dovrà specificare il profilo professionale, i titoli di accesso al profilo richiesto, eventuali titoli di cultura e servizio valutabili ai sensi della tabella annessa al decreto, eventuali titoli di preferenza, nonché i titoli di accesso, limitatamente al diploma di maturità e ai laboratori per il profilo professionale di assistente tecnico. I titoli di studio richiesti per i profili professionali coinvolti sono il diploma di maturità per il profilo di assistente amministrativo, il diploma di maturità corrispondente alla specifica area professionale per il profilo di assistente tecnico, il diploma di qualifica professionale di Operatore dei servizi di ristorazione, settore cucina per il profilo di cuoco, la Laurea in scienze infermieristiche o altro titolo ritenuto valido dalla vigente normativa per il profilo di infermiere, diploma di qualifica professionale di Operatore della moda per il profilo di guardarobiere, Diploma di qualifica professionale di: operatore agrituristico; operatore agro industriale; operatore agro ambientale per l’addetto alle aziende agrarie, Diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale, diploma di maestro d’arte, diploma di scuola magistrale per l’infanzia, qualsiasi diploma di maturità, attestati e/ o diplomi di qualifica professionale, entrambi di durata triennale, rilasciati o riconosciuti dalle Regioni per il profilo di collaboratore scolastico. Le domande di inserimento, di conferma, di aggiornamento, di depennamento per tutti questi profili sono prodotte unicamente in modalità telematica attraverso l’applicazione POLIS, previo possesso delle credenziali SPID, o, in alternativa, di un’utenza valida per l’accesso ai servizi presenti nell’area riservata del Ministero dell’Istruzione con l’abilitazione specifica al servizio “Istanze on Line (POLIS)”.



Sono disponibili le Borse di studio del “Fondo unico per il Diritto allo Studio” dedicato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado con reddito basso. Gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado già beneficiari del rimborso libri scolastici di cui al D.Lgs. 63/2017, così come individuati dalla Regione Abruzzo per le annualità 2017 e 2019/20 , possono incassare il contributo economico fino al 31 marzo 2021. “Per riscuotere la borsa di studio è necessario accertare se il proprio figlio/figlia è destinatario del beneficio – dice l’assessore alla Pubblica Istruzione Teresa Giammarino – Per sapere se il nominativo è ricompreso nella lista dei beneficiari è possibile contattare l’Ufficio Pubblica Istruzione inviando una mail all’indirizzo di sabrina.dangelo@comune.chieti.it, allegando copia di un documento di identità. Se il nominativo è ricompreso ci si potrà recare allo sportello di qualsiasi Ufficio Postale della città, senza necessità di utilizzare o esibire la Carta dello Studente IoStudio, ma semplicemente richiedendo all’operatore di sportello di incassare un “Bonifico domiciliato” erogato dal Ministero dell’Istruzione. Per ogni informazione è possibile fare riferimento al portale governativo, all’indirizzo https://iostudio.pubblica.istruzione.it/web/guest/voucher





Solo nel mese di Dicembre, su 101 mila posti di lavoro persi ben 99 mila sono di donne, con particolare riferimento alle lavoratrici autonome e alle precarie. In Abruzzo la situazione è anche peggiore. Lanciano il grido d’allarme le esponenti del Partito Democratico Buttari, Rapa e Zappalorto che sottolineano: “Nel terzo trimestre 2020 siamo l’ottava Regione nella triste graduatoria del calo dell’occupazione femminile rispetto al 2019. L’occupazione femminile è franata su un sistema di welfare debole e fragile. Per questo vogliamo unirci all’appello delle donne democratiche nella richiesta di maggiori risorse per gli strumenti di conciliazione previsti nel prossimo decreto ristori (bonus baby sitter e congedi parentali). È necessario, infatti, allargare ulteriormente la platea dei beneficiari, innalzando l’età dei figli almeno fino a 16 anni. Anche la Regione Abruzzo deve fare molto di più con il proprio bilancio, con un approccio complementare, sostenendo tutto il sistema dei servizi educativi per l’infanzia, compresi ludoteche e associazioni, che fanno un importantissimo servizio per la comunità e vivono anche un momento di grande sofferenza economica. Bisogna favorire l’incontro fra domanda e offerta, avvicinando il modello abruzzese a quello delle Regioni del centro-nord. Dobbiamo non farci trovare impreparati e iniziare a programmare la riapertura dei Centri Estivi, che nella passata estate sono stati luoghi sicuri per la conciliazione fra vita lavorativa e familiare. Su questo siamo certi che anche i Comuni faranno la loro parte. È inoltre fondamentale che gli strumenti siano attivabili anche per le donne e le famiglie che lavorano in smart working, almeno con figli fino a 12 anni. È infatti assolutamente inesatto dire che le forme di lavoro flessibile, in piena pandemia, siano strumenti di conciliazione. Lo saranno quando si tornerà alla normalità e andranno assolutamente valorizzati quando finalmente questo Paese potrà avere un sistema di welfare adeguato e moderno. Ora lo smart working, con le scuole chiuse e i figli a casa, è semplicemente misura di contenimento del virus e le donne che lavorano in casa vanno assolutamente alleggerite. Ora, infine, è importante che la politica abbia uno sguardo al futuro e alle risorse del Recovery, che saranno fondamentali anche per la costruzione di un nuovo sistema di welfare. I tempi dell’Europa -concludono le esponenti del PD -richiedono un lavoro rapido che sia in grado di arrivare in tempi strettissimi ad un buon livello di progettazione esecutiva, che possa far ripartire con slancio l’occupazione femminile. Di fronte a risposte parziali, le donne, sopraffatte da un carico familiare e lavorativo insopportabile, continueranno a rinunciare al lavoro e questa emorragia non si fermerà”.

Il Comune di Chieti e la Asl Lanciano Vasto Chieti hanno raggiunto un’intesa e a breve inizieranno i lavori di adeguamento nell’ex asilo Peter Pan, che dopo le vaccinazioni ospiterà servizi del Distretto sanitario, in attesa del completamento della sede definitiva. E’ quanto emerso dall’incontro svoltosi questa mattina in Prefettura, presenti il prefetto Armando Forgione, il sindaco Diego Ferrara, il direttore generaledella Asl Thomas Schael e l’assessore comunale alla Sanità Giancarlo Cascini. “È stata ribadita la necessità di andare avanti con i vaccini e il Comune ha dichiarato l’immediata possibilità della Palestra di Colle dell’Ara e dei locali del padiglione espositivo della Camera di Commercio – dicono Ferrara e Cascini – al momento, però, le criticità sembrano riguardare più i requisiti infrastrutturali per eseguire le vaccinazioni che non gli spazi fisici, requisiti tecnico-sanitari minimi per effettuarle in sicurezza, di appannaggio della Asl fra cui poltrone reclinabili per eventuali malori, carrelli porta-farmaci, defibrillatori, speciali frigoriferi per la conservazione dei vaccini. Nel novero dei locali che il Comune può concedere per l’attività vaccinale, rientra a pieno titolo l’asilo Peter Pan che sarà ristrutturato a breve, sia con opere e fondi che derivano dal coinvolgimento delle forze economiche cittadine, sia da parte della stessa Asl, come il Manager ci ha comunicato stamane. Circa l’utilizzo definitivo della struttura, si è inoltre stabilito che dopo la campagna vaccinale i locali ospitino alcuni dei servizi distrettuali che a Chieti Scalo mancano da quasi due anni, questo in attesa che la localizzazione del Distretto sanitario trovi soluzione negli spazi della vecchia stazione ferroviaria, come da procedimento avviato dalla direzione generale Asl la scorsa estate 2020. Solo a completamento di tale progetto definitivo del Distretto da parte della Asl, su cui non ci è dato sapere però tempi certi, anche il consultorio sarà spostato nell’asilo, in modo da consentire il completamento della struttura nel ridotto ferroviario. In merito, infine, alla campagna, l’Ente non farà mancare la piena collaborazione riconosciuta sin dal primo momento, in base alle proprie competenze, a risolvere tutte le criticità che si presenteranno, fra cui quella di poter raggiungere tutti i soggetti anziani che al momento non hanno espresso la volontà di vaccinarsi. A tal proposito invitiamo chi non ha ancora provveduto a dare la propria manifestazione di interesse, per evitare di doversi ritrovare in coda ad altre categorie e, dunque, ritardare il vaccino. L’Amministrazione ribadisce il massimo impegno al raggiungimento dell’obiettivo, così come abbiamo dato prova nell’organizzazione degli screening massivi di febbraio e marzo, a maggior ragione affinché si raggiunga al più presto l’immunizzazione dell’intera cittadinanza”.





Non accenna a placarsi, anzi trova sempre nuovi spunti francamente sconcertanti, la polemica che vede la politica schierata su sponde contrapposte sulla questione sanitaria legata al Covid, mentre l’impegno di tutti sarebbe di mettersi in mare sulla stessa barca, remando insieme per raggiungere al più presto un approdo sicuro. Fuor di metafora trovo sconcertante, da datato testimone dei fatti della politica nostrana, quanto sta accadendo, non rendendosi conto, le parti in causa, che senza una visione unitaria e scelte condivise si rischia di perdere la battaglia in corso, certamente non aiutata dallo scontro in atto. Purtroppo la gestione della sanità nel territorio sconta peccati commessi ieri ed oggi, è fuor di dubbio, perché altrimenti non ci troveremmo in questa difficilissima situazione, ma impostare tutto sulla attribuzione delle responsabilità, facendo peraltro ricorso più alla propaganda che a argomenti fondati e documentati, non risolve ma aggrava il problema e ne allontana la soluzione. Basta allora con questo grottesco bla bla in pieno corso per affrontare invece l’emergenza che pesa sulla nostra comunità. Con le ultime elezioni, peraltro, a Chieti sembrava essersi aperta una fase nuova, con la commistione, si sperava fioriera di nuovo modo per amministrare, tra partiti e liste civiche. Vedere ora riproporre visioni faziose, dovute alla militanza sotto precise bandiere, delude fortemente quelle aspettative, soprattutto se si valuta il momento che stiamo vivendo, che imporrebbe visioni unitarie per fronteggiare la durissima sfida in corso. Il sindaco Diego Ferrara anche in campagna elettorale aveva giustamente auspicato un nuovo modo di confrontarsi con la città e i suoi problemi: è il momento di far tacere ogni voce sbagliata, per ricordare a tutti che c’è un pericolo imminente che porta la gente ad ammalarsi e morire e che è quel pericolo che va fronteggiato, mettendo in campo tutte le forze disponibili. Dalla politica in questi giorni sento spesso dire che “è il tempo della responsabilità”: comincino con il dimostrarlo assumendosi fino in fondo le proprie, nell’interesse vero dei cittadini.


Nel Consiglio di amministrazione dell’Istituto Nazionale Tostiano di Ortona, entra Giulio Napoleone al posto della dimissionaria Angela Arnone. La scelta di Napoleone, ex amministratore del comune di Ortona nonché ricercatore e appassionato cultore della figura di Ignazio Silone, è avvenuta nell’ambito delle candidature presentate a seguito dell’avviso pubblico del 14 dicembre 2017 secondo la procedura prevista dal regolamento comunale per la nomina dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende, società partecipate e istituzioni. “Ringrazio per l’impegno e l’opera svolta dalla signora Arnone – commenta il sindaco Leo Castiglione – all’interno del consiglio d’amministrazione, le dimissioni “brevi manu” sono state presentate nel consiglio di amministrazione dello scorso 19 dicembre e motivate da impegni personali. Sono certo che la nomina di Giulio Napoleone offra un valore aggiunto per le attività dell’Istituto, perché può vantare una qualificata esperienza in campo associativo e amministrativo che si è espressa anche in panorami internazionali con contatti e scambi culturali con la città di Volgograd che ha interessato anche l’attività dell’Istituto Tostiano>. L’attuale composizione del Cda dell’Istituto Tostiano vede Silvio Bartolotti presidente , affiancato dai consiglieri Diana de Francesco, Barbara Verì, Aldo D’Anastasio e Giulio Napoleone.


“Evidentemente il consigliere Paolucci, fiancheggiato dal capogruppo in Comune Di Giovanni, non ha ben chiarito come funziona il rinnovo del Comitato ristretto dei sindaci di una Asl. Già questo di per sé sarebbe grave visto il suo prestigioso curriculum. O, forse, cosa ancora più grave, lo ha capito ma, spinto dalla voglia di alimentare inutili e fastidiose polemiche, preferisce far finta di nulla continuando a strumentalizzare una situazione di emergenza senza precedenti”. Lo dice il capogruppo di Forza Italia, Mauro Febbo replicando alle dichiarazioni di Silvio Paolucci e Filippo Di Giovanni del Pd sulla questione del centro vaccinale di Chieti. “Perseverare su questa diatriba con la Asl, promossa dal sindaco di Chieti – sottolinea Febbo – quando c’è da organizzare una rete complessa per arrivare a coprire l’intero territorio provinciale (104 Comuni), è solo sciacallaggio di bassissimo livello. Ma forse questo ai rappresentanti del Pd non basta visto che ormai, quotidianamente, si distinguono per le loro uscite pubbliche sterili ed inutili ai fini della soluzione dei problemi che riguardano la cittadinanza e la salute degli abruzzesi. Ma sappiamo benissimo che per loro, evidentemente, la propaganda non conosce ostacoli. Paolucci rischia di apparire “ignorante” perché, volutamente, finge di ignorare che è compito dell’assemblea dei sindaci dei Comuni della Asl della provincia di Chieti riunirsi per eleggere i rappresentanti del nuovo Comitato all’interno del quale, poi, viene designato il Presidente. Conferenza dei Sindaci che deve riunirsi ed esprimersi in seguito alla convocazione del primo cittadino del capoluogo di provincia, quindi di Ferrara che si lamenta ma è latitante in tutto, non solo in materia sanitaria. Chiaramente la Asl non ha competenza in questo se non nel supporto, come segreteria. Con la sua strategia di comunicazione Paolucci cerca di far dimenticare la macelleria sociale e i danni alla sanità teatina provocati dal suo assessorato; lo fa goffamente ma soprattutto utilizzando un argomento tristemente serio che richiede interventi politici di altro spessore. Lui e il sindaco devono crescere”.

In un pezzo di pochi giorni fa abbiamo raccontato una “domenica di sport” a Chieti all’inizio degli Anni 20. Ora riportiamo alla luce un’amichevole (ci furono andata e ritorno) contro l’allora fortissima Maceratese. C’è il commento apparso su “L’Azione Democratica” e lo scambio epistolare fra i sindaci delle due città. Sì, perché in quel tempo lontano un incontro di calcio era accompagnato dal reciproco saluto istituzionale da parte delle autorità locali, una consuetudine molto significativa della cordialità dei rapporti tra centri di diverse regioni. A proposito di Pippo Massangioli-Maceratese si legge sul quindicinale teatino: “Domenica al campo della Civitella la squadra della U:S: Pippo Massangioli ha combattuto una dura battaglia con il Team Maceratese campione assoluto delle Marche. Gli undici di Macerata diretti da due trainers ungheresi, si sono imposti per previsione ed affiatamento ed han battuto i verdi Teatini che si son difesi strenuamente suscitando meraviglia ed entusiasmo tra gli stessi avversari. E’ inutile fare ancora dei rilievi circa la squadra di Macerata che, nonostante in buona formazione, non ci è apparsa all’altezza del suo nome. A dimostrare la nostra obiettività riportiamo il giudizio di un tecnico Maceratese sulla <P. Massangioli>. “L’U:S: di Chieti è buona come valori individuali: ha resistenza, slancio e buona padronanza della palla, abusa di dribbling e scarseggia di passaggi in profondità e di estensione… La squadra con un allenamento razionale e tecnico avrà un sicuro avvenire”.

“Apprendiamo con rinnovato stupore che l’Hospice di Torrevecchia teatina, un servizio per la degenza di malati in fase terminale e per l’assistenza domiciliare ad oggi garantita, dopo essere stato chiuso fino a pochi giorni fa ora è diventato un centro vaccinazioni anti-Covid. Il tutto, a dispetto dei chiarimenti in merito che già l’Unione sindacale di base aveva richiesto alla direzione della Asl chietina lo scorso 25 febbraio”. A denunciarlo sono i consiglieri comunali de La Sinistra con Diego Edoardo Raimondi, Alberta Giannini e Silvio Di Primio, che aggiungono: “Un altro esempio dei disastri della Regione che, di fronte alla pandemia, non ha mai avuto un vero piano vaccinale chiaro e compiuto: un’emergenza epidemiologica che andrebbe combattuta non con la propaganda o con i favori alle Giunte amiche, ma con i fatti. “L’inesistenza di un vero programma sanitario efficace” continuano i consiglieri “sta distruggendo reparti, hospice e presidi per la cura e per l’assistenza di malati gravi e cronici su tutto il territorio provinciale. Invece di utilizzare strutture Asl di Chieti completamente vuote per riorganizzare servizi e garantire tempestivamente i vaccini, la direzione sanitaria regionale a targa Marsilio continua in un’operazione poco trasparente e quantomeno sprovveduta”. E infine concludono: “Non si può speculare sulla pelle delle persone: i vaccini vanno garantiti tanto quanto le cure per i pazienti cronici. L’amministrazione Ferrara, nonostante le mille difficoltà e le paventate chiusure di dialogo, sta facendo la sua parte quotidianamente, avendo individuato ulteriori sedi disponibili per i vaccini senza sacrificare i pazienti dei reparti. Chiedendo anche la riattivazione del distretto sanitario di base a Chieti scalo, oggi quanto mai necessario, nonostante qualcuno faccia finta di non vedere e di non sentire”
Giorni importanti e decisivi nella vicenda legata alla “ripartenza” del campionato di Eccellenza abruzzese. A margine delle determinazioni assunte in campo nazionale, infatti, il presidente del Comitato Abruzzo Concezio Memmo sta informando proprio in queste ore, attraverso una riunione straordinaria in videoconferenza, i sodalizi determinati a ripartire (Avezzano Calcio, Capistrello, Chieti FC 1922, Il Delfino Flacco Porto, L’Aquila 1927, Lanciano Calcio 1920, Renato Curi Angolana), al fine di chiarire il format e lecondizioni necessarie per lo start.
Arriva la replica delle pentastellate alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal capogruppo di Forza Italia, in consiglio regionale, Mauro Febbo. Così la consigliera regionale Barbara Stella:




Miglianico sceglie di caratterizzarsi come “città della poesia”, anzi come “Borgo in poesia”: si chiama così infatti, insieme al titolo “PoetaMi”, l’iniziativa che il prossimo 20 giugno porterà nelle vie del centro storico decine di poeti di tutta Italia e centinaia di studenti partecipanti anche quest’anno al “Premio Paride Di Federico”, giunto alla dodicesima edizione.


