
Non solo urologia, come tradizionalmente conosciuta, o applicata in campo oncologico. Volge l’attenzione all’andrologia Luigi Schips, che dopo aver attivato ambulatori dedicati a Chieti e Vasto per lo studio dell’apparato genitale maschile e le relative terapie farmacologiche e chirurgiche, avvia un nuovo servizio. A partire da luglio all’ospedale di Ortona sarà attivo un ambulatorio dedicato alle patologie andrologiche con particolare attenzione ai problemi di infertilità maschile. “Si tratta di un servizio che sarà seguito da Roberto Castellucci, dirigente medico della nostra équipe – spiega Schips, Direttore dell’Urologia della Asl e Ordinario all’Università D’Annunzio – . La finalità è garantire un’offerta diagnostica e terapeutica completa alle coppie che fanno i conti per il problema sempre più comune dell’infertilità, che riguarda circa il 15%. La scelta di attivare il servizio a Ortona è stata determinata dalla volontà di collaborare con il Centro di Procreazione medicalmente assistita diretto da Gian Mario Tiboni , al fine di offrire alle coppie un percorso integrato che possa prenderle in carico affrontando l’infertilità legata a problemi riproduttivi maschili, causa una volta su due della difficoltà a ottenere una gravidanza”. Intanto il mese di giugno si è aperto nel segno dei riconoscimenti per l’attività dell’Urologia, a partire dal ruolo di principale relatore attribuito a Schips durante la conferenza dal titolo “Low Frequency Plasma BPH Surgery”, evento che ha visto la partecipazione dei più rinomati urologi del medio ed estremo Oriente, dall’ Arabia Saudita alla Cina. Tema della relazione lo stato dell’arte della chirurgia mini-invasiva della prostata e della vescica con tecnica di resezione al plasma, apparecchiatura all’avanguardia in dotazione alla Unità operativa di Chieti integrata alla già esistente tecnologia con il Green Light Laser. Grande apprezzamento per l’attività svolta è stato espresso dal Direttore generale della Asl: “La professionalità di Schips è nota anche all’estero – precisa Thomas Schael – e viene riconosciuta in tutti i più autorevoli contesti scientifici. Rappresenta una straordinaria risorsa per la nostra Azienda e per la sanità abruzzese”. Ma anche il lavoro di ricerca della squadra di Schips è stato premiato con la conquista dell’ultima copertina (è la sesta volta) di European Urology Oncology, prestigiosa rivista della famiglia di European Urology, organo ufficiale della più prestigiosa società scientifica urologica europea ed una delle principali al mondo, ovvero la European Association of Urology. Infatti, è stato ritenuto tra i migliori e collocato sulla “prima” uno studio guidato da Michele Marchioni che ha evidenziato i limiti degli attuali sistemi di classificazione del rischio per i pazienti con tumori avanzati e metastatici del rene proponendone uno nuovo. Tale studio nasce da una collaborazione tra il centro teatino e decine di centri sparsi per tutto il mondo che hanno collaborato alla costituzione di un registro internazionale per i tumori del rene (REMARCC Registry). Marchioni è attualmente membro dello “Young Accademy Urologist Renal Cell Carcinoma Group”, gruppo di ricerca internazionale che raccoglie i migliori giovani attivi all’interno dell’European Association of Urology nella ricerca sul carcinoma del rene ed il suo trattamento.


In più di una intervista che a suo tempo il sempre più compianto Remo Gaspari mi ha rilasciato ricordo che sosteneva come per il nostro Abruzzo la piaga più grave, impossibile da sanare, fosse rappresentata dal campanilismo. Mi è tornato in mente leggendo la davvero assurda polemica scoppiata attorno ai tribunali e al loro futuro: mentre la casa della giustizia brucia, per tanti gravissimi episodi che la stanno interessando, dai quali nessuno, al vertice o in periferia, può tirarsi fuori, perché è in ballo l’intera credibilità del sistema, da noi si fanno battaglie di assoluta retroguardia, che vedono in campo anche personaggi del mondo giudiziario. Ed è questo l’aspetto più grave, perché mentre dalla politica puoi aspettarti strumentalizzazioni e prese di posizione dettate solo dalla propaganda, da chi vive di giustizia ci si aspetta un atteggiamento diverso e responsabile, invece di battaglie di assoluta retroguardia e di scarsissima consistenza. Abbiamo una giustizia malata e bisognevole di cure, perché nelle sedi designate, da chi ha il dovere di decidere e programmare , si arrivi a dare al cittadino le migliori garanzie. Qui invece si parla d’altro, come se andare a Lanciano, Vasto, invece che Chieti e anche a L’Aquila, ci fosse l’assoluta certezza di ottenere le giuste risposte nella amministrazione della giustizia. E’ questo il vero scandalo che ancora una volta subiamo: basta ricordare il tempo in cui, proprio a causa dell’esasperato campanilismo, in questa terra abbiamo quadruplicato, o addirittura sestiplucato enti importanti per la vita di tutti, a cominciare dalle Asl, a prescindere dalla loro effettiva funzionalità. Una politica perdente, che evidentemente non ci ha ancora insegnato nulla…


Don Guido Carafa è stato nominato dall’arcivescovo Bruno Forte Parrocco del SS Crocifisso a Chieti Scalo. È stato lui stesso ad annunciarlo su Facebook rivolgendosi a quella Comunità. Queste le sue parole: “Miei cari fratelli e mie care sorelle, questa mattina il Padre Arcivescovo mi ha nominato vostro Parroco. Assumo questo servizio in mezzo a voi con infinita gioia certo dei miei innumerevoli limiti, ma con infinita fiducia nella Grazia di Dio della quale voglio essere servo e strumento. A Padre Bruno vorrei dire il mio grazie per la fiducia accordatami in questi anni, per la sua paterna attenzione e per la possibilità che mi ha dato di stargli accanto come suo segretario e come cerimoniere. Un caro pensiero, pieno d’affetto e stima, va al caro Don Gino; per Vent’anni ha servito questa parrocchia con attenzione e cura pastorale; con lui ho vissuto quest’anno da vicario cooperatore e per me è stata un’ennesima esperienza di vita davvero costruttiva. Vorrei presentarmi a voi con queste tre semplici parole: Accoglienza; vorrei comminare con voi su un sentiero di accoglienza e questa via sarà l’occasione di Accogliere anzitutto la Parola di Dio con l’ascolto e con la preghiera. Dall’accoglienza della Parola nasce l’esigenza di accoglierci come fratelli. A tutti auguro di continuare a Crescere come una comunità piena di Accoglienza con il cuore aperto al soffio dello Spirito. Comunione; vivere la bellezza dell’accoglienza può solo generare un clima profondo di comunione. Vivere la fede accende un’esigenza nel cuore di ogni credente: vivere il comandamento dell’amore! Essere Chiesa significa anche e soprattutto amare Dio e concretizzare quanto amore nel volersi bene e vivere come fratelli. Eucarestia; non potevo concludere se non con questa parola; insieme a Voi voglio rendere grazie a Dio per ogni dono che caratterizza la nostra comunità ed insieme a voi voglio sempre cercare di vedere il Bello. Cresciamo nell’essere una comunità che celebra l’Eucarestia e che la vive. Desidero tanto una comunità parrocchiale che sappia Adorare il Signore e sappia contagiare di questa bellezza infinita il mondo intero. Nell’attesa di salutarci di persona vi abbraccio ed invoco la Benedizione di Dio su ciascuno di Voi e su tutta la comunità; vi chiedo di pregare per me ed insieme mettiamoci sotto il Manto della Madonna: “Sotto la Tua protezione cerchiamo rifugio Santa Madre di Dio, non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo o Vergine Gloriosa e Benedetta”



E’ in arrivo il turno infrasettimanale di dopodomani, mercoledì, e il Chieti non stacca la spina. Oggi la squadra ha lavorato sul campo di Tollo dove domani in mattinata effettuerà anche la seduta di rifinitura. Secondo protocollo, oggi nuovo ciclo di tamponi e risultati negativi per tutti, staff e giocatori. Questa è certamente una buona notizia, visto che gli infortuni non mancano. Accertamenti strumentali sono previsti per Verna (ginocchio) e Filosa (piede). Il centrocampista frentano dopo i problemi dovuti al covid, si è infortunato in allenamento, per lui un periodo davvero nerissimo: Il difensore centrale si è bloccato ieri nel primo tempo del match contro l’Avezzano. Vengono monitorate anche le condizioni di Manuel Spadafora, infiammazione al ginocchio. Il Chieti cerca a Capistrello i punti per la certezza aritmetica della promozione in serie D. Gliene mancano due, dovrà farne tre… perché i conti possano quadrare. Sul campo della formazione rovetana il Chieti affronta il penultimo impegno del minitorneo, chiusura domenica all’Angelini contro la Renato Curi Angolana.
Approvata dal Consiglio comunale di Chieti la proposta di delibera di iniziativa consiliare, elaborata dalla VI Commissione Statuto e Regolamento presieduta dalla consigliera Barbara Di Roberto per l’istituzione della Consulta comunale degli studenti universitari. La proposta è passata con 27 voti favorevoli, 4 gli astenuti.
Il Consiglio comunale ha approvato ad ampia maggioranza la delibera per il differimento della scadenza rate delle rate Tari. Sono stati 20 i voti favorevoli, 4 gli astenuti. “La delibera approvata non ha nulla a che vedere con la tariffazione della Tari – chiariscono il sindaco Diego Ferrara, l’assessore ai Tributi Tiziana Della Penna e l’assessore all’Ambiente e transizione ecologica Chiara Zappalorto. A fronte della situazione economica dell’Ente e di quella connessa alla pandemia e nel contemperare l’esigenza della cittadinanza di avere gli importi alla maggiore dilazione possibile, abbiamo rinviato le scadenze della Tari al 30 giugno e 31 luglio, rispettivamente per il pagamento in acconto del 20 per cento sulle tariffe approvate per il 2020. Le successive scadenze del 30 settembre, 31 ottobre e 30 novembre, invece, saranno a il conguaglio di quanto dovuto a seguito dell’approvazione della nuova tariffa Tari 2021. In questo modo la cittadinanza potrà adempiere ai pagamenti avendo sia più tempo, sia importi affrontabili, grazie a una maggiore dilazione delle spettanze. L’esecutivo sta ora lavorando alla tariffazione, anche per recepire al meglio le misure governative decise a fronte della pandemia a ristoro dei contribuenti. Tutto quello che potremo fare lo metteremo in pratica, così come stiamo facendo, trovando soluzioni per andare incontro ai cittadini pur in un momento di grande complessità per il Comune”.
Il Consiglio comunale oggi ha approvato con 28 favorevoli e 3 astenuti sui 31 presenti, la modifica del Regolamento di accesso alle Zone a Traffico Limitato. La proposta partiva dalla necessità di uniformare gli orari sulle Ztl attive sul territorio cittadino. Votata con uguale esito anche l’immediata eseguibilità. “In Consiglio abbiamo portato quattro sostanziali modifiche concertate con la Polizia Municipale e l’Ufficio Traffico al fine di rendere più organici e rispondenti alle esigenze della città gli orari sulle Ztl della città e, di conseguenza, migliorarne l’efficacia, anche alla luce del periodo di ripresa delle attività dopo l’emergenza pandemica – dicono il sindaco Diego Ferrara e l’assessore alla Mobilità Stefano Rispoli. Sono 3 gli articoli modificati, si tratta dell’articolo 1 (comma 3 e 5), il 15 (comma 2) e 36 (al comma 1). La prima modifica riguarda le Ztl “A” e “B2” e, in parte, anche alla “D”, per cui si propone di suddividere l’anno in due distinti periodi, dal 1° giugno al 15 ottobre e dal 16 ottobre al 31 maggio, al fine di adeguare la diversa utenza che c’è in concomitanza della stagione estiva e con la ripresa dell’anno scolastico e consentire una maggiore vivibilità delle aree. Infatti una delle esigenze, soprattutto per le aree che si trovano nelle Ztl “A” e “B2”, è quella di limitare le fasce di accesso libero, al fine di rilanciare le attività produttive, incentivando le occupazioni di suolo pubblico da parte dei gestori di attività di somministrazione di cibi e bevande, che risiedono soprattutto nella ZTL “A”. Su istanza di molte attività delle strade più vocate, tutto il centro storico della zona di Santa Maria e Porta Pescara e l’area di via De Lollis e tutta la zona sotto il Teatro Marrucino, l’accesso per soli autorizzati sarà qui possibile nelle fasce orarie 12/16 e 17/ 09 per il periodo giugno/ottobre, mentre nelle fasce orarie 12/16 e 19/ 09 da ottobre a maggio; accesso libero sarà possibile dalle 9 alle 12,00 e dalle 16 alle 17 da giugno a ottobre e dalle ore 9 alle 12, nonché dalle 16 alle 19 da ottobre a maggio. Per quanto riguarda, invece, la ZTL “D”, di via Ravizza, si propone, al contrario, di ampliare le fasce di accesso libero nel periodo invernale, da ottobre a fine maggio, in coincidenza con lo svolgimento dell’attività didattica, in modo da rendere gli orari di accesso più funzionali alle esigenze delle famiglie degli alunni e i flussi collegati alla presenza del Liceo Statale “Isabella Gonzaga”, ricompreso nell’area. L’accesso per soli autorizzati sarà dalle 9 alle 16 e dalle 18 alle 6 da giugno a ottobre, mentre cambierà dalle 10 alle 14 e dalle 17 alle 6 da ottobre a fine maggio; libero accesso dalle 6 alle 9 e dalle 16 alle 18 da giugno a ottobre e dalle 6 alle 10 e dalle 14 alle 17 da ottobre e fino a maggio. L’altra modifica riguarda i Taxi e veicoli adibiti a noleggio con conducente autorizzati ad accedere senza necessità di permesso, ma per cui basterà una comunicazione preventiva in carta semplice all’Ufficio Traffico del Servizio “Polizia Locale – Traffico e Viabilità” del Comune dell’elenco delle targhe dei veicoli da autorizzare, in modo da inserire i dati nel sistema dei varchi elettronici ZTL. Cambia, ma solo il colore, il cartoncino dei permessi per la magistratura, in modo che i veicoli possano essere più agevolmente riconosciuti dagli agenti della Municipale. Maggiore attenzione, infine, sarà data ai veicoli a impatto zero, in base anche a diverse istanze ricevute dalla cittadinanza, per questi si estende a 5 anni l’autorizzazione di transito annuale, anche secondo quanto concertato con l’Osservatorio ZTL. Approvata la delibera, le modifiche entreranno in vigore immediatamente, trascorso solo il tempo di recepirle nei dispositivi che dovranno regolamentare gli ingressi”.



Riaprono i musei archeologici di Chieti. Lo ha reso noto la Direzione regionale musei Abruzzo. Dopo il passaggio in zona gialla dell’Abruzzo, che ha visto le riaperture a maggio dei Musei di Pescara, Campli, Celano e Sulmona la Direzione Regionale Musei Abruzzo è pronta a riaprire anche i musei archeologici di Chieti dal prossimo 15 giugno. La possibilità è stata data dall’accordo sottoscritto tra la Direttrice Mariastella Margozzi e l’assessore al Turismo, Cultura, Attività produttive, Teatro Marrucino, Eventi e Manifestazioni. nonché vice-sindaco del Comune di Chieti di Chieti dott. Paolo De Cesare. L’impegno dell’amministrazione comunale è stato di fornire ai due musei teatini 12 figure selezionate e scelte nell’ambito dei Patti per il lavoro e per l’inclusione sociale, i cui beneficiari sono tenuti a svolgere Progetti Utili alla Collettività (PUC) nel comune di residenza per almeno 8 ore settimanali. I PUC rappresentano un’occasione di inclusione e crescita sia per i beneficiari sia per la collettività in quanto complementari e quindi a supporto ed integrazione delle attività ordinarie degli addetti alla fruizione, accoglienza e vigilanza all’interno dei musei. Le rigide misure anti Covid-19 hanno infatti previsto oltre all’obbligo di misurazione della temperatura presso i totem allo scopo predisposti, all’attenersi ai percorsi obbligatori, al rispetto del numero massimo di presenze in ogni sala, all’essere forniti di dispositivi individuali di protezione anche la presenza, in apertura al pubblico, di almeno quattro persone a turno. In questo modo con l’affiancamento del personale AFAV si rispetta a pieno il protocollo previsto dal Documento di Valutazione Rischi nell’appendice Covid-19, siglato tra l’Amministrazione e il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione. Nella prima settimana di apertura le date al pubblico dei due musei saranno le seguenti :









“Incontrer
ò presto i promotori della raccolta fondi per ragionare sulla destinazione di quanto raccolto”, così il sindaco Diego Ferrara che non accetta che alla sua assenza alla conferenza stampa del Comitato si dia una lettura sbagliata, “perchè- spiega- se l’intento di tutti è quello di agire in favore degli interessi dei cittadini non ci saranno e non ci possono essere problemi”. Inaccettabili, per il primo cittadino, strumentalizzazioni che vadano ad incidere su quanto si sta facendo in Piazza San Giustino e in particolare sui rapporti con la Soprintendenza Archeologica. “Ci stiamo muovendo sulla base di uno stretto rapporto di collaborazione, come deve essere, tra chi ha il compito di tutelare e valorizzare i beni archeologici e tra chi, la città teatina, ha la fortuna di possederli, grazie alla sua trimillenaria storia”.







San Giustino, suo malgrado, è ancora al centro delle polemiche. A fine maggio – quindi più o meno in concomitanza con l’inizio della campagna di crowdfiunding “Perché Chieti è anche mia” – scrivevo che il Comune avrebbe dovuto fare chiarezza, in tempi rapidi, sulla sorte dei lavori di riqualificazione della piazza del duomo.

Per venire incontro alle esigenze dei tifosi il Chieti ha deciso di proseguire la prevendita anche nella mattinata di domani, sabato, sempre presso la sede sociale in via E. Mattei, 20 a Chieti Scalo (botteghini chiusi allo stadio Angelini, domenica). Oggi intanto gli ultrà della Curva Volpi hanno deciso di acquistare una quarantina di tagliandi, senza però ritirarli. Un gesto simbolico (e significativo) di sostegno alla società. In un comunicato c’è il sentito grazie del club. <Tutta la S.S.D. Chieti FC 1922 – si legge – ringrazia i componenti della Curva Volpi che questa sera, a prevendita conclusa (ma poi si è deciso di proseguirla domani n.d.a.) si sono recati in sede per acquistare i biglietti di Curva, senza tuttavia ritirarli. Un modo per restare fedeli ai loro ideali, ma anche per dimostrare vicinanza al club e, soprattutto, amore e passione per i colori neroverdi>.






Domenica saranno 538 panchine. Tante sono le partite del Chieti che Giacomo “Mino” Ianieri ha seguito da bordocampo. All’inizio come secondo di quello che un tempo veniva chiamato il “massaggiatore”, poi da principale fisioterapista della squadra, adesso come dirigente accompagnatore e ascoltato membro dello staff sanitario. Una vita a colori neroverdi. <Proprio così – racconta Mino nato a Casoli il 19 maggio 1954 – perché negli anni della mia adolescenza nei paesi della provincia di Chieti era diffuso il tifo per la squadra del capoluogo e mio padre già nel ’62 mi portava alla Civitella, sui gradoni del prato, a seguire le partite. La prima gara alla quale ho assistito credo sia stata un Chieti-Campobasso. Fu il mio primo contatto visivo con il Chieti e scoccò subito la scintilla di una passione che sento ancora dentro di me. Poi sono diventato raccattapalle, su finire degli anni 60. Erano i tempi di Gramoglia, Bianchini, di tanti altri grandi giocatori. La serie C allora era un approdo professionale molto importante>. Esperienze molteplici e studi che hanno spaziato in vari ambiti. Le sorprese (tante) nel racconto di Mino non mancano. <Attorno al 1972-73 sono stato arbitro arrivando a dirigere gare di prima categoria. Ho preso il diploma di ragioneria all’Istituto Tecnico Commerciale Galiani e quando mi sono iscritto ai corsi di fisioterapia ero uno dei pochi in possesso di un titolo di scuola superiore. I corsi li ho seguiti a Pescara e a Teramo, poi mi sono laureato in fisioterapia, tesi discussa con il professor Leonardo Vecchiet, il corso di laurea era in scienze riabilitative delle professioni sanitarie. Successivamente ho anche conseguito la laurea specialistica all’Aquila e quella in storia e filosofia presso la facoltà di lettere a Chieti>. Perché, non ci si crederebbe essendosi dedicato a tutt’altro, una delle grandi passioni di Mino, è la storia. <Mi piace in particolare quella dell’età medievale>. Ma torniamo al calcio e ai muscoli dei calciatori.
Prima esperienza professionale con i ragazzi del Sant’Anna. <Nel 1976. Nel ’77 in serie C l’arrivo al Chieti con Toni Giammarinaro allenatore. Qui ho avuto un grande maestro di fisioterapia, Doriano Ruggieri, tant’è che subito dopo dal Chieti passò a lavorare nella Lazio. Altri dai quali ho appreso tanto sono stati Mario Morelli a Roma e i fratelli Carmando. Nel campionato ’77-78 ricordo la prima trasferta a La Spezia, il ritiro a Lerici con il panfilo di Albino Buticchi parcheggiato davanti al nostro albergo. Poi, si era all’inizio del girone di ritorno, trasferta ad Arezzo, Doriano è a letto con la febbre e Volpi, che aveva sostituito Giammarinaro, mi chiama dandomi la notizia che sarei stato io il fisioterapista titolare. Da quel giorno ho cominciato a svolgere in prima persona un incarico che svolgo tuttora, pur avendo ufficialmente un’altra veste e una diversa responsabilità>.
C’è anche l’attualità cui dare uno sguardo. <Oggi mi trovo benissimo con Lucarelli. Per la preparazione della partita e la maniacale organizzazione che riesce a dare agli uomini in campo mi ricorda Ezio Volpi>.









“Una vera e propria colata di cemento sulla costa sta per abbattersi a Ortona se verranno confermate le previsioni del PRG in via di approvazione: 900 ettari complessivi di consumo di suolo; centinaia di migliaia di metri cubi di edificazione con aree di nuova espansione in zone di enorme pregio paesaggistico, come quelle a ridosso delle Riserve dell’Acquabella e dei Ripari di Giobbe; nuovi alberghi alla foce dell’Arielli; discoteche e chi ne ha più ne metta nella zona a nord della Stazione di Tollo lungo la strada Postilli-Riccio. Sono scelte che fanno a pugni con gli slogan del consumo di suolo zero e con la tutela del paesaggio e del territorio”: è senza appello il giudizio sul nuovo Piano Regolatore di Ortona del Coordinamento Tu Vi Va, che riunisce oltre 70 realtà tra associazioni locali e nazionali per la tutela ambientale e del patrimonio culturale e imprenditori turistici. Solo a ridosso dei Ripari di Giobbe, dove oggi ci sono distese di olivi centenari, verrebbero costruiti oltre 200.000 mc di edifici residenziali! Il Coordinamento si appresta a depositare le osservazioni alla Valutazione Ambientale Strategica al Piano regolatore, con termine domenica 14 giugno – si legge in una nota. I dati del nuovo PRG sono tutti sballati. A fronte di 23.400 abitanti attuali, il Piano è dimensionato per oltre 34.000. Gli stessi proponenti sostengono, peraltro citando dati risalenti al 2001, con evidente sottostima visto l’andamento del mercato immobiliare più recente, che il 20% delle abitazioni non è occupato. In realtà, oltre agli abitanti residenti, bisognerebbe considerare i picchi di presenze connessi a questo tipo di aggressione al territorio, che privilegia la concentrazione dei turisti in pochi e ristretti periodi rispetto alla destagionalizzazione. In questo caso, come assicurare i già precari servizi come, ad esempio, quello della depurazione che già oggi è in tilt? Le aree alberghiere e per il turismo con strutture fisse sono previste a ridosso del mare. A parte l’impatto paesaggistico e di afflusso di persone in aree estremamente vulnerabili e di enorme valore naturalistico in cui non si può replicare certo il turismo di Pescara e Francavilla, anche per diversificare l’offerta, non si tiene in alcun conto del problema dell’innalzamento del livello dei mari per i cambiamenti climatici, atteso di mezzo metro in pochi decenni. Queste nuove strutture diventerebbero immediatamente a forte rischio, con la necessità di costosissimi interventi di mitigazione. Di tutto ciò nella valutazione ambientale non vi è traccia! Abbondano chiacchiere sulla sostenibilità prive poi di agganci con la realtà di un piano che costituisce un vero e proprio assalto finale al territorio costiero.Il Coordinamento – conclude la nota – chiede al Comune di rivedere radicalmente queste scelte. Inoltre facciamo appello all’intervento degli enti sovra-ordinati, dalla Soprintendenza alla Regione fino al Ministero dell’Ambiente, per evitare questo scempio e indirizzare queste aree verso un turismo diffuso, rivitalizzando il bellissimo centro storico e quelle contrade storiche oggi contornate da meravigliose aree agricole con distese di olivo che tutto il mondo ci invidia”.
Cercare un libro da leggere tra gli oltre 800.000 presenti nelle 34 biblioteche del nuovo Polo Bibliotecario della Regione Abruzzo? Con la nuova app BIA la biblioteca è in tasca. Da oggi è scaricabile gratuitamente da App Store di Apple e da Google Play la nuova app del Polo Bibliotecario della Regione Abruzzo, sviluppata dalla società fiorentina Nexus IT. Le 34 biblioteche del Polo della Regione Abruzzo, con il patrimonio catalogato, “entrano” nello smartphone e in pochi secondi si può cercare un libro, leggerne la scheda, sapere in quali biblioteche è disponibile e, infine, prenotarlo. Pochi clic, senza cercare tra gli scaffali. E il ritiro, nelle strutture attualmente aperte, si fa direttamente presso la propria biblioteca.Si tratta un nuovo servizio per i cittadini, lettori e utenti, che oggi vuole ribadire l’importanza delle nostre istituzioni culturali e un investimento in tecnologia e innovazione che restituisce fruibilità alle biblioteche flagellate da un anno di chiusure e parziali riaperture. L’app è di facile fruizione. Aprendo l’app BIA, e facendo il login con le credenziali ricevute dalla biblioteca, si riescono a sfruttare tutte le funzionalità dedicate (in alternativa si può comunque fare una semplice ricerca nei cataloghi delle biblioteche o consultare la mappa per sapere dove si trova il libro). Al centro della pagina due bottoni consentono di accedere alla ‘Ricerca avanzata’ oppure alla ‘Mappa delle biblioteche del Sistema’. La ricerca è molto semplice: basta immettere uno o più termini nella barra di ricerca Google-like oppure usare i campi Autore, Titolo, codice ISBN. Toccando ad esempio la copertina di un libro, appare la scheda completa con tutte le informazioni bibliografiche e un breve abstract. Dalla scheda, toccando il bottone “Lo trovi in” si visualizza l’elenco delle biblioteche che possiedono il volume desiderato, selezionandone una si accede alla pagina info con recapiti telefonici, geolocalizzazione, sito web e mail. E se il libro è presente nella biblioteca in cui si è iscritti si potrà anche richiedere il prestito. Se si è iscritti ad una delle biblioteche ma non si hanno le credenziali per l’app si può scrivere e richiederle oppure ritirarle direttamente in biblioteca.
“Chiedo a tutti i Consiglieri presenti il primo giugno in Regione e alle famiglie dei bambini autistici in lista d’attesa, ma anche a tutti quelli che hanno a cuore il problema delle liste d’attesa per le terapie, di raggiungermi a Pescara lunedì 14 giugno alle 10:30 per un sit-in davanti la sede del Dipartimento della Sanità della Regione Abruzzo per dare il via ad una manifestazione pacifica ricordando a questa ASL che pretendiamo rispetto per noi e per i nostri figli, e per ricordare alla Regione Abruzzo che hanno preso un impegno importante con le nostre famiglie, ci hanno detto che fra il 2019 e il 2021 potrebbero essere accreditate 40 strutture in tutto il territorio abruzzese… siamo ormai a fine 2021 e di centri davvero accreditati non ne abbiamo ancora visto nemmeno uno”. È l’appello lanciato da Marie Helene Benedetti, Presidente dell’Associazione Asperger Abruzzo. “La Asl di Lanciano – Vasto – Chieti ci sta prendendo in giro da più di un anno, il primo giugno 2021 a L’Aquila c’è stata la Commissione Salute in Regione dove ero presente e dove sono intervenuta – dice Benedetti. La Asl durante il suo intervento ha promesso davanti a tutti i Consiglieri Regionali presenti e a me, come fa da oltre un anno con le nostre famiglie, che avrebbero accreditato entro una settimana i centri terapeutici San Stef.Ar della provincia di Chieti per permettere a 53 bambini autistici in lista d’attesa da anni di ricevere le loro terapie. Ad oggi, giovedì 10 giugno, di questi accreditamenti non vi è notizia, la ASL sta ripetendo ciò che fa da più di un anno, promesse che slittano di settimane in settimane. Il 28 gennaio il dottor Danilo Montinaro mi ha chiesto di raggiungerlo presso il comune di San Salvo perché voleva parlarmi, alla presenza dell’avvocato della nostra Associazione Asperger Abruzzo, Felicia Fioravante, ci ha voluto dire che entro il giorno dopo sarebbero stati accreditati questi centri per i 53 bambini, siamo a giugno. Il 21 aprile, quando mamma Bianca ha minacciato lo sciopero della fame e della sete davanti alla Regione Abruzzo perché con una sentenza di tribunale fra le mani la ASL non dava seguito alle terapie, un altro dirigente ASL mi disse che entro il lunedì successivo avrebbero accreditato i centri dell provincia di Chieti e stiamo ancora aspettando a giugno. In tutto ciò, il fatto più grave, è che la ASl di Lanciano – Vasto – Chieti continua a costituirsi nei ricorsi contro i bambini autistici in tribunale e a pagare i propri avvocati con i nostri fondi pubblici per lottare con le unghia e con i denti specificando ai giudici che non vogliono negare le terapie, ma vogliono deportare i nostri figli che fanno percorsi privati con il sudore della fronte dei genitori in un altro centro da loro scelto vanificando anni di percorsi privati che avrebbero dovuto pagare loro e rischiando la salute psico-fisica dei nostri figli, tutto questo mentre promette alle famiglie di accreditare quei centri dove chiediamo di andare. Se questa manifestazione non avrà seguito sarà mia premura andare ogni lunedì mattina davanti alla sede del Dipartimento della Sanità della Regione Abruzzo per urlare nel mio megafono la delusione di questi maltrattamenti Istituzionali”.

“E’ davvero grave l’atteggiamento degli amministratori comunali di Chieti che continuano a snobbare appuntamenti e riunioni importanti che riguardano il futuro della Città, troppo impegnati come sono a farsi fotografare durante i vari sopralluoghi “elettorali” o per i fondamentali lavori di rifacimento della segnaletica orizzontale, magari correggessero gli errori su quella verticale, o addirittura per accaparrarsi meriti e risultati dell’amministrazione regionale di centrodestra”. Lo dice il capogruppo di Forza Italia alla Regione Mauro Febbo. “Di fronte a questi atteggiamenti è piuttosto deprimente rilevare l’assenza del Comune di Chieti ai due incontri, convocati dal sottosegretario D’Annuntiis, il 7 maggio e il 9 giugno, aventi a oggetto il Progetto TESPECH. Comune di Chieti che ha puntualmente ricevuto le convocazioni, e sollecitazioni, alle quali non ha dato nessun riscontro, a differenza di tutte le altre amministrazioni invitate che hanno visto la partecipazione dei Sindaci nell’incontro del 7 maggio e di assessori e dirigenti competenti in quello di ieri. Sul tavolo c’è la proposta di creazione di un sistema di trasporto pubblico elettrico integrato che – limitando al minimo la necessità di costruire nuove infrastrutture – sia in grado di connettere Pescara, Chieti, San Giovanni Teatino, Montesilvano e Francavilla al Mare all’insegna di una nuova mobilità intelligente, innovativa ed ecosostenibile – aggiunge Febbo. Tutti aspetti che l’amministrazione comunale di Chieti sostiene da sempre e dovrebbe abbracciare con convinzione ma che, a quanto pare, non suscitano nessun tipo di interesse in chi non ha ancora compreso che per amministrare una Città è necessario dialogare con tutti gli enti sovra comunali, non solo con quelli dello stesso colore politico, e avere capacità di programmazione e di sviluppo. Tra l’altro, Tespech, è un progetto sul quale la Regione Abruzzo ha intenzione di puntare in modo deciso e di inserirlo tra le priorità delle ingenti risorse del Recovery fund allo scopo di incentivare lo sviluppo dell’area metropolitana che comprende Chieti, Pescara e i Comuni limitrofi. In questo momento però a Chieti gli amministratori sono “tutto fumo e niente arrosto”; non sono proiettati al futuro ma solo ed esclusivamente al presente e continuano a non confrontarsi su progetti (turismo, cultura, sviluppo economico ecc ..) che oggi si delineano con la programmazione europea e nazionale 2021/2027 e soprattutto nel P.N.R.R.. Peraltro, si registra un’assenza totale di dialogo anche sulla “costruzione” della nuova rete ospedaliera che ci darà modo di recuperare i danni e misfatti del governo di D’Alfonso e Paolucci. Oltretutto, continuano ad attribuirsi meriti e capacità di reperire i fondi che sicuramente non gli appartengono. Esempio emblematico sono i progetti sbandierati sulle cronache di questi giorni che riguardano la Villa comunale e lo stadio Angelini, per i quali l’amministrazione regionale di centrodestra e il sottoscritto si sono impegnati alacremente per individuare le risorse finanziarie necessarie. Invito pertanto il sindaco Ferrara – conclude Febbo – a richiamare i suoi colleghi di giunta ad avere una maggiore attenzione a quanto accade a livello regionale, ad andare oltre gli steccati politici, non isolarsi e soprattutto a essere più presenti alle riunioni e agli incontri che riguardano la Città, magari la programmazione di altri può tornare “utile”.