Il capogruppo dell’Udc al Comune di Chieti, Mario De Lio, ha scritto al ministro Roberto Speranza, evidenziando come il contratto della sanità privata sia ancora inapplicato. Di seguito il testo della lettera. “Sollecitato  dai lavoratori della sanità privata, mi rivolgo a Lei in qualità di Consigliere comunale della città di cato Ministero, impegnarLa nella constatazione del venir meno di un principio erga omnes, cioè l’imprescindibile requisito di un contratto nazionale. Nonostante il lungo percorso che ha portato in quell’ottobre 2020, alla sottoscrizione del Ccnl Sanità privata Aris Aiop, dove si evidenziava  la garanzia,  e il riconoscimento delle spettanze alle tante lavoratrici e lavoratori coinvolti, ad oggi, tale sottoscrizione non ha ancora avuto seguito nel suo contenuto economico,riferito ad arretrati contrattuali ed una tantum, fotografando una situazione  ormai intollerabile e dispregiativa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori incolpevoli della situazione determinatasi. Desidero riportare a memoria alcuni degli annunci  che hanno accompagnato la sottoscrizione del ccnl :“È arrivata oggi, dopo 14 anni di attesa, la firma del contratto per la sanità privata. Oltre 100mila lavoratori da oggi hanno più diritti e più tutele”. da Lei ufficializzato dopo la firma del ccnl,  affermazioni della Presidente nazionale Aiop, Barbara Cittadini: “Orgogliosa ed emozionata perché oggi si conclude un percorso ritenuto doveroso per migliaia di lavoratrici e lavoratori”. dal Presidente Aris, Padre Virginio Bebber: “Si chiude un’annosa, e per tanti aspetti incresciosa, vicenda. Non possiamo che esserne soddisfatti”, ed infine le dichiarazioni di Stefano Bonaccini, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle province autonome,pronunciate all’indomani della firma del CCNL sanità Privata “ È fondamentale il segnale di attenzione che diamo a tutto il settore con lo sblocco del contratto della sanità privata’,  ‘È un giorno importante soprattutto per i lavoratori che attendevano da 14 anni un nuovo contratto. E tutto ciò ha maggior valore in un momento così delicato per tutte le componenti della sanità, che hanno dimostrato di essere tutte indispensabili nel contrasto alla pandemia.Con la prossima firma definitiva del contratto nazionale si riconosceranno i diritti di centomila lavoratori; gli stessi diritti della componente pubblica.È un risultato a cui si è giunti con un gioco di squadra dove ognuno ha fatto la sua parte assumendosi impegni precisi, Regioni da una parte e Ministero della Salute dall’altra. Per tutti i lavoratori appartenenti alla Sanità Privata che aderivano al contratto ARIS AIOP dopo oltre 14 anni sembrava una bella notizia, ma purtroppo la beffa   era nascosta dietro l’angolo   e malgrado l’esplicito impegno e garanzia, Sua personale e del Suo Ministero a far sostenere alle Regioni almeno il 50% dei maggiori oneri derivanti dalla sua piena applicazione, oggi a distanza di 8 mesi si prende  atto della  grande insensibilità sul tema di rinnovo del Contratto Collettivo di lavoro, che inversamente agli annunci, attende ancora per i lavoratori interessati, la soluzione. Sarete a conoscenza sicuramente dell’impegno profuso da donne e uomini che lavorano nella sanità privata accreditata nel fronteggiare la pandemia da Covid-19 che ha colpito tutto il Paese, mettendo a rischio la propria salute e quella dei propri cari. Ebbene, ognuno di loro per le proprie competenze non ha fatto mancare il proprio contributo alla lotta per il contrasto alla diffusione del virus Sars-Cov 2. Con tutto ciò, decorsi 8 mesi dalla ratifica definitiva del contratto, si è ancora in presenza di   una delibera forse poco chiara che  omette tipologie di strutture che sono comprese nel succitato contratto e che  non hanno visto la sua applicazione per l’erogazione degli arretrati e dell’una tantum, creando una sorta di confusione che mette in  agitazione i lavoratori.Un segnale  atteso, doveroso e necessario, è quello che si possa davvero dare applicazione ad un impegno  preso non solo con le tante lavoratrici e lavoratori coinvolti, ma con l’intero paese per migliorare la sanità italiana che ha evidenziato in un momento così delicato, come tutti i lavoratori della filiera sanitaria siano e siano stati  indispensabili nel contrasto alla pandemia.  Siamo a Giugno 2021 e se da una parte le Associazioni datoriali lamentavano,  che la Regione non aveva ancora adottato atti formali a copertura, non è più comunque accettabile dover ancora attendere la puntuale applicazione del contratto nazionale, addirittura dopo l’atto di Giunta Regionale che recepisce  l’impegno volto ad assicurare la copertura dell’importo fino al 50% degli oneri connessi al rinnovo dei contratti nelle singole realtà regionali. Dopo 14 anni di attesa per il rinnovo del contratto nazionale e diversi mesi dalla stipula definitiva non si può attendere ulteriormente, sicché  ci si vede costretti a ricorrere a Lei quale garante e al Suo Ministero per sollecitare un autorevole e sollecito intervento per la soluzione di una criticità che vede i diritti dei lavoratori coinvolti calpestati. La richiesta è quella di un intervento, affinché le regioni provvedano a completare o dove necessario rivedere le delibere che garantiscano la copertura degli impegni derivanti dal rinnovo contrattuale e  le aziende private diano seguito all’applicazione del contratto, così come previsto dalle intese istituzionali sottoscritte. In aggiunta,   un intervento politico determinante da parte Vostra, rispettoso e coerente con gli apprezzamenti rivolti  a tutela del salario e dei diritti dei lavoratori della sanità privata,potrebbe essere volano per una rapida soluzione. Ricordo a me stesso che  nel verbale di sottoscrizione del ccnl viene esplicitato”Il giorno 8 ottobre 2020, in Roma, presso la sede del Ministero della Salute ed alla presenza del Ministro della Salute, on. Roberto Speranza, AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata), ARIS(Associazione Religiosa Istituti Socio Sanitari),FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, hanno stipulato il contratto collettivo nazionale di lavoro 2016-2018,che regolamenta il rapporto di lavoro dei lavoratori dipendenti appartenenti alle categorie e qualifiche professionali di cui al successivo art. 52, che operano negli IRCCS e nelle strutture sanitarie ospedaliere, iscritte ad Aiop ed Aris,per acuti, per riabilitazione ospedaliera e lungodegenza.Di conseguenza tutti i  lavoratori  della sanità privata dipendenti da aziende aderenti ad AIOP E ARIS hanno il sacrosanto diritto all’applicazione dello stesso !!!!! Sono certo,  che Vi attiverete rispondendo con tempestività e coerenza alle aspettative  delle Lavoratrici e Lavoratori che vogliono appartenere dignitosamente al SSN, contribuendo con il proprio impegno lavorativo a garantire il rispetto dell’art. 32 della Costituzione”.

 

 

 

 

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