Solo 13 mila euro destinati al Teatro Marrucino nella finanziaria regionale 2026, contro i circa 204 mila euro stanziati nel 2025. È quanto emerge dai documenti ufficiali di bilancio della Regione Abruzzo, una riduzione che ha acceso la polemica politica a Chieti.
Il dato arriva a pochi giorni di distanza dalle visite istituzionali e dagli annunci del presidente della Regione Marco Marsilio insieme al ministro Giuli in città. Secondo il Partito Democratico di Chieti, si tratta di una scelta precisa e non di un errore tecnico: “Non si può fare passerella con una mano e svuotare il bilancio con l’altra”, affermano i dem teatini.
La situazione, sottolinea il PD, non sarebbe nuova. Già durante l’estate si sarebbe ripetuto lo stesso schema: prima il taglio dei fondi, poi l’allarme e infine il ripristino all’ultimo momento. Una gestione definita inadeguata per un’istituzione culturale che, come un teatro, vive di programmazione e necessita di risorse strutturali e certe.
A rendere più aspra la contestazione è il confronto con altre scelte regionali. Mentre a Chieti il contributo al Marrucino viene quasi azzerato, la Regione avrebbe destinato oltre 1,1 milioni di euro a eventi occasionali su Pescara e a iniziative promozionali legate alle apparizioni estive del Napoli Calcio. “Chiediamo equità – sottolinea il PD –: perché il simbolo culturale di Chieti viene trattato come un costo marginale, mentre altrove si finanziano vetrine ed eventi spot?”
Dal Partito Democratico arrivano tre richieste precise: il ripristino immediato del contributo regionale al Teatro Marrucino, il superamento della logica dei finanziamenti episodici e una spiegazione pubblica e trasparente sui criteri con cui la Regione distribuisce le risorse per cultura e promozione.
Per portare la questione all’attenzione pubblica, il PD di Chieti ha annunciato una conferenza stampa davanti al Teatro Marrucino il prossimo 27 dicembre, durante la quale verranno illustrate le iniziative politiche e istituzionali conseguenti.
“Chieti non chiede favori – concludono i dem – ma rispetto. E il rispetto si misura nei fatti, non nelle passerelle”.
