di Cinzia De Luca
Sabato 13 gennaio, in una sala gremita ed emozionata, il Liceo classico “G.B. Vico” ha ospitato il Prof. Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica nel 2021 per i suoi studi sui sistemi complessi in particolare “per la scoperta dell’interazione fra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici dalla scala atomica a quella planetaria”. L’evento è destinato a restare negli annali della storia del liceo teatino e della Città di Chieti e, sicuramente, nella memoria delle studentesse, degli studenti e di tutti i partecipanti che hanno avuto il privilegio di essere guidati in una “riflessione ad alta voce sul rapporto esistente tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, in un tempo che lascia poco spazio per coltivare la bellezza degli interrogativi di senso e di significato che sono fondamentali per l’esercizio democratico”. Con queste parole l’On. Luciano D’Alfonso, sostenitore e promotore dell’iniziativa unitamente alla Fondazione Europa Prossima, ha salutato l’illustrissimo ospite e la platea presente nella rinnovata aula Manzini del Liceo.
Il Rettore Dirigente Scolastico Paola Di Renzo ha espresso la propria gratitudine al Prof. Giorgio Parisi che con la sua visita offre un riconoscimento importante al Liceo classico e del Convitto, nonché una significativa prospettiva nell’attività scolastica ed educativa.
Hanno espresso la loro gratitudine per la preziosa opportunità offerta alla cittadinanza ed alla scuola il Sindaco di Chieti, Diego Ferrara, la consigliera provinciale Silvia Di Pasquale ed il Dott. Massimiliano Nardocci, Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Abruzzo.
Il Prof. Parisi si è posto in dialogo con S. E. Mons. Bruno Forte, arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto e noto teologo, il Prof. Adriano Ardovino, professore ordinario di Filosofia teoretica e Direttore del Dipartimento di Scienze Filosofiche, Pedagogiche ed Economico-Quantitative dell’Università “G. D’Annunzio”, il Prof. Francesco Vissani, fisico dei Laboratori del Gran Sasso e fondatore del Premio Asimov. I lavori della tavola rotonda sul tema “Il rapporto esistente fra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo”, sono stati moderati dalla Prof.ssa Silvia Elena Di Donato, docente di lettere classiche, coordinatrice del Dipartimento di lingue classiche del Liceo “G. B. Vico” nonché responsabile per l’orientamento degli studenti liceali.
La riflessione centrale proposta dal Nobel è nata da una domanda: “Quali sono le distanze più grandi che possiamo immaginare ed esplorare e quali le più piccole?”. La fisica, con legge di Hubble offre una prima chiave di risposta: l’Universo è in continua espansione verso distanze astronomiche ma, se con una moviola immaginassimo di riportare tutto all’origine, ci troveremmo in un punto, dove tutto ha avuto inizio, e dunque in un luogo estremamente piccolo dove i processi sono ben descritti dalla meccanica quantistica. L’interazione gravitazionale, che domina nell’infinitamente grande, a distanze di un miliardesimo di miliardesimo del raggio di un protone, secondo la ricerca scientifica più recente, è di nuovo molto forte. Il problema è che non sappiamo come funzioni la gravità quantistica: ci sono tante proposte diverse e tanti progressi da fare e questo apre nuove strade per la ricerca. In questi nuovi avvincenti percorsi di scoperta, la matematica gioca un ruolo chiave e dovrà offrire gli strumenti concettuali necessari per connettere i due estremi.
Bellissima l’immagine del mosaico delle grandi cattedrali usata da Parisi per descrivere la scienza: ogni nuova scoperta, seppur piccola, come un piccolo tassello dello sfondo del cielo, serve per costruire l’immagine completa, immagine non statica ma in continua evoluzione.
Padre Bruno Forte, ringraziando il Prof. Parisi per l’intervento, sottolinea l’importanza per scienza e religione di ricondurre le proprie strade di ricerca a quanto hanno in comune. Nel rispetto del proprio ambito di competenza, è fondamentale che scienza, teologia, filosofia sentano a pieno la responsabilità etica del proprio contributo alla conoscenza.
Gli intervenuti hanno potuto raccogliere numerosi spunti di riflessioni su tematiche fondamentali ma hanno anche incontrato l’uomo Giorgio Parisi che si alza molto presto al mattino, che è appassionato di cucina, che per le sue doti di “comicità naturale” avrebbe potuto far parte del “Bagaglino”, la nota compagnia di varietà romana. Da giovane, ha coltivato numerose passioni tra cui il teatro che lo ha portato ad incontrare Ignazio Silone, interpretando Cinesia in una restituzione della Lisistrata, commedia di Aristofane, in occasione di una cena organizzata dalla scrittrice Luce D’Eramo.
Il premio Nobel è un un uomo che coltiva con disponibilità il rapporto con le giovani generazioni, che ritiene sistemi complessi in quanto capaci di fare tantissime cose nuove. Ai giovani, a conclusione dell’incontro, rivolge il suo consiglio: “per raccogliere le sfide del futuro, il cambiamento e l’incertezza, è fondamentale conoscere se stessi e le proprie capacità, da cercare senza aver paura di fallire, seguire il proprio demone e …trovarsi una buona scuola!”
foto di Andrea Milazzo
2. Quindi passiamo alle mazzancolle: lavatele per bene privandole del budellino e del carapace. In una padella.











