Rifiuti dal Lazio, a Chieti volano gli stracci: Zappalorto contro FdI, Di Biase: «Amministrazione malata di benaltrismo»

È botta e risposta politico a Chieti sulla vicenda dei rifiuti provenienti dal Lazio e sulle compensazioni ambientali legate al conferimento nell’impianto TMB di Casoni. Ad aprire il confronto è l’assessore Chiara Zappalorto, che accusa Fratelli d’Italia di alimentare «polemiche inutili» e invita il partito a sollecitare la Regione Abruzzo per una rimodulazione delle spettanze riconosciute alla città. A stretto giro arriva la replica della capogruppo di FdI in Consiglio comunale, Carla Di Biase, che respinge le accuse e rilancia sulle responsabilità dell’amministrazione Legnini.

Zappalorto sostiene che, di fronte alla necessità di reperire risorse per le manutenzioni nelle aree maggiormente gravate dalla presenza di impianti e dal passaggio dei rifiuti, gli esponenti di Fratelli d’Italia avrebbero dovuto sostenere la richiesta del Comune nei confronti della Regione.

«Ci saremmo aspettati che gli esponenti del partito di governo nazionale e regionale supportassero la città, chiedendo la rimodulazione delle compensazioni ambientali derivanti dall’arrivo dei rifiuti di Roma a Chieti», afferma l’assessore, ricordando che la questione sarebbe stata già sollevata nei mesi scorsi attraverso una richiesta formale alla Regione.

Per Zappalorto, la richiesta avanzata dal sindaco Legnini è «semplice e concreta»: rivedere le tariffe per garantire a Chieti risorse adeguate all’impatto sostenuto, da destinare a manutenzioni, bonifiche e interventi ambientali. «Non chiediamo privilegi, ma equità», sottolinea l’assessore, chiamando direttamente in causa Fratelli d’Italia e la consigliera Di Biase affinché contribuiscano a sostenere la richiesta nei confronti della Regione.

Una ricostruzione che non convince Di Biase, che replica accusando l’amministrazione comunale di ricorrere al «benaltrismo» per spostare l’attenzione dalle proprie responsabilità.

«Ogni giorno assistiamo alla stessa tattica da parte dell’amministrazione Legnini: per mascherare la propria incapacità amministrativa, usa il benaltrismo», afferma la capogruppo di Fratelli d’Italia. Secondo Di Biase, invece di affrontare i problemi amministrativi della città, vengono chiamate in causa «Regione, Governo, opposizione», mentre resterebbero irrisolte questioni come «tasse aumentate, servizi negati, mancanza totale di riscossione».

Sul tema dei rifiuti provenienti dal Lazio, Di Biase rivendica quindi la necessità di ricostruire i fatti e pone una domanda politica precisa al sindaco Legnini: «Dov’era Legnini quando avrebbe dovuto difendere Chieti in Regione nel 2019 e nel 2020 e di quelle tematiche si sarebbe dovuto occupare?».

La replica si fa poi personale nei confronti della stessa Zappalorto, che aveva accusato FdI di cercare lo scontro politico invece di lavorare per la città.

«Non è sintomatico che a rispondere sia proprio l’assessore Zappalorto, a cui lo stesso sindaco Legnini non ha riconfermato le deleghe?», domanda Di Biase. «Prima di dare lezioni a Fratelli d’Italia, l’assessore Zappalorto dovrebbe spiegare ai teatini cosa ha fatto concretamente per la città quando aveva le deleghe e perché il suo stesso sindaco non ha ritenuto il suo operato sufficiente da riconfermargliele».

Fratelli d’Italia, tuttavia, precisa di non voler sottrarsi al confronto istituzionale. «Non si è mai tirata indietro e non si tirerà indietro», ribadisce Di Biase, dichiarando la disponibilità a «qualsiasi forma di collaborazione istituzionale per il bene della città di Chieti».

La condizione, però, è che il confronto avvenga sulla base degli atti e della ricostruzione dei fatti. «Quando ci sarà da parte di questa amministrazione la maturità politica per sedersi intorno a un tavolo con i documenti alla mano, ristabilendo la verità dei fatti e non solo la verità di parte, Fratelli d’Italia ci sarà, come sempre, a garanzia e a tutela della città», conclude la capogruppo.

Il confronto resta dunque aperto e mette sul tavolo due questioni: da una parte la richiesta del Comune di rivedere le compensazioni economiche legate ai rifiuti provenienti dal Lazio; dall’altra la ricostruzione delle responsabilità politiche e amministrative relative alla gestione della vicenda negli anni passati. Sullo sfondo, il ruolo della Regione Abruzzo, chiamata ora a valutare la richiesta di rimodulazione delle spettanze avanzata da Chieti.

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