La Procura di Vasto ha iscritto nel registro degli indagati Laura Ionela Mitran, 30 anni, madre del piccolo Ramyr Tonio, il bambino di 15 mesi morto lo scorso 10 agosto all’ospedale San Pio dopo aver ingerito cocaina nell’abitazione di famiglia, nel centro storico cittadino. La donna è accusata di omicidio colposo e false informazioni al pubblico ministero. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Silvia Di Nunzio, che intende procedere con l’interrogatorio dell’indagata.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il bambino avrebbe ingerito una quantità non determinata di stupefacente trovata in casa. Trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale San Pio, è deceduto poco dopo l’arrivo, nonostante i tentativi di rianimazione. In un primo momento, l’assenza di segni di violenza aveva fatto ipotizzare cause naturali o un soffocamento accidentale. La svolta è arrivata con l’autopsia eseguita dal medico legale Pietro Falco, che ha accertato come la morte sia stata causata da un’intossicazione acuta da cocaina. La dose ingerita, pur non quantificata con precisione, sarebbe stata sufficiente a provocare il decesso in un organismo così giovane.
Per la Procura, la sostanza sarebbe stata lasciata in un luogo accessibile al bambino, configurando profili di imprudenza e negligenza nella vigilanza. Alla donna viene inoltre contestato di non aver riferito agli inquirenti, nelle prime ore successive alla tragedia, la presenza della droga in casa. L’appartamento resta sotto sequestro per ulteriori accertamenti. La trentenne, assistita dal proprio legale, potrà fornire la sua versione dei fatti nei prossimi interrogatori. Le indagini dei carabinieri proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda.
