Teate tra peste e rivolte: il Seicento rivive alla Biblioteca Bonincontro

Sala gremita alla Biblioteca Bonincontro per l’incontro dedicato a “Teate nel ’600”, nuovo appuntamento del ciclo di conferenze sulla storia cittadina. Relatore il professor Giuseppe Mrozek, associato di Storia Moderna presso l’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara, con la moderazione di Aurelio Bigi. L’iniziativa rientra nel percorso promosso dalla Comunità MASCI Chieti 1 (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani), in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Arti e Storia Sociale dell’ateneo dannunziano, diretto dal professor Stefano Trinchese. Un progetto avviato lo scorso ottobre con l’incontro su “I primi abitanti di Chieti”, affidato a Luigi Capasso, e proseguito con tappe dedicate alla Teate romana, medievale e rinascimentale.

Al centro della relazione, un Seicento intenso e turbolento per la città di Chieti, stretta tra il potere della Chiesa locale, l’influenza degli Asburgo di Spagna e le ambizioni delle famiglie più influenti. Il professor Mrozek ha ricostruito con chiarezza e rigore un’epoca segnata da eventi drammatici e snodi cruciali per l’identità cittadina. Tra gli episodi più significativi, la vendita di Chieti a Castel di Sangro e la conseguente rivolta popolare per riottenere la “libertà” e il ritorno al demanio regio. E ancora la devastante peste del 1656, che causò migliaia di vittime, lasciando un segno profondo nel tessuto sociale ed economico.

Ma il Seicento fu anche un secolo di rinnovamento religioso e istituzionale: l’arrivo di San Camillo de Lellis alla guida dell’ospedale cittadino; l’azione dell’arcivescovo Antonio Santacroce Pubblicola, che eresse a parrocchie le chiese di Sant’Antonio, SS. Trinità e Sant’Agata; l’impegno dell’arcivescovo Stefano Sauli per favorire l’arrivo degli Scolopi. Un periodo poco conosciuto dai teatini di oggi, ma decisivo per comprendere l’evoluzione politica, religiosa e sociale della città.

Nutrita e partecipe la presenza del pubblico, tra cui il sindaco Diego Ferrara e lo stesso professor Trinchese, oltre a numerosi cittadini provenienti anche da fuori città.

Il ciclo proseguirà venerdì 20 marzo con “Teate nel Settecento”, affidato ad Aurelio Bigi: un nuovo viaggio in un altro secolo cruciale per la storia di Chieti.

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