Omicidio Sciorilli, i dettagli: lite in casa e tre colpi d’ascia, così è morto il 21enne

VASTO. Emergono nuovi particolari sulla dinamica dell’omicidio di Andrea Sciorilli, il 21enne ucciso dal padre nella loro abitazione. Dopo la notizia del fermo dell’uomo, reo confesso, gli inquirenti ricostruiscono ora le fasi della tragedia maturata in ambito familiare.

Secondo quanto riferito dal procuratore della Repubblica di Vasto, Domenico Angelo Raffaele Seccia, il delitto sarebbe scaturito da una lite scoppiata tra padre e figlio all’interno dell’abitazione, in assenza della madre. All’origine del confronto ci sarebbero divergenze legate al futuro lavorativo del giovane, in particolare al rifiuto di partecipare a un corso di formazione a Piacenza, fortemente voluto dal genitore. La discussione sarebbe rapidamente degenerata in una colluttazione. A quel punto il padre avrebbe impugnato un’ascia custodita in casa, colpendo il figlio più volte. Tre i fendenti profondi rilevati: i colpi hanno raggiunto il cranio e lo zigomo, mentre quello ritenuto fatale sarebbe stato sferrato allo sterno.

I rilievi della Scientifica indicano che l’aggressione è iniziata nella camera da letto. Successivamente, il corpo del giovane sarebbe stato trascinato fino al garage, dove è stato poi rinvenuto accanto a un’auto. Tracce di sangue sono state individuate anche in altri ambienti della casa, confermando la sequenza degli eventi ricostruita dagli investigatori.

Nel corso dell’interrogatorio, durato tutta la notte, l’uomo avrebbe fornito la propria versione dei fatti, parlando di un contesto familiare segnato da tensioni e descrivendo il figlio come “violento”. Un quadro che trova un precedente nella denuncia per maltrattamenti presentata nel 2024 dai familiari e successivamente ritirata, ma che aveva fatto scattare le procedure previste dal “Codice Rosso”.

Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e definire con precisione il quadro accusatorio. Resta il dramma di una violenza esplosa tra le mura domestiche, al culmine di contrasti familiari che, secondo gli inquirenti, si erano aggravati negli ultimi tempi.

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