È stata trovata vandalizzata e in parte distrutta la mattina del 1° gennaio 2026 la Casetta del Libro-Scambio situata all’interno della Villa Comunale di Chieti. L’episodio, avvenuto presumibilmente durante la notte di Capodanno, si inserisce in una serie di danneggiamenti che hanno colpito anche altri beni pubblici del parco cittadino.
A denunciarlo è l’associazione Il Giardino delle Pubbliche Letture, che invita a non liquidare l’accaduto come una semplice “bravata”. Si tratta, sottolinea l’associazione, di un vero e proprio atto vandalico, espressione di inciviltà che, seppur episodica, si ripresenta nel tempo ai danni del patrimonio comune: in passato, infatti, sono stati presi di mira arredi urbani, muretti e statue, approfittando del buio e di una presunta impunità.
Secondo la presidente dell’associazione, Cinzia Di Vincenzo, questi gesti rappresentano “micro barbarie” che riflettono una più ampia povertà educativa e sollevano interrogativi sull’efficacia delle azioni messe in campo, a vari livelli istituzionali e sociali, per promuovere il rispetto dei beni comuni e contrastare il degrado culturale. Pur ribadendo la responsabilità individuale degli autori, l’associazione richiama la necessità di interventi strutturali e preventivi.
Tra questi, viene evidenziata l’importanza dei sistemi di videosorveglianza, considerati uno strumento fondamentale sia di controllo sia di deterrenza. L’appello è rivolto alle istituzioni affinché venga verificata l’efficienza delle postazioni esistenti e valutata un’estensione della sorveglianza nelle aree più critiche della Villa Comunale, definita un bene culturale e naturalistico di grande pregio che merita particolare tutela.
La Casetta del Libro-Scambio, collocata accanto alla “panchina del diritto alla cultura”, è stata realizzata e inaugurata il 27 ottobre 2021 dall’associazione Il Giardino delle Pubbliche Letture. In quattro anni è diventata un piccolo ma significativo presidio di gestione collettiva e condivisione culturale, curato da cittadini di ogni età. Nonostante i danni subiti, l’associazione assicura che la comunità si attiverà per ripristinarla al più presto, restituendola alla fruizione pubblica come simbolo di partecipazione e cura condivisa.
