RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO la lettera di un lettore de Il Giornale di Chieti per denunciare un atto burocratico che calpesta la dignità e la sensibilità dei nostri anziani:
Gentile Direttore,
Le scrivo per dare voce alla profonda amarezza, ma soprattutto allo sbigottimento e alla rabbia della mia famiglia per quanto accaduto nella giornata di ieri.
Mia suocera, una signora di 85 anni che ha sempre vissuto a Chieti nel rispetto delle regole e delle istituzioni, si è vista recapitare una raccomandata dal Comune contenente la requisizione immediata del loculo cimiteriale presso il camposanto di Sant’Anna, regolarmente acquistato e pagato con i risparmi di una vita alcuni anni fa. L’impatto di questa notizia su una persona anziana è stato devastante. Subito dopo aver letto l’atto, mia suocera è scoppiata in un pianto dirotto, inconsolabile, un pianto a calde lacrime che sembrava non finire mai e che manifestava tutta la sua totale disperazione. Vedere una donna di 85 anni, che ha affrontato una vita di sacrifici, ridotta a tremare e a piangere in quel modo per colpa di una lettera del Comune è un’immagine che ti spezza il cuore e che non auguro a nessuno di provare. La forte angoscia le ha provocato un picco di pressione che ha sfiorato i 200, costringendoci a soccorrerla immediatamente con una preoccupazione enorme per la sua salute. È una vergogna assoluta che le istituzioni provochino un simile stress e mettano a repentaglio la vita dei propri cittadini più fragili. Ciò che ferisce profondamente è il totale disprezzo per la dignità umana e per la sensibilità di una donna anziana. Mia suocera aveva già pianificato tutto con serenità: aveva scelto con cura la foto da esporre e persino il carattere delle scritte in bronzo da apporre sulla lapide. Vedersi strappare via questo pezzo di futuro, preparato per non gravare sui figli e per congedarsi dal mondo con decoro, è stato un trauma emotivo inaccettabile. L’amministrazione parla di “atto dovuto” e di “emergenza”. Trovo intollerabile che le gravi inefficienze del Comune e i ritardi storici nell’ampliamento dei cimiteri cittadini – come lo stallo dei cantieri a Chieti Scalo – debbano essere pagati sulla pelle dei nostri anziani. Questa non è gestione dell’emergenza: è una prepotenza burocratica che scarica sui privati le colpe della politica. Non intendiamo subire in silenzio. Ci attiveremo in ogni sede per tutelare i diritti e soprattutto la salute di mia suocera. Nel frattempo, spero che questa denuncia pubblica spinga il sindaco e la giunta a vergognarsi del danno psicologico, morale e fisico che stanno arrecando alle famiglie teatine.
Cordiali saluti.
