Chieti si avvia al ballottaggio con un quadro ormai definito nei numeri, ma ancora aperto negli equilibri politici. Quando manca una sola sezione allo scrutinio, Giovanni Legnini guida con il 47,20% dei voti (12.210), seguito da Cristiano Sicari al 27,47% (7.106) e da Mario Colantonio al 16,64% (4.304). Più distanti gli altri candidati: Alessandro Carbone si ferma al 4,76%, Giancarlo Cascini al 3,13% e Olinto Amoroso allo 0,81%.
Se i risultati dei candidati delineano una prima gerarchia, è l’analisi delle liste a chiarire i reali rapporti di forza in vista del secondo turno. La coalizione di Legnini si conferma la più ampia e strutturata, superando complessivamente gli 11 mila voti. A trainarla è la lista civica “Legnini Sindaco Chieti 2026” con 2.841 voti (11,66%), seguita a breve distanza dal Partito Democratico con 2.723 voti (11,18%). A rafforzare il blocco contribuiscono anche il Polo Civico De Cesare (1.501 voti, 6,16%), Chieti Viva con Legnini (1.415 voti, 5,81%) e Chieti per Chieti (1.271 voti, 5,22%), oltre al Movimento 5 Stelle (1.093 voti, 4,49%) e ad Alleanza Verdi e Sinistra (773 voti, 3,17%). Una base ampia e articolata che spiega il netto vantaggio del candidato di centrosinistra.
Sul versante opposto, Cristiano Sicari può contare su una coalizione più compatta ma meno estesa. Forza Italia, con il 14,24%, è la prima lista in assoluto, totalizzando 3.468 voti, seguita da Fratelli d’Italia con 2.824 voti (11,59%). Più distaccate le liste civiche: Chieti Progetto raccoglie 835 voti (3,43%), mentre Noi Moderati si ferma a 133 voti (0,55%). Nel complesso, l’area che sostiene Sicari sfiora i 7.300 voti di lista.
Decisivo per gli equilibri resta il blocco guidato da Mario Colantonio, che supera i 3.500 voti di lista. A trainarlo è la Lega Salvini Chieti con 2.667 voti (10,95%), mentre Azione Politica (528 voti, 2,17%) e Unione di Centro (332 voti, 1,36%) registrano risultati più contenuti. Si tratta di un bacino elettorale destinato a pesare in modo determinante al ballottaggio.
Le liste a sostegno di Alessandro Carbone raccolgono invece poco più di mille voti complessivi: “Chieti Sceglie Carbone” è la principale con 735 voti (3,02%), seguita da Chieti Scalo Noi (191), Liberali per Chieti (86) e Chieti al Centro (82).
Il quadro che emerge è chiaro: Legnini parte in vantaggio e può contare su una coalizione più ampia e diffusa sul territorio. Tuttavia, il centrodestra, se riuscirà a ricompattarsi attorno a Sicari, dispone di numeri competitivi. Molto dipenderà dalla capacità di intercettare i voti di Colantonio e delle liste minori, vero ago della bilancia di questa sfida.
Anche l’analisi delle preferenze rafforza questa lettura. Nel campo di Legnini emerge un consenso distribuito: Luca Caratelli (317 preferenze), Francesco Ricci (303) e Marco Femminella (291) guidano la lista civica, mentre nel Partito Democratico spiccano Chiara Zappalorto (334), Stefano Rispoli (312) e Pietro Diego Ferrara (287). Tra gli altri, si segnalano Manuel Carlo Pantalone (313), Rita Iolanda Di Falco (228) e soprattutto Luigi Febbo (377), tra i più votati in assoluto.
Nel centrodestra, oltre alla forza dei partiti, emergono candidature capaci di catalizzare consenso personale. In Forza Italia spicca soprattutto la performance di Mattia Di Paolo, vera novità di questa tornata elettorale: alla sua prima candidatura riesce infatti a superare le 500 preferenze (514), un risultato che lo colloca tra i più votati in assoluto. Un traguardo raggiunto, tra tutti i candidati, solo da lui e da Liberato Aceto della Lega.
Un dato che assume un valore ancora più significativo alla luce del profilo del candidato: Di Paolo è Direttore amministrativo del Convitto Nazionale “G. B. Vico” con Liceo Classico e Liceo Artistico e vanta due lauree magistrali in Giurisprudenza ed Economia. La sua affermazione segnala l’emergere di una figura nuova, capace di raccogliere consenso ampio e trasversale già al primo confronto elettorale.
Alle sue spalle, sempre in Forza Italia, si collocano Stefano Costa (378 preferenze) e Renata Dettore (304), mentre in Fratelli d’Italia guida Giuseppe Giampietro con 396 preferenze. Resta comunque molto forte anche il dato della Lega, dove Liberato Aceto totalizza 581 preferenze, il risultato personale più alto dell’intera tornata.
Il dato complessivo è duplice: da un lato Legnini dispone di una rete ampia e capillare; dall’altro il centrodestra può contare su candidati con forte capacità di attrazione personale. In vista del ballottaggio, dunque, non conteranno solo le alleanze formali, ma anche la capacità di questi protagonisti di mobilitare i propri bacini elettorali.
La sfida per Palazzo d’Achille resta aperta e tutt’altro che scontata.
Di seguito tutte le preferenze dei candidati consiglieri:
