Sede comunale, il conto si gonfia: da 1,4 a 5,3 milioni

Il progetto per la sede comunale cambia dimensione e, soprattutto, cambia conto. L’investimento, partito da 1,4 milioni di euro, arriva oggi a 5,3 milioni, anche per la necessità di adeguare l’intervento alle più recenti Norme Tecniche per le Costruzioni, le NTC 2018.

Ma il nodo non è soltanto economico. L’edificio non è ancora nelle condizioni di poter essere riaperto e, prima di arrivare alla conclusione dei lavori, sarà necessario rimettere mano anche a parte di quanto già realizzato.

Secondo quanto riferito dall’amministrazione, infatti, alcune opere eseguite nelle precedenti gestioni risultano non conformi e dovranno essere ripristinate e sanate. Una situazione che rende necessario un nuovo passaggio progettuale e che allunga il percorso verso la riapertura della sede.

Per affrontare questa fase è stato affidato alla Di Primio Engineering l’incarico di aggiornare e integrare il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE). Il documento dovrà essere consegnato all’Ente entro 80 giorni e servirà a definire gli interventi ancora necessari per completare l’opera e renderla pienamente funzionale.

Il nuovo progetto costituirà quindi la base per procedere con una gara d’appalto integrata, attraverso la quale affidare contestualmente la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori.

L’obiettivo è correggere le criticità emerse, ripristinare e sanare le opere realizzate in modo non conforme nelle precedenti gestioni, completare la rifunzionalizzazione dell’edificio e adeguarlo agli standard di sicurezza previsti dalla normativa.

La strada verso la riapertura passa dunque da una nuova fase di progettazione. Il traguardo dichiarato dall’amministrazione è restituire alla città una sede comunale sicura, moderna e pienamente operativa.

Resta però il dato più evidente: rispetto alle previsioni iniziali, il costo dell’intervento è passato da 1,4 a 5,3 milioni di euro, mentre prima di poter riaprire l’edificio sarà necessario completare la progettazione e intervenire sulle opere che, secondo l’amministrazione, non sono state realizzate in modo conforme nelle precedenti gestioni.

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