Le promesse di Legnini finiscono sotto esame: Forza Italia accusa la maggioranza

Dal programma elettorale alle Linee programmatiche del mandato il passo, secondo Forza Italia, non è così breve. Il gruppo consiliare contesta il ridimensionamento di alcuni impegni e porta il caso in Consiglio comunale. Di Paolo: «Non abbiamo chiesto a Legnini di votare il nostro programma. Gli abbiamo chiesto di confermare il suo»

Dal programma elettorale alle Linee programmatiche del mandato il passo, secondo Forza Italia, non è così breve. Il gruppo consiliare contesta il ridimensionamento di alcuni impegni e porta il caso in Consiglio comunale: «Non abbiamo chiesto a Legnini di votare il nostro programma. Gli abbiamo chiesto di confermare il suo» dichiarano i Consiglieri Di Paolo, Costa, D’Ettorre e Stampone.
Le date restano sulla carta, gli obiettivi cambiano formulazione e alcune promesse, secondo Forza Italia, spariscono dalle Linee programmatiche. È su questa distanza tra il Legnini della campagna elettorale e il Legnini alle prese con il governo della città che il gruppo consiliare azzurro apre il confronto con la maggioranza.
Il punto, per Forza Italia, non è contestare a priori la possibilità di modificare una strategia amministrativa. È un altro: capire perché impegni presentati agli elettori come obiettivi precisi oggi non vengano più confermati nella stessa forma.
«Prima delle elezioni c’erano numeri, date, obiettivi e impegni precisi», sostiene il gruppo consiliare. «Oggi, in diversi casi, quegli stessi impegni vengono ridimensionati, trasformati in formule più generiche oppure non trovano più spazio nel documento che dovrebbe indicare le priorità dell’Amministrazione per i prossimi cinque anni».
È da qui che nasce l’iniziativa portata in Consiglio da Forza Italia. Non un programma alternativo, sottolineano gli azzurri, ma il tentativo di riportare nel documento di mandato alcuni degli impegni con cui Legnini e la sua coalizione si erano presentati agli elettori.
Il voto ha restituito un quadro preciso: due emendamenti approvati e quattro respinti.
Sono stati confermati i 1.000 posti letto per gli studenti e la Casa delle associazioni e della partecipazione. Non è invece passata la richiesta di mantenere gli impegni su scala mobile e tunnel, parcheggi Barra-Caracciolo, Palazzo d’Achille e Cittadella dello Sport.
Il primo caso sul quale Forza Italia punta l’attenzione è quello delle infrastrutture. Nel programma elettorale erano state indicate scadenze precise per scala mobile e tunnel: entro il 2026. C’erano inoltre numeri e tempi per i parcheggi: 140 posti al Terminal, incrementabili fino a 200, 275 posti a piazza Garibaldi entro il primo semestre del 2027 e 260 posti in via Ciampoli entro il 2028.
La richiesta del gruppo consiliare era semplice: mantenere quelle indicazioni anche nelle Linee programmatiche.
L’emendamento è stato respinto.
Forza Italia mette così a confronto una data precisa con una formulazione più generica: «Prima delle elezioni c’era una data. Oggi c’è la formula “entro tempi ragionevoli”».
Il gruppo consiliare considera il passaggio tutt’altro che secondario: «Una data può essere verificata. Un tempo ragionevole può essere rinviato».
Stessa contestazione per i parcheggi nell’area Barra-Caracciolo, destinati al servizio del presidio ospedaliero di Chieti. Anche in questo caso Forza Italia ha chiesto di mantenere l’impegno previsto nel programma elettorale, ma la proposta è stata respinta.
Poi c’è Palazzo d’Achille. Qui il programma elettorale fissava un obiettivo altrettanto preciso: recupero e riapertura entro il 2027. Nelle Linee programmatiche, secondo la ricostruzione del gruppo consiliare, il riferimento viene invece spostato sulla progettazione entro il 2026, sull’avvio dei lavori e sulla possibilità di un rientro parziale nei tempi più brevi possibile.
Anche la richiesta di confermare il 2027 non è stata approvata.
Infine la Cittadella dello Sport all’ex Ciapi. Forza Italia sottolinea che non veniva chiesta la realizzazione immediata dell’opera, ma soltanto la conferma dell’impegno, previsto nel programma elettorale, a verificarne la fattibilità insieme all’Università.
Anche questo emendamento è stato respinto.
A leggere il voto come una vera e propria verifica delle promesse è Mattia Di Paolo, primo firmatario delle proposte.
«Il punto è molto semplice: abbiamo confrontato il programma elettorale di Legnini con le sue Linee programmatiche e abbiamo messo in evidenza ciò che non c’era più o ciò che era stato modificato».
I consiglieri insistono soprattutto su un aspetto: Forza Italia non avrebbe chiesto alla maggioranza di approvare proprie proposte.
«Non abbiamo chiesto a Legnini di votare il nostro programma. Gli abbiamo chiesto di confermare il suo».
Poi il giudizio sul risultato della votazione: «A quel punto non c’erano più slogan. C’era un voto. Due sì e quattro no».
Per il gruppo consiliare, dunque, il passaggio consiliare consegna alla città un elemento concreto sul quale misurare l’azione della maggioranza.
«Abbiamo semplicemente messo Legnini davanti alle sue stesse parole e gli abbiamo chiesto di assumersene la responsabilità».
Forza Italia annuncia che continuerà a seguire l’attività amministrativa confrontando ciò che era stato promesso con ciò che verrà effettivamente deliberato e realizzato.
«Ora quelle scelte sono agli atti e sarà la città a giudicare la distanza tra le promesse fatte prima del voto e gli impegni assunti oggi».
La sfida, dunque, si sposta dalla campagna elettorale ai prossimi cinque anni. E Forza Italia promette di verificare ogni passaggio «numero per numero, data per data, impegno per impegno».
Perché, nella lettura del gruppo consiliare, il punto è proprio questo: le promesse si fanno prima del voto, ma la loro credibilità si misura dopo.

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