Si accende il confronto politico a Chieti sul tema del dissesto idrogeologico. L’ex assessore regionale Mauro Febbo torna a puntare il dito contro il sindaco Diego Ferrara, accusandolo di aver diffuso dichiarazioni “sarcastiche e superficiali” che, a suo dire, non affrontano le questioni tecniche e rischiano di danneggiare la città. Secondo Febbo, la replica del primo cittadino al suo precedente intervento non avrebbe fornito risposte puntuali, finendo invece per alimentare un clima di tensione. “Mi sarei aspettato una risposta circostanziata – afferma – invece è arrivata una reazione che nulla chiarisce e che non aiuta i cittadini a comprendere la reale portata dei problemi”.
Febbo distingue nettamente tra la situazione del quartiere Santa Maria – da lui definita un’emergenza concreta e mai minimizzata – e l’immagine complessiva della città. Ricorda di aver sollecitato personalmente l’intervento del presidente della Regione Marco Marsilio e della Protezione Civile per affrontare criticità note da tempo.
Altro discorso, per l’ex assessore, è quello dei messaggi pubblici diffusi dall’amministrazione: “Generalizzare e amplificare mediaticamente il tema del dissesto rischia di restituire l’idea di una città interamente compromessa”. Il punto centrale del ragionamento di Febbo riguarda gli effetti economici e sociali che, secondo lui, potrebbero derivare da una comunicazione troppo allarmistica. Tali dichiarazioni, afferma, possono incidere sulla percezione esterna della Chieti, sul mercato immobiliare e sulla fiducia di chi valuta investimenti sul territorio.
“Quale investitore – chiede – sarebbe disposto oggi a impegnare i propri risparmi se il messaggio che passa è quello di una città in pieno dissesto? E quali ricadute hanno queste parole sulle famiglie che hanno acquistato casa con anni di sacrifici?”
Febbo denuncia infine quella che considera una gestione troppo mediatica dell’emergenza da parte della giunta Ferrara: “Le crisi richiedono rigore, competenza e tempestività, non slogan e selfie”. Amministrare, prosegue, “significa assumersi responsabilità, lavorare in silenzio quando necessario e tutelare l’immagine della città”.
L’ex assessore regionale chiude invocando un confronto istituzionale più equilibrato e basato su dati tecnici, trasparenza e spirito costruttivo. “Per il bene di Chieti – afferma – serve moderazione nelle parole. Le parole pesano, e oggi più che mai dobbiamo difendere l’immagine della città”.
