“Nel mese di maggio famiglie ed imprese a San Giovanni Teatino si troveranno ad affrontare un inaspettato aumento della Tari. Le attività commerciali, in particolar modo, si troveranno colpite dalla proposta formulata dal Sindaco e dall’assessore al bilancio”. Lo dicono il capogruppo Matteo Ferrante e le consigliere Jessica Coccia e Luana Federico (Una Nuova Mossa). “Nelle famiglie l’aumento non sarà esponenziale, ma sicuramente, anche solo l’1% è un aumento troppo alto ed inconcepibile dopo due anni di cassa integrazione, lavoro perso, per non parlare del caro energia che pesa ogni mese di più. Inoltre, le stesse famiglie che si sono trovate le case invase di mastelli ora sono sorprese da un aumento delle bollette al posto di una diminuzione – aggiungono. Nessuna traccia neanche sulla partenza della tariffa puntuale né tanto meno l’ultimazione dell’isola ecologica i cui lavori sono iniziati da anni e non ancora terminati. Le attività, – proseguono i consiglieri – si troveranno a fronteggiare un aumento medio addirittura del 15%. Abbiamo ricordato all’attuale maggioranza che dopo due anni di pandemia le imprese hanno vissuto un calo degli incassi devastante. Oggi, invece, con lo spettro della guerra in Ucraina si ha un’escalation sui prezzi delle materie prime e del carburante tale da avere un caro costi che, oramai, sta portando le attività allo stremo. A quanto pare però, come venuto fuori dal consiglio comunale del 27 c.m., per l’attuale maggioranza l’incremento dei rincari sulle materie e sul carburante esiste solo per la San Giovanni Servizi e non per famiglie ed attività. Inoltre, – prosegue Ferrante – dopo che la legge ha concesso la possibilità alle grandi aziende di usufruire del libero mercato passando ad imprese di raccolta totalmente private, al posto di incentivare chi resta nella San Giovanni Servizi con una diminuzione dei tributi, si è ben pensato di ripartire il mancato guadagno, causato dall’abbandono di alcune aziende, tra quelle che invece sono rimaste. Questi aumenti – concludono i consiglieri – non porteranno alla copertura delle spese del servizio, abbondantemente coperte come da contratto tra il comune e la SGS, ma, come negli anni passati, alla creazione di un’utile che vedrà guadagnare solo la parte privata della società di raccolta rifiuti.”
