La riorganizzazione del servizio idrico regionale solleva perplessità e interrogativi in Ascom Abruzzo. L’associazione, attraverso il presidente Angelo Allegrino, chiede alla Regione maggiore chiarezza sugli effetti concreti della riforma e, soprattutto, sulle ricadute che il nuovo assetto avrà sulla vita quotidiana di cittadini e imprese. Il progetto prevede il superamento dell’attuale sistema, articolato su sei gestori, e la loro riorganizzazione in due grandi sub-ambiti territoriali. Il primo, denominato “Gran Sasso”, riunirà GSA, Cam e Ruzzo Reti; il secondo, “Maiella-Morrone”, comprenderà invece Aca e Sasi. La gestione resterà pubblica, attraverso società in house partecipate dai Comuni.
È proprio sui benefici concreti del nuovo modello che si concentrano le principali critiche di Ascom Abruzzo. «Si parla di accorpamenti, maggiore efficienza e razionalizzazione del servizio – sottolinea Allegrino – ma la domanda fondamentale resta senza risposta: cosa cambierà concretamente per cittadini e imprese? Avremo un servizio migliore, costi più contenuti e tempi più rapidi nella gestione dei problemi? Al momento non ci sono garanzie sufficienti».
Secondo l’associazione, il rischio è che la riforma si traduca soprattutto in una diversa distribuzione degli equilibri organizzativi, senza affrontare le criticità che continuano a interessare il sistema idrico regionale: dalla dispersione delle reti ai guasti, dai disservizi alla necessità di nuovi e consistenti investimenti. «Creare strutture più grandi – afferma ancora il presidente di Ascom Abruzzo – non significa automaticamente renderle più efficienti. Gli utenti hanno bisogno di punti di riferimento chiari, vicini e facilmente raggiungibili. Il timore è che con nuovi assetti sovraterritoriali aumenti la distanza tra cittadini e gestori».
L’associazione pone inoltre l’accento sulla necessità di tutelare il ruolo dei territori e dei presidi locali, considerati fondamentali soprattutto nelle aree dove i gestori rappresentano un punto di riferimento consolidato per cittadini, imprese e amministrazioni. Tra queste, Ascom Abruzzo indica in particolare Lanciano e il comprensorio frentano, sottolineando il ruolo strategico della Sasi nella gestione del servizio idrico del territorio. Per l’associazione, prima di arrivare a una modifica definitiva dell’assetto del sistema servono dunque risposte puntuali sugli obiettivi della riforma e sui risultati che si intendono raggiungere.
«Prima di modificare in modo definitivo l’assetto del sistema – conclude Allegrino – servono risposte precise sui risultati attesi e sui benefici per la popolazione. L’acqua è un servizio essenziale e ogni riforma deve essere valutata sulla capacità di migliorare concretamente la qualità del servizio offerto ai cittadini».
