Tradizione, ricerca e manualità. Sono questi i fili conduttori della 56ª Mostra dell’Artigianato Artistico Abruzzese, in programma a Guardiagrele fino al 23 agosto. Una rassegna che, anche quest’anno, porta nel centro storico della cittadina una selezione di opere che spaziano dall’oreficeria al ferro battuto, dalla ceramica alla maiolica, fino al mosaico, con il tema dell’“Armonia” a fare da elemento comune. A sottolineare il valore della manifestazione è Giuliano Centrodi, storico dell’arte orafa, maestro orafo e curatore aretino, già direttore e conservatore del Museo Unoaerre e curatore scientifico del Museo Orodautore di Arezzo, oltre che componente della commissione per la valutazione delle opere nei concorsi di settore. «Invito a visitare la 56ª edizione della Mostra dell’artigianato artistico abruzzese – afferma Centrodi –. Qui si trova l’eccellenza dell’artigianato artistico con una tradizione straordinaria. I gioielli abruzzesi sono diventati storia, come la Presentosa, ma c’è anche tanta voglia di apportare novità al settore per ottenere il più fine artigianato».
Il tema dell’edizione 2026, l’“Armonia”, trova secondo Centrodi una concreta espressione nelle opere esposte. «Nell’arte è sempre stata ricercata, nel Rinascimento in particolar modo – osserva –. E questo tema emerge tanto nelle opere esposte: dal ferro battuto all’oreficeria, dalla ceramica alla maiolica, al mosaico e in altro ancora. Sono opere di indiscutibile livello».
Per Centrodi, la Mostra di Guardiagrele svolge inoltre un ruolo importante nella difesa della manualità e delle tecniche artigianali. «Questa mostra e Guardiagrele aiutano anche a non perdere il cosiddetto “fatto ad arte”, il “fatto a mano”», sottolinea. Il maestro orafo richiama anche l’attenzione sul ruolo delle scuole d’arte, dove a suo giudizio occorrerebbe recuperare una maggiore attenzione alla pratica manuale, soprattutto nel campo dell’oreficeria. «Ci vorrebbe una sferzata per il ritorno alla manualità, il motore più importante della produzione orafa», sostiene Centrodi, secondo cui proprio da Guardiagrele parte ogni anno «un messaggio importante per il recupero della tradizione». Una tradizione che, però, non deve essere intesa come semplice conservazione del passato. «Se valuto le opere che oggi gli studenti realizzano, penso che questo settore abbia comunque un grande futuro – aggiunge –: c’è una forte tradizione alle spalle che non deve morire e le scuole d’arte devono aiutare a conservarla, a tramandarla e a innovarla».
Nel suo intervento, Centrodi richiama anche la figura di Nicola da Guardiagrele, artista vissuto tra la fine del Trecento e la metà del Quattrocento, considerato uno dei massimi esponenti dell’oreficeria abruzzese. Orafo, scultore e pittore, Nicola da Guardiagrele realizzò ostensori, croci processionali, busti-reliquiario e paliotti d’altare, oltre a opere scultoree e dipinti su tavola. «È stato un grande artista, e sapeva di esserlo, non soltanto nel panorama artistico dell’Abruzzo del suo tempo, ma anche italiano», ricorda Centrodi, citando anche la formazione fiorentina dell’artista nella bottega di Lorenzo Ghiberti. Un percorso che, secondo lo storico dell’arte orafa, è particolarmente evidente nei paliotti e nelle grandi croci. La figura di Nicola da Guardiagrele, dunque, diventa anche un ponte tra la tradizione artigianale abruzzese e la grande storia dell’arte italiana.
Accanto alla mostra prosegue il Campus scuola delle arti, il programma di attività gratuite dedicato ai ragazzi dai 6 ai 14 anni. Sabato scorso è stata la volta di “Musica in Armonia”, una lezione dedicata all’organetto abruzzese du’ botte, curata da Antonio Di Leonardo e Francesco D’Addazio di Città della Musica, con una dimostrazione musicale finale. «Ho raccontato ai ragazzi la storia della Città della musica, di come è nata oltre 150 anni fa», ha spiegato Di Leonardo, sottolineando il valore della passione e della capacità di trasformare un talento in un percorso di vita. «Se il nonno di mio nonno, nel lontano 1869, non avesse seguito la passione di costruire gli organetti, avrebbe fatto il contadino come volevano i suoi genitori». Il laboratorio si inserisce così nel percorso della Mostra, che punta a mettere in dialogo le diverse forme dell’artigianato artistico e a trasmettere alle nuove generazioni conoscenze, tecniche e valori legati alla cultura del “fare”.
Quest’anno la manifestazione presenta inoltre una formula particolare. A causa dei lavori di ristrutturazione del Palazzo dell’Artigianato di via Roma, la mostra non è allestita nella sede tradizionale, ma nel Palazzo scolastico di via Cavalieri e in 12 sale espositive distribuite nel centro storico. Ne nasce una vera e propria “Rassegna diffusa”, che accompagna i visitatori attraverso diversi spazi della città, trasformando il percorso espositivo in un’occasione per conoscere anche il patrimonio storico e urbano di Guardiagrele.
La 56ª Mostra dell’Artigianato Artistico Abruzzese resterà aperta fino al 23 agosto, con ingresso libero. Gli orari di apertura sono 10.30-12.30 e 15-20.30.

