Il Partito della Rifondazione Comunista ha diffuso una dura nota in cui condanna l’azione militare condotta da Israelee Stati Uniti d’America contro Iran, definendola “l’ennesima aperta violazione del diritto internazionale”.
Secondo il segretario nazionale Maurizio Acerbo e la responsabile esteri Anna Camposampiero, l’operazione militare – attribuita dalle autorità coinvolte a un presunto attacco preventivo – contrasterebbe con quanto previsto dall’articolo 2 della Organizzazione delle Nazioni Unite. I dirigenti del partito ricordano infatti che sono stati gli Stati Uniti a ritirarsi dall’accordo sul nucleare iraniano, contribuendo a far precipitare la situazione diplomatica.
Secondo la nota di Rifondazione Comunista, al momento dell’attacco erano in corso colloqui diplomatici in Oman, mentre Teheran aveva comunicato l’intenzione di rinunciare all’accumulo di nuove scorte nucleari. Nonostante ciò, sono stati lanciati bombardamenti da parte delle forze statunitensi e israeliane.
Il comunicato contiene espressioni molto severe rivolte al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e all’ex presidente americano Donald Trump, accusati dai firmatari di essere “una minaccia per l’umanità e la pace”. Tale definizione è riportata come dichiarazione politica del partito e non come affermazione oggettiva.
Rifondazione sottolinea inoltre che, secondo vari movimenti di opposizione iraniani, nessuna critica alla Repubblica Islamica può essere utilizzata per giustificare un’operazione militare di questa natura.
Il comunicato conclude affermando che l’azione armata condotta da Stati Uniti e Israele rappresenterebbe un atto di guerra ingiustificabile, inserendosi in un quadro internazionale già fortemente destabilizzato.
Il partito ribadisce quindi il proprio impegno per la pace e il rispetto del diritto internazionale, condannando quella che definisce “una pericolosa escalation che rischia di trascinare il mondo in nuovi conflitti”.
