L’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 si propone di garantire entro il 2030 un’istruzione di qualità per tutti, per migliorare la vita delle persone e raggiungere lo sviluppo sostenibile.
Questo comprende incrementare l’accesso all’istruzione a tutti i livelli per chiunque, soprattutto per donne e ragazze.
Questo obiettivo è fondamentale, trattandosi della promozione di uno dei pilastri più importanti della società nonché un diritto universale: l’istruzione.
Il livello di alfabetizzazione, al momento, è in netto miglioramento rispetto ad una decina di anni fa, ma esso è ancora lontano dai risultati richiesti dall’Agenda 2030 e da quello che sarebbe l’ideale. In particolare, solo alcuni Paesi hanno raggiunto l’uguaglianza tra bambine e bambini nell’istruzione primaria.
Maggiori difficoltà si incontrano nei Paesi in via di sviluppo, dove, seppur l’iscrizione nelle scuole primarie abbia raggiunto il 91%, 51 milioni di bambini ne sono ancora esclusi.
Non solo, ma nell’Africa Subsahariana più della metà dei bambini non è iscritta a scuola; si calcola, inoltre, che il 50% dei bambini che possiedono un’età per ricevere l’istruzione primaria non la frequenti a causa dei conflitti che interessano determinate zone.
Con questi dati, nel mondo, si registra che 103 milioni di giovani non possiedono capacità di base in lettura e scrittura, di cui oltre il 60% sono donne.
Nonostante la realtà, poco rassicurante, l’Agenda 2030 con la partecipazione dei governi e con l’aiuto delle ONG si impegna a raggiungere la maggior parte dei punti determinati dall’Obiettivo. Per citarne alcuni, il punto 4.1 cita: “garantire entro il 2030 ad ogni ragazza e ragazzo libertà, equità e qualità nel completamento dell’educazione primaria e secondaria che porti a risultati di apprendimento adeguati e concreti”; il punto 4.5: “eliminare entro il 2030 le disparità di genere nell’istruzione e garantire un accesso equo a tutti i livelli d’ istruzione e formazione professionale delle categorie protette, tra cui le persone con disabilità, le popolazioni indigene ed i bambini in situazioni vulnerabili”; ancora il punto 4.7: “garantire entro il 2030 che tutti i discendenti acquisiscano la conoscenza e le competenze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile, anche tramite un educazioni volta ad uno sviluppo e stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità di genere, alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversità culturali e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile”.
L’Obiettivo tratta anche la questione di borse di studio destinate per la maggior parte a i Paesi in via di sviluppo, meno sviluppati, nei paesi insulari e negli Stati africani.
Inoltre ci si impegna per aumentare considerevolmente la presenza di insegnanti qualificati, anche grazie alla cooperazione internazionale, principalmente nei paesi meno sviluppati.
Sulla base di questi impegni presi dalle comunità internazionali si pone al centro della questione l’istruzione come unico mezzo per raggiungere un equilibrio sociale nel quale tutti possono godere dello stesso benessere e della stessa condizione intellettuale di base.
L’alfabetizzazione sta alla base della formazione di un individuo ed è a dir poco ingiusto che nel mondo ci siano ancora zone dove non sia garantito nemmeno l’essenziale per un’esistenza dignitosa come il semplice saper leggere e scrivere.
Chiara Bascelli
