Maltempo e frane, dorsale adriatica paralizzata: sopralluoghi in Abruzzo, viabilità in crisi e tempi lunghi per il ripristino

Un vasto scenario di criticità interessa la dorsale adriatica dopo l’ondata di maltempo che ha colpito Abruzzo e Molise. Nelle aree più esposte si concentrano interventi di verifica e gestione dell’emergenza, mentre collegamenti stradali e ferroviari restano fortemente compromessi.

In Abruzzo è previsto un monitoraggio aereo sulle zone maggiormente colpite, con particolare attenzione al territorio della provincia di Chieti. Diversi centri risultano isolati, tra cui Castiglione Messer Marino, Colledimezzo, Fraine e Schiavi di Abruzzo. Le principali emergenze riguardano la viabilità e la rete idrica, con disservizi diffusi tra Roccaspinalveti, Vasto e San Salvo. A Fossacesia una frana attiva ha reso necessario lo sgombero di alcune abitazioni, mentre ad Atessa si segnala un’infrastruttura a rischio. Parallelamente, si avvia l’iter per il riconoscimento dello stato di emergenza regionale. Nel Teramano resta alta l’attenzione sulla frana di Silvi, con evacuazioni e criticità legate alla continuità scolastica.

Il quadro più critico si registra però a Petacciato, in Molise, dove il movimento franoso ha determinato la chiusura di un tratto strategico dell’autostrada A14 e l’interruzione della linea ferroviaria adriatica tra Foggia e Pescara, di fatto dividendo il Paese lungo l’asse est. Le verifiche tecniche sono in corso e il fronte franoso, ancora instabile, impedisce al momento qualsiasi previsione sui tempi di riapertura. La frana di Petacciato rappresenta un fenomeno noto da oltre un secolo, con riattivazioni periodiche legate a eventi meteorologici intensi. L’estensione del movimento e la sua complessità geologica rendono particolarmente difficile un intervento risolutivo nel breve periodo, delineando uno scenario in cui la gestione dell’emergenza si intreccia con la fragilità strutturale del territorio.

Sulla rete autostradale sono stati introdotti divieti e chiusure in più tratti, con limitazioni e divieto di transito anche per i mezzi pesanti con massa superiore alle 7,5 tonnellate. I percorsi alternativi risultano complessi e allungano sensibilmente i tempi di percorrenza, soprattutto per il traffico commerciale, indirizzato verso itinerari interni o deviazioni lungo la rete tirrenica. La statale Adriatica, nel tratto interessato, non è percorribile.

Sul fronte ferroviario, la sospensione della circolazione tra Vasto San Salvo e Termoli ha comportato modifiche significative al servizio: treni limitati, deviazioni su percorsi alternativi e allungamento dei tempi di viaggio. Nelle principali stazioni coinvolte, da Pescara a Foggia, si registrano forti disagi per migliaia di passeggeri.

A Roma è in corso il coordinamento tra istituzioni per individuare soluzioni operative, comprese ipotesi logistiche alternative per il trasporto delle merci. Tra queste, anche il possibile ricorso al traffico navale, subordinato però alla capacità ricettiva dei porti e alle caratteristiche tecniche delle infrastrutture disponibili. Le operazioni di assistenza sono state attivate lungo la rete autostradale, con il coinvolgimento del volontariato di protezione civile, mentre il sistema sanitario è stato posto in stato di prevenzione per eventuali criticità. Avviate inoltre verifiche tecniche sul fronte franoso per definire l’entità del fenomeno e le possibili strategie di contenimento.

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