Per la prima volta nella loro vita scolastica, i tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham si preparano ad affrontare un esame decisivo: quello che stabilirà il loro ingresso nella scuola primaria pubblica. Un passaggio delicato, atteso entro poche settimane, che segna una svolta nel percorso educativo dei bambini e che arriva nonostante la contrarietà dei genitori. La procedura di ammissione era stata avviata già ad aprile, ma la notizia è emersa soltanto ora. Fino a pochi giorni fa, infatti, l’avvocato della coppia, Simone Pillon, aveva escluso pubblicamente l’esistenza di un’iscrizione agli esami.
I protagonisti della vicenda sono due gemelli di sette anni e la loro sorella maggiore di nove. Tutti e tre verranno valutati da una commissione scolastica incaricata di verificare il livello di preparazione raggiunto nei mesi trascorsi in istruzione parentale. A seguirli, dal gennaio scorso, è stata l’insegnante in pensione Lidia Camilla Vallarolo, impegnata quotidianamente nella struttura protetta di Vasto dove i bambini vivono attualmente.
Per i due più piccoli il test servirà a determinare l’accesso alla seconda elementare. Le prove riguarderanno lettura, alfabetizzazione in lingua italiana e competenze matematiche di base. In caso di esito positivo, potranno iniziare il nuovo anno scolastico direttamente dalla seconda classe; diversamente, saranno inseriti in prima elementare. Secondo chi ha seguito il loro percorso da vicino, restano ancora alcune lacune rispetto ai programmi ministeriali.
Più complessa la situazione della sorella maggiore. La bambina, che sta affrontando in queste settimane le prime moltiplicazioni, dovrà dimostrare di possedere le competenze necessarie per essere ammessa alla quarta elementare. In alternativa, potrebbe essere chiamata a ripetere integralmente la terza. A supervisionare l’intero percorso è l’Istituto comprensivo statale Castiglione Messer Marino di Carunchio, scuola vigilante individuata per monitorare l’istruzione dei tre minori.
Dal 16 gennaio le lezioni si svolgono all’interno della casa accoglienza di Vasto attraverso un programma di homeschooling organizzato dalla tutrice dei bambini, l’avvocata Maria Luisa Palladino, che ha reperito l’insegnante incaricata di seguirli personalmente.
Le prime settimane, raccontano fonti vicine alla struttura, sono state caratterizzate da tensioni e difficoltà organizzative, anche per la presenza frequente della madre durante le attività didattiche. Con il passare del tempo, però, il clima sarebbe cambiato sensibilmente: oggi i bambini partecipano con maggiore continuità, mostrano interesse verso le materie e hanno sviluppato un rapporto positivo con l’insegnante.
Anche il calendario scolastico è stato intensificato. Le lezioni, inizialmente più sporadiche, si tengono ora cinque giorni alla settimana e possono durare fino a tre ore al giorno.
I genitori hanno sempre sostenuto la scelta dell’istruzione parentale. Nel fascicolo aperto presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila compare infatti un’autocertificazione nella quale Nathan Trevallion e Catherine Birmingham indicano un progetto educativo domestico con due insegnanti privati e attività di doposcuola nella frazione di Fonte Le Case, a Palmoli.
Una linea che però non ha convinto i servizi coinvolti nella tutela dei minori. La tutrice, la curatrice Marika Bolognese e l’assistente sociale Veruska D’Angelo hanno ritenuto che il nodo dell’isolamento sociale dei bambini non potesse essere risolto con un nuovo ciclo di homeschooling. Da qui la decisione di proseguire verso l’inserimento nella scuola pubblica, accanto ai coetanei e in un contesto di socializzazione stabile.
