La Sinistra Italiana Chieti si scaglia contro la SASI: “L’operato corrisponda ai criteri del pubblico servizio”

“Il 27 maggio si è rinnovato il consiglio di amministrazione Sasi, il cui nuovo assetto sembrerebbe sfiduciare la linea tenuta dal vecchio CDA, tenuto in carica per 9 anni.
 Sinistra italiana è impegnata attivamente nel monitoraggio della gestione del servizio idrico, la quale deve riflettere il rispetto delle normative che garantiscono che l’acqua resti in mano pubblica”. Lo scrive in una nota stampa Donatello D’Arcangelo, Vice segretario provinciale Sinistra Italiana Chieti, che sottolinea: “I cittadini, proprietari del capitale di Sasi, esercitano il controllo attraverso gli amministratori eletti, i quali sono soci della suddetta; le nomine politiche sono quindi inevitabili, in quanto le società pubbliche sono rappresentate dai Sindaci, eletti dai cittadini. Tale configurazione è tipica delle società dette “In house”, il cui riferimento normativo è il d.lgs 175/2016 (modificato dal decreto 100 del 2017) e prevede che l’ente pubblico (i Comuni soci) eserciti il controllo detto “analogo”, ovvero con le stesse modalità previste per i servizi del pubblico impiego.

Purtroppo, in momenti di particolare crisi non possiamo escludere che anche la risorsa idrica sia esposta al rischio di appetiti privati. Sarà bene evidenziare, quindi, che la gestione privata può portare a una maggiore disuguaglianza nell’accesso all’acqua, soprattutto se il gestore non riesce a raggiungere le aree più remote o a basso reddito: il privato, infatti, ha l’obiettivo prioritario del guadagno. La gestione privata può comportare, inoltre, un rischio di degrado ambientale, in nome del guadagno immediato c’è il rischio dell’uso eccessivo di risorse naturali.

Per scongiurare che il sistema pubblico che gestisce l’acqua vada in fallimento con una gestione di fatto privatistica, aprendo le porte allo stravolgimento anche sul piano normativo, Sinistra Italiana chiede che le forze politiche facciano fronte comune in difesa dei criteri stabiliti dal Referendum del 2011 e che il d.lgs 175/2016 intende disciplinare.

A tutti i Sindaci – conclude Donatello D’Arcangelo – soci di Sasi, pertanto, chiediamo di attivare il controllo analogo, magari attraverso commissioni comunali costituite appositamente, al fine di verificare che l’operato (dalle assunzioni al servizio tecnico) corrisponda ai criteri del pubblico servizio, soprattutto in considerazione del fatto che l’acqua è un bisogno umano fondamentale da garantire con criteri di equità”.

 

 

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