Italexit Per L’Italia – non si discute sull’importanza della sanità, ma scaricare il peso fallimentare sui cittadini è un cliché del sistema di amministrazione regionale che preferisce suturare con le tasse piuttosto che sopprimere gli sprechi. Marius Creati, coordinatore della città di Pescara, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«Il buco sanità – attacca Marius Creati – emerso negli ultimi giorni da grave problematica regionale rischia di trasformarsi in una mannaia fiscale disagevole che pesa sul benessere degli abruzzesi, già fortemente provati dall’enorme rincaro dei prezzi dovuti alle molteplici scelte abnormi di seguire vampate di gloria internazionali pericolose. Il problema era già riscontrabile da tempo. Si sarebbe dovuto ricorrere ai ripari con piani di recupero ben precisi evitando sprechi inutili e molteplici errori finanziari, ma piuttosto che arginare le fenditure presenti gravanti sulla pelle degli abitanti della regione, già costretti a subire i tagli vertiginosi sull’assistenza e sulle cure sanitarie, l’amministrazione regionale ha preferito seguire la via dell’omertà fino ad esaurimento scorte.
Ci sarebbe da pensare – continua Creati – che l’attuale presidente della Regione Marco Marsilio non abbia realmente a cuore il benestare dei cittadini che rappresenta. Al presente piuttosto che fare ammenda nel riconoscere il fallimento di molteplici scelte di gestione, affidati alle linea guida di collaboratori inoperosi e probabilmente inadatti al ruolo conseguito, si preferisce seguire la via più comoda e meno ortodossa del far pagare lo scotto direttamente agli abruzzesi, i quali diventano una chiave di volta per la risoluzione del problema, troppo facile comunque far ricadere sulle loro tasche errori equivoci ed incongruenze gestionali, incuranti del peso finanziario a cui essi sono già sottoposti da troppi anni senza via d’uscita.
Ci sarebbe da dire – annota Creati – che le domande del deputato Luciano D’Alfonzo siano lecite e trovano fondamento di concretezza nel chiedersi cosa egli abbia realmente comprovato finora piuttosto che continuare a disastrare la questione sanitaria fino all’eccesso. Il benestare della sanità abruzzese oscilla sul filo di un rasoio, una lama che l’attuale presidente della Regione Marco Marsilio intende usare sulle parti intime della fiscalità dei cittadini abruzzesi, nel recidere e spostare ulteriormente all’insù l’aliquota dell’addizionale Irpef e farle spiccare il volo al massimo consentito, il 3,33% l’imposta più alta in Italia, e far sprofondare gli abruzzesi nei livelli più elevati del disagio sociale, specie per le classi meno favorite nonostante i picchi più elevati gravino sulle classi sociali più agiate.
Davvero si intende – conclude Creati – lasciare che la sanità abruzzese in balìa degli eccessi venga sanata con una stretta di morsa sugli abruzzesi e diventi il nodo scorsoio gravante sui singoli territori sulla scia delle gravi mancanze amministrative regionali? Davvero si è consapevoli di lasciar pagare duramente gli abruzzesi per gli errori di un’amministrazione fallace e fallimentare?».
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