Il Senato Accademico approva la mozione “sulle violazioni dei diritti umani nella Striscia di Gaza”

Questo il testo integrale del documento approvato.
L’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara ritiene suo dovere morale e istituzionale esprimere la più ferma condanna in relazione al perpetrarsi e all’aggravarsi della violazione dei diritti umani fondamentali del popolo palestinese in atto nella Striscia di Gaza. Nel ribadire il proprio sentimento di orrore e la più decisa condanna nei confronti del brutale attacco del 7 ottobre 2023 a opera di Hamas e di altri gruppi terroristici, l’Università “G. d’Annunzio” si unisce alle voci degli altri Atenei italiani e stranieri per denunciare la manifesta sproporzione dell’azione militare dello Stato di Israele, che sta producendo, sotto gli occhi di tutti, un’immane catastrofe umanitaria. I bombardamenti indiscriminati, la distruzione sistematica delle infrastrutture civili (case, ospedali, scuole, centrali energetiche e idriche, trasporti), del patrimonio culturale e civile, il trasferimento forzato di centinaia di migliaia di persone, il blocco degli aiuti di prima necessità e l’utilizzo della fame come strumento di coercizione determinano un disastro umanitario, che procura sofferenze inaccettabili alle popolazioni inermi e la morte di decine di migliaia di civili innocenti, tra i quali bambini, donne e anziani cui si aggiungono centinaia di giornalisti, in violazione dei principi fondamentali del diritto internazionale e dei diritti umani, come accertato dai massimi e più autorevoli organismi internazionali (ONU, Corte Penale Internazionale e Unione Europea).
Coerentemente con l’art. 11 della Costituzione Italiana che “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” e convinta che la propria missione di istituzione formativa implichi un radicale impegno etico e civile nella difesa dei valori di libertà, giustizia, pace e rispetto della dignità umana, l’Università “G. d’Annunzio”:
• esprime la propria vicinanza e solidarietà al popolo palestinese e a tutte le vittime del conflitto, denunciando l’insensatezza di un’azione militare che genera disperazione, fomenta sempre maggiore odio e devasta, insieme a ogni tessuto di civiltà e di umanità, gli sforzi per pervenire a una soluzione pacifica della già complessa questione mediorientale
• si appella alla comunità internazionale e alle autorità politiche nazionali perché promuovano con urgenza un cessate il fuoco immediato, la restituzione degli ostaggi, l’attivazione di corridoi umanitari sicuri e il ripristino immediato dei livelli di vita civile nei territori colpiti
• auspica ogni iniziativa diplomatica volta a far prevalere il diritto internazionale, la giustizia e il rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite nella prospettiva della coesistenza pacifica e del riconoscimento reciproco dei due popoli
• si impegna a sostenere iniziative accademiche, culturali e scientifiche che favoriscano la costruzione di una cultura della pace, del dialogo e del rispetto dei diritti umani, anche nel segno della partecipazione al Dottorato di Interesse Nazionale in “Peace Studies”, promosso dalla “Rete delle Università Italiane per la Pace” nell’ambito della Conferenza dei Rettori delle Università italiane, che ha messo a disposizione borse di studio a favore degli studenti palestinesi che intendano venire a studiare in Italia
• invita i docenti a una riflessione profonda sulle strategie culturali da adottare per riaffermare i valori della civiltà e della democrazia e chiede agli studenti di impegnarsi sempre più nella formazione umana e professionale per contribuire con consapevolezza critica alla costruzione di una società pacifica e inclusiva: “se l’uomo guarda al mondo come un’unica casa di tutti, sottraendosi alle tempeste della storia egli vivrà in un luogo sicuro e sereno e porterà a compimento il suo sapere rendendolo utile agli altri” (Seneca, Sui benefici).

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One thousand years ago, superstition and the sword ruled. It was a time of darkness. It was a world of fear. It was the age of gargoyles. Stone by day, warriors by night, we were betrayed by the humans we had sworn to protect, frozen in stone by a magic spell for a thousand years.

Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

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