Nonostante la delusione calcistica, con una prestazione sul campo non all’altezza delle aspettative, si guarda al futuro con il “Progetto TETI”, che punta a trasformare il club e il territorio. A margine della partita Chieti-L’Aquila, i tecnici incaricati della progettazione del nuovo stadio, l’ingegnere Fabio Pellizzoni e il dottor Sandro Feola, hanno presentato i risultati del sopralluogo effettuato nel weekend su una delle aree candidate per la costruzione del nuovo impianto sportivo.
Durante il weekend, Pellizzoni e Feola hanno visitato l’area vicino all’Università “G. D’Annunzio” di Chieti e Pescara, individuata come possibile sede per la realizzazione del nuovo stadio. “La vicinanza all’università offre opportunità uniche di collaborazione, integrando sport e ricerca”, ha spiegato Feola.
Secondo i tecnici, la location è strategica non solo per il legame con l’università, ma anche per gli aspetti logistici e infrastrutturali. Pellizzoni ha sottolineato: “Abbiamo valutato aspetti cruciali come viabilità, parcheggi e sostenibilità ambientale. Il nostro obiettivo è creare uno stadio moderno, funzionale e pienamente integrato con il territorio”.
Un progetto ambizioso: il “Progetto TETI” e il nuovo stadio
La costruzione del nuovo stadio rientra nel più ampio “Progetto TETI” (Training, Education e Team Integration), un piano che mira a trasformare il Chieti FC 1922 in un modello di innovazione e sostenibilità. Il progetto è stato presentato alla Camera dei Deputati lo scorso mese, evidenziando il coinvolgimento di realtà accademiche e culturali per sviluppare una sinergia tra sport, ricerca e territorio.
Le caratteristiche dello stadio
L’impianto sarà progettato secondo i più alti standard di sostenibilità ambientale e finanziaria. “Meglio uno stadio più piccolo ma sempre pieno, che uno grande e vuoto”, ha spiegato Pellizzoni. La capienza sarà adeguata a creare un’atmosfera coinvolgente per i tifosi, valorizzando l’esperienza dal vivo rispetto alla televisione.
Feola ha aggiunto: “Questo stadio non sarà solo un luogo per le partite, ma un centro polifunzionale che ospiterà eventi culturali, sportivi e sociali. L’obiettivo è che diventi un motore di sviluppo per Chieti”.
I tecnici hanno però messo in guardia sulle sfide legate al progetto, in particolare i tempi burocratici. “L’obiettivo è completare lo stadio entro la fine del 2027, ma sarà fondamentale collaborare strettamente con gli enti locali per rispettare le tempistiche delle autorizzazioni”, ha sottolineato Feola.
Pellizzoni, che ha già lavorato su progetti di grande respiro internazionale come lo stadio del Tottenham a Londra e sei stadi per la Coppa d’Asia in costruzione a Riyad, ha ribadito l’importanza di una pianificazione accurata: “Un’opera come questa richiede un equilibrio tra visione e pragmatismo. Il successo dipenderà dalla capacità di integrare sport, infrastrutture e innovazione”.
Un futuro di ambizioni e speranze
La presentazione dei risultati del sopralluogo ha acceso l’entusiasmo tra i tifosi, desiderosi di vedere il Chieti FC 1922 dotarsi di una struttura all’avanguardia. Il nuovo stadio, come parte integrante del “Progetto TETI”, rappresenta una grande opportunità per la squadra e per la città, che potrebbe diventare un modello per altre realtà sportive e territoriali.
Concludendo la conferenza stampa, Feola ha dichiarato: “Non stiamo solo progettando uno stadio, ma costruendo il futuro del Chieti e della città. Questo progetto ha l’ambizione di essere un simbolo di innovazione e sostenibilità a livello nazionale, non solo per il calcio ma per tutta la comunità”.
Mentre la squadra affronta sfide sul campo, fuori dal terreno di gioco la Società lavora costantemente per un futuro che promette di essere luminoso. Il “Progetto TETI” è il simbolo di una rinascita che guarda oltre il calcio, unendo sport, ricerca e territorio per creare un modello di eccellenza per la città di Chieti.
