Il genio di Whitney Houston brilla nuovamente al Marrucino: la raffinata interpretazione degli All at Once Duo

Una dolce voce da usignolo, accompagnata dal suono morbido, avvolgente ed emozionante del pianoforte, ha illuminato il Foyer del Teatro Marrucino sabato pomeriggio, in un intenso e raffinato omaggio a Whitney Houston e ad alcune tra le più celebri colonne sonore cinematografiche di sempre. Gli All at Once Duo, formazione che, come raccontano gli stessi protagonisti Giulia Bruni e Paride Marzuoli, “fa ballare la musica”, hanno rappresentato molto più di un semplice tributo all’immortale voce della celebre cantante statunitense: un vero e proprio viaggio attraverso la vita, la carriera e l’anima artistica della Houston, capace di raccontarne emozioni, successi, fragilità e straordinaria potenza interpretativa, intrecciandosi perfettamente con la passione comune e la sensibilità musicale dei due straordinari artisti esibitisi nel celebre teatro teatino, profondamente riconoscenti e grati per il fondamentale influsso musicale e umano che la cantante ha esercitato nel loro percorso artistico e personale.

Protagonisti della serata, il soprano Giulia Bruni, ormai di casa al Teatro Marrucino grazie alle sue numerose e apprezzate esibizioni, e il pianista Paride Marzuoli, uniti da una profonda intesa artistica, da una raffinata sensibilità musicale e da una notevole capacità comunicativa sul palco. Nello sfondo intimo e soffuso del raffinato Foyer del teatro teatino, l’esecuzione dolce, intensa e profondamente sentita di brani quali Saving All My Love for You, Didn’t We Almost Have It All, Where Do Broken Hearts Go, All at Once e Greatest Love of All, simboli dei diversi momenti della carriera musicale e artistica della cantante statunitense, insieme al celebre medley composto da I Loves You, Porgy, And I Am Telling You I’m Not Going e I Have Nothing — che contribuì a consacrare definitivamente la Houston durante gli American Music Awards del 1994, lasciando un segno indelebile nell’immaginario collettivo internazionale — ha incantato la folta platea, rapita dalla straordinaria interpretazione della Bruni e dall’elegante accompagnamento pianistico di Marzuoli. Il pubblico ha quindi salutato la conclusione della prima parte della serata con un lungo, caloroso ed emozionato applauso.

Successivamente, il M° Marzuoli si è cimentato nell’esecuzione di un meraviglioso intermezzo per piano solo, dai toni dolci, delicati e riflessivi, impreziosito da temi musicali tratti dal mondo Disney, offrendo così un momento di suggestiva atmosfera e concedendo al contempo un breve riposo alla cantante. Poco dopo, Giulia Bruni è tornata sul palco per incantare nuovamente il pubblico con alcune delle pagine musicali più intense del repertorio della Houston, tra cui Run to You e Jesus Loves Me / His Eye Is on the Sparrow, mentre la seconda parte del concerto ha regalato agli spettatori alcune tra le più belle e iconiche colonne sonore del cinema mondiale, come She, Memory e Stand Up, interpretate con grande trasporto emotivo e notevole eleganza espressiva. A chiudere la serata sono state le celeberrimeI Will Always Love You e Never Enough (quest’ultima tratta dal film The greatest Showman), proposte in interpretazioni musicalmente intense, potenti e coinvolgenti, in una serata nella quale il genio artistico della Houston, cantante straordinaria e attrice simbolo del cinema e della musica degli anni Novanta, e l’evidente coinvolgimento artistico e personale dei due musicisti hanno suscitato la calorosa ovazione finale di un pubblico visibilmente emozionato e conquistato.

Nell’elegante intimità del Foyer, il Teatro teatino ha dunque riconfermato la propria mission nell’offrire una programmazione in grado di coniugare linguaggi e stili musicali differenti, e soprattutto nel valorizzare il talento dei giovani artisti nell’esempio immortale dei più grandi artisti della storia della musica, nella continua attenzione alla qualità delle proposte artistiche e in un percorso di crescita continua nel segno dell’eccellenza artistica abruzzese e italiana.

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