L’incontro, svoltosi ieri pomeriggio, ha registrato una sala Cascella gremita, colma di curiosità e di sincero interesse. Un pubblico numeroso e attento ha seguito con partecipazione la presentazione del nuovo lavoro di Rapposelli, testimoniando quanto sia ancora viva l’attenzione verso la storia e l’identità cittadina.
Docente per quasi quarant’anni – in gran parte presso l’Istituto Tecnico “Galiani – de Sterlich” – e studioso appassionato delle vicende teatine, Rapposelli ha spiegato come l’amore per la storia di Chieti gli sia stato trasmesso dal padre. Nei suoi lavori intreccia memoria storica e riflessioni sul futuro, nella convinzione che custodire le radici della città sia fondamentale per immaginarne lo sviluppo.
Nel corso dell’incontro, che ha visto gli interventi dell’architetto Dario Di Luzio e dello storico d’arte Marco Vaccaro, sono stati illustrati i numerosi temi del volume, che raccoglie capitoli indipendenti ma uniti da un forte senso di appartenenza e da un profondo amore per Chieti. Dai riferimenti a “Chieti e il suo Santo” a figure e luoghi simbolici come mons. Venturi, Palazzo De Majo, le biblioteche, le mura, la stazione ferroviaria e l’architettura tra le due guerre, fino ai capitoli dedicati all’istruzione, all’ospedale, alle tradizioni popolari e ai trasporti urbani.
Il libro si apre con la prefazione dell’avvocato Stefano Marchionno, presidente dell’associazione “ScopriTeate”, e si chiude con una postfazione della professoressa Anna Maria Campana, docente del Liceo Scientifico “Filippo Masci”. Non mancano le note di Franco Zappacosta e un ricco apparato fotografico con immagini d’epoca che restituiscono l’atmosfera del passato teatino.
L’evento si è concluso tra applausi e apprezzamenti, confermando la piena riuscita dell’iniziativa e l’interesse dei cittadini verso una storia che continua a parlare non solo al presente di Chieti, ma soprattutto al suo prossimo futuro.
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