GRANDE SUCCESSO DEL CORO PUCCINI A PESCARA

Nell’ambito della XXIII edizione del Festival “Il Fiume e la Memoria” tenutosi a Pescara sotto la direzione artistica di Milo Vallone, il 19 luglio alle 21.30 si è esibito il Coro Puccini di Chieti dinanzi ad un folto pubblico competente, attento e appassionato.

Il Festival, in questa edizione, ha celebrato la figura femminile in tutte le sue sfaccettature, riservando la serata di sabato 19 al canto lirico ed operettistico, con un titolo dato all’evento dal duplice significato: “Aria”, come i brani lirici più famosi estrapolati dalle relative opere, ma anche come qualcosa di etereo ma essenziale, come la figura femminile da sempre pilastro della famiglia e della vita sociale.

E così le interpretazioni corali e le eccellenti esibizioni solistiche hanno fatto compiere al pubblico presente un viaggio attraverso le più famose arie corali, dal pianto accorato sulle rive dell’Eufrate, per la nostalgia della propria patria perduta del famosissimo brano “Va Pensiero”, alla celebrazione del coraggio femminile di Violetta Valery capace, per dedicarsi al suo amore, di abbandonare una vita di lusso e sfarzi nella Traviata. Per questa opera il Coro Puccini si è esibito cantando le allegre note festaiole tra Zingarelle e Mattadori, con gli interventi da solisti di Angela Chiumeo e Giuseppe Silveri. La donna è stata al centro dei brani dal sapore verista tratti da La Cavalleria Rusticana: il corale “Gli Aranci Olezzano” e la celebre “Regina Coeli”, preghiera pasquale. La figura donizzettiana di Lucia di Lammermoor nella sua festa di matrimonio, ha preceduto la canzone che celebra l’amore per la donna, “Un amore così grande”, protagonista solista il Tenore Ennio del Grosso, che ha suscitato l’entusiasmo del pubblico e introdotto alla parte operettistica più leggera e spensierata.

Anche in questa seconda parte del programma le donne sono state le protagoniste delle arie d’operetta, Eva, e Frou Frou, cantata ed interpretata dal soprano Sabina Davide, che ha regalato un tocco di teatralità spassosa unita a magistrale interpretazione, e Anna Glavari (La vedova Allegra) con il famoso duetto d’amore “Tace il Labbro” interpretata da Maria Chiara Papale e Ennio del Grosso per finire a Doretta, la protagonista di una delle pochissime opere musicali ambientata in Sardegna. Le donne, protagoniste assolute nella vita sociale della Belle Epoque, sono state celebrate anche con il brano “Donne Donne” sempre tratto da “La vedova Allegra”, con l’esibizione del tenore Franco Carosella che ha affiancato il socio fondatore Ennio del Grosso. Un tocco di “freschezza” e vivacità è stato apportato con il brano “Al Cavallin”, cantato da Sabina Davide e il tenore Lando Mantini.

Il viaggio della nostra mente, quindi, dalle vivaci note d’operetta che hanno divertito il pubblico presente, è continuato con il celebre “Brindisi” della Traviata per finire in Cina con la protagonista pucciniana per eccellenza: Turandot, principessa di ghiaccio che sottopone a Calaf i suoi enigmi mortali. È il simbolo dell’Amore, quello pucciniano, moderno, nella tessitura musicale, inaspettato nella trama delle magiche atmosfere cinesi della Turandot, l’Amore che riesce a sciogliere persino il cuore della crudele principessa di ghiaccio, a concludere il concerto con la famosissima aria “Nessun Dorma” interpretata dal Tenore Ennio del Grosso e supportato dal coro finale della Turandot.

La direzione del coro è affidata al Maestro Loris Medoro, simpaticamente prestatosi anche a siparietti spassosi nell’interpretazione di “Frou Frou del tabarin” e “Tace il labbro”, accompagnato da pianisti professionisti del calibro di Daria Coletti e Franca Ciarfella.

Come di consueto la passione per il Belcanto era tangibile: il coro tutto ha cantato con sentimento e trasporto.

Sabina Davide e Maria Chiara Papale, soprani solisti, hanno interpretato ogni pezzo di opera ed operetta ad esse affidato, con la passione che caratterizza i festosi salotti parigini, le gioiose atmosfere di belle époque francese e la frescura delle montagne alpine in cui si intrecciano storie d’amore; i paesaggi e i piccoli borghi sardi di Pietri, sono stati rappresentati nel duetto di Pietri cantato dal soprano Angela Chiumeo e Ennio Del Grosso.

Un allegro brindisi finale tratto dall’Operetta di Johann Strauss “Il pipistrello”, eseguito a richiesta entusiastica di un bis, ha salutato il pubblico presente alla manifestazione.

Dopo la pausa estiva, il Coro Puccini continuerà ad impegnarsi sempre al massimo per continuare a cantare con passione per deliziare il pubblico e testimoniare la gloriosa storia di uno dei pochissimi, forse l’unico coro del territorio, che vanta un ampio repertorio di arie liriche e di operetta.

 

 

Previous Story

Alla biblioteca Marilia Bonincontro “Il ragazzo e l’airone” di Hayao Miyazaki” chiude la rassegna “Visioni d’estate”

Next Story

Federmoda, Marisa Tiberio: “Negozi di vicinato giocano un ruolo cruciale nel settore moda”

Ultime notizie da Blog

Latest in Music

About us

One thousand years ago, superstition and the sword ruled. It was a time of darkness. It was a world of fear. It was the age of gargoyles. Stone by day, warriors by night, we were betrayed by the humans we had sworn to protect, frozen in stone by a magic spell for a thousand years.

Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

Authors

Newsletter

© COPYRIGHT 2023 – IL GIORNALE DI CHIETI.
PIAZZALE MARCONI N.69 – 66100 CHIETI
ILGIORNALEDICHIETI@GMAIL.COM | C.F. 93062690693.


Deprecated: Non-static method snwp_Show::fake_wp_footer() should not be called statically in /home/hkagijcn/public_html/nuovo/wp-includes/class-wp-hook.php on line 308