L’export abruzzese continua a crescere, ma con qualche segnale di rallentamento all’orizzonte. Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni regionali hanno raggiunto 6,15 miliardi di euro, facendo registrare un incremento dell’8,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.
A trainare il risultato è soprattutto il settore farmaceutico, che da solo supera i 2 miliardi di euro, con una crescita del 30,3%. Un ruolo determinante è giocato dalla provincia dell’Aquila, dove il comparto raggiunge circa 1,9 miliardi di euro, segnando un aumento del 27,4%.
Sono i principali risultati del report realizzato dal Dipartimento di Studi socio-economici, gestionali e statistici (DiSEGS) dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara per la Cna Abruzzo. L’indagine rappresenta il primo passo di una collaborazione destinata alla nascita di un Osservatorio sull’economia regionale, con l’obiettivo di mettere in relazione il mondo della ricerca con quello delle imprese, delle associazioni di rappresentanza e delle istituzioni.
Dopo il farmaceutico, tra i settori con i maggiori valori di esportazione figurano i mezzi di trasporto, con 1,47 miliardi di euro, i prodotti alimentari con 496,3 milioni, i macchinari e apparecchi non classificati altrove con 423,4 milioni, la gomma, plastica e altri prodotti non metalliferi con 413,3 milioni, i metalli e prodotti in metallo con 309,4 milioni e il comparto tessile, abbigliamento, pelli e accessori, che raggiunge 247,7 milioni.
Quasi tutti questi comparti hanno registrato una crescita rispetto al primo semestre dello scorso anno. L’eccezione più rilevante è rappresentata dai mezzi di trasporto, che segnano una contrazione del 6,1%.
Tra i settori in difficoltà figurano anche computer, elettronica e ottica, in calo del 39,8%, e soprattutto agricoltura, silvicoltura e pesca, che perde il 12,6%. Negativo anche l’andamento delle sostanze e dei prodotti chimici, che registrano una flessione del 5,9%.
Al contrario, alcune variazioni percentuali risultano particolarmente elevate, anche se riferite a valori assoluti più contenuti. È il caso dell’estrazione di minerali, che raggiunge 13,6 milioni di euro con una crescita del 734,3%. Positivi anche legno, carta e stampa (+20,7%) e apparecchi elettrici (+16,7%).
Il dato complessivo del semestre nasconde però un andamento molto diverso tra i primi tre mesi dell’anno e il periodo aprile-giugno.
Il primo trimestre del 2026 ha infatti registrato una crescita dell’export del 23,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel secondo trimestre, invece, la tendenza si è invertita, con una flessione del 5,6%.
Un rallentamento significativo che ridimensiona, almeno in parte, il quadro positivo emerso dal dato semestrale e che sarà uno degli elementi da osservare nei prossimi mesi.
Anche sul piano territoriale emergono differenze significative tra le province abruzzesi.
La performance più consistente in termini assoluti è quella della provincia dell’Aquila, che raggiunge circa 2,136 miliardi di euro di esportazioni, contro gli 1,790 miliardi del primo semestre 2025, con una crescita del 19,3%.
Particolarmente elevata anche la variazione percentuale del Pescarese, che registra un aumento del 30%. In questo caso, tuttavia, i valori assoluti sono decisamente più contenuti: 386,2 milioni di euro, contro i 297,1 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.
Più contenuta la crescita del Teramano, che passa da 908,8 a 939,5 milioni di euro, con un incremento del 3,4%.
Sostanzialmente stabile, invece, l’export della provincia di Chieti, che registra una variazione appena positiva, pari allo 0,1% rispetto al primo semestre del 2025.
«L’export rappresenta una leva fondamentale di crescita», sottolinea il presidente regionale della Cna Abruzzo e vicepresidente nazionale Bernardo Sofia.
Secondo Sofia, i risultati confermano l’importanza di sostenere le imprese abruzzesi nei processi di internazionalizzazione: «Come Cna Nazionale stiamo lavorando da tempo per accompagnare le imprese verso nuovi mercati, favorendo l’internazionalizzazione e promuovendo il Made in Italy».
I dati del primo semestre, aggiunge, «ci incoraggiano», ma allo stesso tempo evidenziano la necessità di fare in modo che le opportunità offerte dai mercati internazionali possano essere sfruttate da una platea sempre più ampia di imprese.
Il quadro che emerge è dunque quello di un Abruzzo ancora in crescita sui mercati esteri, sostenuto soprattutto dal comparto farmaceutico e dalla forte performance dell’Aquilano, ma con alcuni segnali di debolezza e soprattutto con un secondo trimestre che invita alla prudenza sulle prospettive dei prossimi mesi.
