Pubblichiamo di seguito il comunicato di Michele Marino, segretario provinciale Sinistra Italiana.
Tremila lancianesi da anni non pagano la TARI. Mettiamo pure che alcuni siano parzialmente giustificati perché pensavano che l’iscrizione all’anagrafe avrebbe reso ovvia la comunicazione del pagamento della tassa. Ammettiamo pure che qualcuno abbia pensato che a provvedere al pagamento sarebbe stato il coniuge o altra familiare (facciamo finta di crederci). Ma se non vogliamo “buttare tutto in caciara”, come è costume italiano, dobbiamo prendere atto che l’evasione, ovvero l’illegalità fiscale, è molto diffusa, riguardando circa il 20% degli utenti.
I partiti di maggioranza e di opposizione sono entrambi responsabili di quanto è avvenuto: per non aver vigilato su chi doveva provvedere a censire i contribuenti. Per questa elementare ragione chi non ha vigilato deve essere sanzionato. Personalmente segnalerò la vicenda alla corte dei conti ed alla procura della repubblica (per verificare se, oltre che sciatteria, ci siano stati comportamenti di complicità rilevanti penalmente).
Sta di fatto che chi ha pagato è stato derubato da chi non ha pagato. Infatti il costo della TARI è stato ripartito per intero tra i contribuenti onesti, mentre quelli inadempienti si sono tenuti in tasca i loro soldi. Al riguardo si rende necessario che il recupero della TARI non pagata negli ultimi cinque anni (il pregresso, purtroppo, è prescritto) avvenga con la massima celerità. Rimane un ultimo problema: se tra chi non ha pagato ci sono amministratori (assessori o consiglieri) è giusto che lo si sappia. A loro non si può perdonare questa evasione. In questo caso sarebbe molto scorretto appellarsi alla privacy. Chi ha un ruolo pubblico deve dar conto pubblicamente del suo comportamento.
