Una corsa contro il tempo, una rete di relazioni decisive e la collaborazione tra istituzioni: così è stata salvata la vita a un uomo di 65 anni, trasferito d’urgenza da Chieti a Pavia con un volo dell’Aeronautica Militare per essere sottoposto a un trapianto di polmone. L’operazione si è svolta nella notte tra lunedì e martedì, quando il rapido aggravarsi delle condizioni del paziente ha attivato una complessa macchina organizzativa. L’uomo, affetto da una patologia severa e irreversibile, era ricoverato in Rianimazione da venerdì, ma fin da subito il quadro clinico era apparso critico.
«Il peggioramento è stato progressivo – racconta Fabio Guarracino, nuovo Direttore della Rianimazione di Chieti, – e quando ha riferito di essere in lista d’attesa per un trapianto a Pavia mi sono attivato immediatamente con il mio collega del San Matteo, a cui mi lega un rapporto di conoscenza. Abbiamo convenuto sull’urgenza del trasferimento, perché l’ulteriore aggravamento delle condizioni del paziente avrebbe compromesso la possibilità del trapianto».
Da qui la necessità di organizzare un trasferimento rapido e sicuro. Escluso il trasporto in ambulanza, per la durata eccessiva del viaggio, e impraticabile l’elicottero a causa delle condizioni meteo avverse sugli Appennini, si è optato per un volo militare.
«È stata quindi attivata la Prefettura – ricostruisce Michele Cozza, coordinatore infermieristico del 118 che si è occupato della macchina organizzativa – per richiedere un mezzo aereo, messo a disposizione dall’Aeronautica Militare. Dall’ospedale di Chieti il paziente è stato trasportato in ambulanza, guidata dall’autista Emanuela Maceroni, all’Aeroporto d’Abruzzo per poi raggiungere l’aeroporto di Linate. Parallelamente dalla sala operativa del 118 i medici Christian Cellucci e Valeria Albanese hanno coordinato le attività con AREU Lombardia e con il Centro trapianti, organizzando il trasferimento da Linate fino all’Ospedale San Matteo di Pavia, predisponendo anche una staffetta con la Polizia di Stato».
Durante il volo, il paziente è stato assistito dal medico della Rianimazione Elisabetta Saraceni e dall’infermiere del 118 Massimiliano Petrelli.
«Era urgente il trasferimento del paziente – conclude Guarracino – perché è necessario eseguire il trapianto con immediatezza nel momento in cui c’è la disponibilità dell’organo. Restiamo dunque in fiduciosa attesa, sapendo che da parte nostra il caso è stato seguito con la dovuta accuratezza, facendo le cose giuste al momento giusto. Ringrazio la Prefettura, l’Aeronautica Militare, il personale della Rianimazione e gli operatori del 118 per l’impegno profuso. Siamo stati una squadra».
