I consiglieri comunali Maurizio Stefano Costa Stefano (Forza Chieti), Mario De Lio (FI–UDC) e Damiano Zappone (Forza Italia) intervengono con una dura presa di posizione sulle condizioni di lavoro negli edifici comunali di Chieti, richiamando preliminarmente le norme vigenti in materia di sicurezza e salute nei luoghi pubblici, così come stabilito dall’articolo 50, comma 1, lettera o) del decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008.
Secondo quanto denunciato dai consiglieri, a partire dal novembre 2025 la sede comunale di Viale Amendola — alla quale si è recentemente aggiunta anche quella centrale dell’ex Banca d’Italia — è interessata da un grave guasto al sistema di riscaldamento che coinvolge diversi piani degli edifici. Una situazione che, spiegano, sta causando forti disagi ai dipendenti comunali, costretti a lavorare in ambienti non idonei e potenzialmente dannosi per la salute.
«I lavoratori sono costretti a operare in condizioni non idonei allo svolgimento della loro attività, spesso attualmente svolta con utilizzo di apparecchi alternativi non sicuri e insufficienti».
I consiglieri evidenziano inoltre come le numerose segnalazioni, sia verbali che scritte, inviate nel tempo al sindaco e agli assessori competenti, anche da parte delle organizzazioni sindacali e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, siano rimaste senza alcun riscontro concreto. «Alla data odierna infatti non si ha alcuna conoscenza sulle tempistiche relative alla risoluzione del problema o al ricorso ad interventi alternativi – affermano -, in grado, comunque, di ripristinare le normali condizioni di lavoro all’interno dell’Ente. Situazione questa che crea condizioni insostenibili per i lavoratori chiamati ad operare considerate anche le critiche condizioni meteorologiche di questo periodo».
Nel comunicato viene poi evidenziato quello che i consiglieri definiscono un vero e proprio paradosso amministrativo. Nel palazzo comunale di via degli Ernici, infatti, gli uffici sono stati sgomberati e trasferiti allo Scalo, lasciando l’immobile — composto da tre piani — praticamente vuoto, fatta eccezione per la rappresentanza dell’ACA. «Eppure — denunciano — in quella sede attualmente è rimasta solo la rappresentanza dell’A.C.A. per un immobile di tre piani tutto vuoto ma con il riscaldamento che funziona a tutto gas. Una situazione che rasenta l’incredibile».
Una vicenda che, annunciano, sarà oggetto di una specifica interrogazione consiliare «per chiarire le cose e ripristinare al più presto una corretta gestione che rispetti le realtà ed anche gli interessi dei cittadini, che rischiano di pagare con le loro tasse questi assurdi sprechi della amministrazione teatina».
