E’ bufera nella sinistra teatina, con Enrico Raimondi, assessore comunale agli affari legali e al personale, che su Facebook ha annunciato di fato l’uscita da Sinistra Italiana. A suscitare la reazione di Raimondi è il comunicato di Giustino Zulli (Articolo Uno), Emiliano Valente (Rifondazione Comunista) e Gennaro Garofalo (Sinistra Italiana), che riportiamo di seguito: “I rappresentanti dei circoli cittadini di Articolo Uno, Rifondazione comunista e Sinistra italiana si sono incontrati questa mattina per esaminare i problemi relativi alla pesante situazione debitoria del Comune di Chieti, di cui portano pesanti responsabilità soprattutto le destre che hanno amministrato la città dal 2010 al 2020. Oltre 74 milioni di euro di debiti accertati sinora, per essere ripianati, porteranno ad una politica di “lacrime e sangue” che si ripercuoterà negativamente sulle prossime generazioni e, soprattutto, nell’immediato, sulla fascia più debole delle famiglie teatine molte delle quali già debilitate dalle negative ripercussioni causate dal covid-19. Per conoscere le intenzioni dell’amministrazione comunale, visto che allo stato attuale mancano informazioni adeguate sulla reale situazione, i tre segretari hanno deciso di chiedere un incontro col Sindaco della città da realizzarsi prima della convocazione del Consiglio comunale, già sollecitata dal Prefetto il 10 u.s.”.
E questo è il post di Enrico Raimondi: “Non posso che prendere le distanze dalle posizioni assunte da una certa piccolissima parte della sinistra cittadina, che non ha espresso né candidati né idee alle ultime elezioni comunali. Purtroppo, le esternazioni di esponenti di partiti monocratici, nel senso che oltre al nome contano 1 iscritti, mi inducono a non rinnovare la mia iscrizione a Sinistra italiana. Auguro a Daniele Licheri, che stimo ed a cui mi lega un rapporto di amicizia, oltre che al gruppo dirigente regionale del Partito, di proseguire nell’ottimo lavoro che sta svolgendo. Tuttavia, per rispetto ai miei concittadini, ed agli elettori che hanno portato la lista da me presentata a conseguire un risultato storico, prendo atto che il circolo di Sinistra italiana di Chieti è su posizioni incompatibili con la funzione di governo che la Sinistra chietina, molto più larga e diffusa di quattro amici su Zoom (perché neanche al bar vanno), deve svolgere”.
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