Un patrimonio naturalistico di straordinario valore entra a far parte delle collezioni del Museo universitario dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Si tratta di 143 esemplari animali tassidermizzati, appartenenti a numerose specie protette provenienti da diversi continenti, affidati al Museo dal Nucleo Carabinieri CITES di Pescara nell’ambito di una collaborazione finalizzata alla tutela, alla ricerca e alla divulgazione scientifica.
La collezione, composta da animali sottoposti a sequestro nell’ambito delle attività di contrasto al traffico illegale di specie selvatiche, assume oggi una nuova funzione: quella di supportare la didattica, la ricerca e le attività di sensibilizzazione ambientale rivolte a studenti e cittadini.
L’iniziativa si inserisce nel quadro dell’applicazione della Convenzione CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora), l’accordo internazionale firmato a Washington il 3 marzo 1973 che disciplina il commercio di oltre 35.000 specie animali e vegetali minacciate di estinzione. Grazie all’intesa tra il Museo universitario e il Nucleo Carabinieri CITES di Pescara, gli esemplari confiscati potranno essere conservati, studiati e valorizzati, trasformandosi da beni sottratti all’illegalità in strumenti di conoscenza.
“L’affidamento della collezione rappresenta un momento particolarmente significativo per il nostro Museo – spiega il Direttore del Museo Universitario, il professor Ruggero D’Anastasio -. Questi esemplari non costituiscono soltanto una raccolta di straordinario interesse naturalistico, ma rappresentano soprattutto un potente strumento educativo. Attraverso la loro osservazione possiamo raccontare ai visitatori la ricchezza della biodiversità mondiale, l’importanza della ricerca scientifica e il valore delle norme che tutelano le specie minacciate. È particolarmente importante che beni sottratti all’illegalità possano oggi essere restituiti alla collettività e trasformati in opportunità di conoscenza, formazione e sensibilizzazione ambientale per migliaia di studenti e cittadini.”
Il Museo universitario della “d’Annunzio” potrà impiegare la nuova raccolta soprattutto nelle attività educative e laboratoriali dedicate alle scuole e al pubblico. Gli esemplari consentiranno di approfondire temi legati alla biodiversità, all’evoluzione, agli adattamenti delle specie agli ambienti naturali, alla selezione naturale e alle strategie di conservazione degli animali a rischio di estinzione, attraverso percorsi didattici, laboratori scientifici e iniziative divulgative.
“Il Museo Universitario dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” – sottolinea il Professor D’Anastasio – svolge da anni un’importante attività di conservazione, valorizzazione e divulgazione del patrimonio scientifico e naturalistico attraverso esposizioni permanenti, attività laboratoriali e percorsi educativi rivolti a scuole e cittadini, promuovendo la conoscenza della biodiversità e delle scienze naturali e favorendo una maggiore consapevolezza del rapporto tra uomo e ambiente. La nuova collezione sarà utilizzata in modo particolare nell’ambito delle attività didattiche e laboratoriali rivolte alle scuole e ai visitatori. Gli esemplari costituiscono infatti uno strumento prezioso per approfondire temi quali la biodiversità, gli adattamenti degli organismi agli ambienti naturali, l’evoluzione, la selezione naturale e la conservazione delle specie a rischio di estinzione. L’osservazione diretta dei reperti consentirà di sviluppare percorsi educativi innovativi, laboratori di indagine scientifica, attività ludico-didattiche e momenti di riflessione sul valore delle norme che tutelano il patrimonio naturale mondiale. Particolarmente significativo è il ruolo educativo svolto dagli esemplari sequestrati: il caratteristico cartellino verde applicato durante le operazioni di confisca suscita infatti grande curiosità nei visitatori più giovani e diventa un efficace punto di partenza per raccontare la storia degli animali, spiegare il funzionamento della Convenzione CITES e sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza della protezione dell’ambiente e della lotta al traffico illegale di specie selvatiche.”
La presenza del caratteristico cartellino verde, applicato durante le operazioni di sequestro, diventerà così anche uno strumento narrativo capace di avvicinare i più giovani ai temi della legalità ambientale e della tutela della fauna selvatica.
“L’affidamento definitivo dei 143 esemplari al Museo Universitario – conclude io Professor Ruggero D’Anastasio – rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni, in cui beni sottratti all’illegalità vengono restituiti alla collettività trasformandosi in strumenti di conoscenza, ricerca e educazione ambientale, a beneficio delle generazioni presenti e future”.
