Torna da marzo a maggio, nella prestigiosa sede dell’Auditorium “Cianfarani” del Museo Archeologico Nazionale “La Civitella”, la seconda edizione di Luoghi Classici.
La Rassegna, dedicata alle Letture di Classici antichi e moderni, è promossa dal Dipartimento di Lettere Arti e Scienze Sociali, dalla Scuola di Studi Umanistici dell’Università “G. d’Annunzio” Chieti Pescara e dall’Associazione “Meridiani Paralleli”.
Essa vede la partecipazione delle seguenti Istituzioni scolastiche, Dipartimenti universitari e Associazioni culturali:
– Liceo Classico “D’Annunzio” di Pescara con le sezioni IIIE e IIIM, referenti la professoressa Raffaella di Muzio e la professoressa Sara Volpe;
– Liceo Classico “G. B.Vico” di Chieti con la sezione III B, referente la professoressa Antonella L. Santarelli;
– Polo Liceale Statale “Saffo” di Roseto degli Abruzzi con le sezioni IIIA e IIIB del Liceo classico, referente la professoressa Anna Silenzi;
– Istituto Tecnico Industriale “Luigi di Savoia” di Chieti con le sezioni IIIC, IVA e IVC di Scienze Applicate e IVA di Elettrotecnica, referenti la professoressa Stefania Camplone e la professoressa Angela Passi;
– studenti del Dipartimento di Lettere Arti e Scienze Sociali dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, referente Pierluigi Lo Russo;
– Associazioni culturali
“Meridiani paralleli”,
“Da Grande Voglio Crescere”,
“Il Canovaccio-Piccolo Teatro dello Scalo”
“Teate Nostra”.
Luoghi Classici vuole rappresentare uno stimolo a riscoprire, per giovani studenti e adulti, la potenza dei Classici. I Classici sono quei libri che, come afferma Calvino, «non hanno mai finito di dire quel che hanno da dire». Testimoni del loro tempo, guardano al di là del loro tempo, mantenendo una reciprocità dialettica con il futuro. Sono memoria e bussole per possibili cambiamenti. Aiutano a coltivare la nostra umanità. Ponti tra generazioni, portano con sé nuovi interrogativi sul mondo che ci circonda e su di noi. Sono qualcosa di vivo. Leggere e rileggere i Classici significa abitare una parola ricca di una forza generativa che ci stimola a “essere nel mondo” e affonda nel valore sacro dell’esistenza.
Il filo intorno al quale si annoda, quest’anno, la Rassegna è: “ Isole e Approdi”. Le isole sono luoghi profondamente evocativi. Geografie solidali e temibili. Sono crocevia di arrivi e partenze. Stimolano ad attraversare il mare che le circonda e le separa per raggiungere altre terre. Danno riparo ai miti e alle storie, sin dagli albori. Possono essere inizio e rifondazione, riduzione e metafora del mondo.
I Classici sono Isole e Approdi, nella mappa e nelle carte di navigazione della nostra esistenza.
La Rassegna prevede i seguenti incontri:
| 8 marzo ore 17 |
Isole e Approdi.
La seduzione della conoscenza
(a cura del Liceo Classico “D’Annunzio”, Pescara)
A partire dall’episodio del “Canto delle Sirene”, il XII dell’Odissea, con inserti di brani tratti da C.Kavafis, De Finibus di Cicerone, Inferno di Dante, viene proposto un percorso sul potere seduttivo della conoscenza che spinge l’uomo ad arricchirsi e trasformarsi, in un’irrequietudine perennemente insoddisfatta e desiderosa d’altro.
Il “Saffo” legge Saffo
(a cura del Polo Liceale Statale “Saffo”, Roseto degli Abruzzi)
Partendo da Lesbo, isola fiorente e molto piccola, Saffo, donna aristocratica libera e sensibile, con i suoi frammenti poetici di straordinaria bellezza, cantando l’amore e i suoi sconvolgimenti con parole e immagini universali, è approdata in tutto il mondo conosciuto.
| 5 aprile ore 17 |
Fantastici incontri con l’altro se stesso:
Isole di Platone e di Gulliver
(a cura del Liceo Classico “G. B.Vico”, Chieti)
Il vero viaggiatore è colui che si ferma.
La dimensione spazio-temporale del viaggio può essere proiettata verso un approdo reale, in cui case e strade e uomini siano simili o assolutamente diversi.Tuttavia può accadere che il viaggio, due volte fantastico, sia piuttosto una ricerca della forma di governo migliore, come difatti accade in Platone nel dialogo Crizia, o un pungente e sarcastico affondo al proprio tempo, con i suoi vizi e le sue aberrazioni, come accade ne I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift.
Il Canto di un’Eneide diversa
(a cura dell’Associazione “Meridiani Paralleli”)
Il primo aggettivo con cui Virgilio definisce Enea è “profugo”. Il teatro della sua azione è il mare Mediterraneo. Nella fuga dolorosa dalla patria porta con sé le perdite, i sogni, le speranze e i conflitti fra il dovere e il desiderio, tra i precetti identitari di una famiglia e di un popolo e le proprie aspirazioni.
| 3 maggio ore 17 |
Amore: innamorarsi e amare
J.W.Goethe, H. Ibsen, F. Giannone, I. Calvino
(a cura dell’Istituto Tecnico Industriale “Luigi di Savoia”- Chieti, e dell’Associazione “Il Canovaccio-Piccolo Teatro dello Scalo”)
L’amore è un tema universale che ha affascinato gli scrittori di tutto il mondo e di tutte le epoche.
Goethe, Ibsen, Giannone e Calvino hanno esplorato l’amore nelle sue varie sfaccettature, offrendo al lettore una visione ricca e complessa di questo sentimento.
L’amore può essere sia una forza travolgente che mette in discussione le convenzioni sociali e le norme morali sia una forza magica e misteriosa che può trasformare la vita delle persone.
| 24 maggio ore 17 |
Isole, Approdi, Felicità, Utopia
(a cura del Liceo Classico “D’Annunzio”, Pescara)
Partendo dall’isola dei Feaci, VI canto dell’Odissea, con inserti di brani tratti dalla Storia Vera di Luciano, Devotions Upon Emergent Occasions di J. Donne, Utopia di T. More, si riflette sull’isola come luogo privilegiato, misterioso, di bellezza e di beatitudine, in cui sembra potersi incarnare il grande sogno di una vita e di un mondo migliore.
Un mare di storie: ascoltare la voce dei corpi
(a cura dell’Associazione “Da Grande Voglio Crescere”)
Racconti di viaggi, guerre, torture, rotte di mare e di terra, respingimenti, naufragi, e di tutto ciò che sembra accadere lontano da noi e che ci riguarda, invece, molto da vicino, s’intrecciano con i racconti di chi lavora per restituire, attraverso le analisi autoptiche, identità e dignità ai profughi morti in mare. In quel mare di corpi, che è tristemente diventato il Mediterraneo. Le voci dalla Frontiera di Leogrande e da Corpi senza nome di Cristina Cattaneo sono tracce di memoria viva e vitale per contrastare la piaga dell’indifferenza.
Teatri di guerra
(a cura del DILASS, Università “G. d’Annunzio”, Chieti-Pescara)
Pierluigi Lo Russo e altri studenti del DILASS dell’Università “G.d’Annunzio” Chieti-Pescara, coordinati dal professor Patrizio Domenicucci, reciteranno versi tratti dall’Iliade. La performance
sarà seguita da una riflessione sui luoghi omerici, curata dai dottorandi del Dottorato in “Cultural Heritage Studies”. La scelta del testo omerico risulta quanto mai attuale negli scenari di guerra che affliggono il nostro presente.

