Senza mai sedersi, in continuo movimento sul palco dell’Auditorium Cianfarani del “Museo Archeologico La Civitella” di Chieti, mercoledì 17 gennaio, il professor Nello Cristianini, laureato in Fisica e docente di Intelligenza Artificiale presso la University of Bath, ha esposto la linea di domande, ricerche e studi che sono confluiti nel libro “La scorciatoia – Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano”, pubblicato da “Il Mulino” nel 2023.
L’iniziativa è parte del progetto “L’umanesimo accoglie la scienza”, promosso dal Liceo Classico “G.B. Vico” e volto a sgretolare le barriere tra le discipline con statuti epistemologici differenti.
L’intervento dell’autore, che per il titolo appena citato risulta tra i finalisti 2024 del “Premio ASIMOV per l’editoria scientifica”, ha fatto emergere gli elementi di snodo connessi con il percorso evolutivo dell’Intelligenza Artificiale, fenomeno il cui sviluppo si è accelerato negli ultimi venti anni. I calcolatori non solo elaborano una mole enorme di dati, ma apprendono, suggeriscono, pensano: compiono dei processi che vengono comunemente associati ai soggetti umani e all’insieme di facoltà che concorrono a definire in essi l’intelligenza. In breve essi si sovrappongono e si sostituiscono alle capacità e competenze cognitive dell’uomo, pur non esperendone le medesime caratteristiche, come affiora sia dalle parole dello scienziato sia dal dialogo che è intercorso vivace con il pubblico, costituito da docenti e studenti del triennio del Liceo classico “G.B. Vico”.
Si sono, infatti, avvicendate domande sugli esiti, che Cristianini definisce gli “effetti secondari”, e sulle applicazioni dell’IA nella dimensione etica, sociale e legislativa, ma anche riflessioni su quale possa essere considerato il potere creativo delle macchine intelligenti e se esista in queste ultime una forma di volontà.
Da scienziato, Cristianini ha sottolineato l’importanza del pensiero umano per comprendere e, soprattutto, per padroneggiare un percorso di evoluzione scientifica e tecnologica che suscita sicuramente perplessità e insicurezze, ma che si delinea anche come un efficace strumento di potenziamento e di catalizzazione delle risorse e delle strategie per il benessere dell’uomo. Egli invita, dunque, il pubblico ed, in particolare, i giovani studenti ad una fiducia basata sull’analisi critica di ciò che l’IA offre, attraverso lo studio di un linguaggio che è alieno, nel senso etimologico del termine (da alienus, a sua volta da alius: altro, diverso), ma che può essere tradotto e utilizzato in maniera efficace, soprattutto se si considera la straordinaria capacità adattiva dell’essere umano.
L’incontro del 17 gennaio e il progetto nel quale esso è inserito nascono dalla vitale collaborazione tra numerose forze educative sia formali sia informali: il Liceo Classico “G.B. Vico” rappresentato in sala dal Rettore Dirigente scolastico, Prof.ssa Paola Di Renzo; i Laboratori Nazionali del Gran Sasso che hanno lanciato il “Premio ASIMOV per l’editoria scientifica”, con Francesco Vissani, Dirigente di ricerca dell’INFN, e presidente del Premio, il Giardino delle Pubbliche letture e non solo… con la presidentessa Cinzia Di Vincenzo e il Museo Archeologico La Civitella, con il Direttore, dott. Marcello Iannicca.
Ringraziamenti anche a Bibliars – Bibilioteche scolastiche abruzzesi in rete, SFI – Società filosofica italiana e Ud’A – Università degli Studi “G. D’Annunzio”


