AC Photoclub Chieti: 38 anni di cultura, passione e identità del territorio

Ortolano, Zuccarini e Di Federico

Da oltre trentacinque anni l’AC Photoclub Chieti rappresenta una delle realtà culturali più dinamiche, longeve e identitarie dell’Abruzzo. Nato nel 1987 dall’iniziativa di un gruppo di fotografi appassionati, il circolo è diventato nel tempo un punto di riferimento per la formazione, la divulgazione e la promozione della cultura fotografica. Le sue attività hanno attraversato quattro decenni di trasformazioni tecniche e artistiche, mantenendo sempre costante un obiettivo: avvicinare le persone alla fotografia come linguaggio, come strumento di conoscenza e come mezzo di valorizzazione del territorio.

Mostre, concorsi nazionali e internazionali, corsi di ogni livello, workshop tematici, stage, pubblicazioni, documentazioni di eventi e collaborazioni con enti e associazioni hanno costruito un patrimonio unico, sostenuto dal lavoro volontario dei soci e dalla guida del presidente Raffaele Zuccarini, figura centrale della storia del Photoclub, affiancato dal vice presidente Maurizio Di Federico, rientrato nel gruppo cinque anni fa, e dal segretario Gianni Ortolano, membri fondamentali del direttivo insieme ad altri soci storici. Con migliaia di visitatori, decine di progetti culturali e un riconoscimento nazionale come miglior circolo d’Italia, l’associazione continua ancora oggi a lasciare un’impronta significativa nel panorama culturale regionale e oltre.

Abbiamo incontrato il presidente Raffaele Zuccarini, che ci ha raccontato la storia, le attività e la missione dell’AC Photoclub Chieti.

D. Presidente Zuccarini, partiamo dall’inizio: come nasce l’AC Photoclub Chieti?
R. L’associazione nasce l’8 ottobre 1987 grazie all’intuizione di Antonio D’alimonte, all’epoca segretario dell’ANAF, l’Associazione Nazionale Arte Fotografica. Si chiedeva perché Chieti, a differenza di molte altre città italiane, non avesse ancora un fotoclub. Così riunì alcuni fotografi locali – tra cui io stesso, insieme a Gianni Ortolano,Maurizio Di Federico, Maurizio Rossetti, Gino Tomassi e Carlo D’alimonte – e fondammo ufficialmente il Photoclub. Il primo presidente fu Carlo D’alimonte, che dopo due anni lasciò la carica a me. Da allora, salvo una breve parentesi, ho avuto l’onore di guidare il circolo fino ad oggi, insieme al vice presidente Maurizio Di Federico e al segretario Gianni Ortolano, ancora membri attivi e fondamentali del direttivo iniziale.

D. Quali erano le finalità principali del circolo alla nascita?
R. Fin da subito il nostro obiettivo è stato promuovere la cultura fotografica e formare fotografi consapevoli. Volevamo creare uno spazio dove la fotografia fosse non solo un hobby, ma un linguaggio, un mezzo per raccontare la realtà e valorizzare il territorio. L’associazione ha anche una vocazione sociale ed educativa: organizziamo attività aperte a tutti, senza scopo di lucro, rivolte sia ai soci sia ai cittadini.

D. In oltre trent’anni di attività avete sviluppato una proposta culturale molto ampia. Cosa comprende oggi?
R. Davvero tantissimo. Abbiamo allestito numerose mostre fotografiche: 19 collettive e 18 personali, tra cui spicca una mostra dedicata al maestro Mario Giacomelli, uno dei momenti più significativi della nostra storia. Abbiamo realizzato esposizioni iconografiche su Chieti, una mostra dedicata alla fotografia cinese, una dedicata alle opere di Van Graziani e anche una mostra virtuale sulla processione del Cristo morto. Abbiamo organizzato concorsi fotografici a livello nazionale e internazionale, molti dei quali dedicati al rapporto tra fotografia, ambiente e archeologia, come la serie “Archeologia e Ambiente”.

D. La formazione è uno dei pilastri dell’associazione. Che tipo di corsi offrite?
R. Abbiamo svolto 35 corsi fotografici di base, 17 stage di approfondimento e numerosi workshop tematici. Offriamo anche corsi pratici di camera oscura, molto apprezzati dagli appassionati della fotografia analogica. L’obiettivo è fornire strumenti concreti, tecnici e creativi, per far crescere nuovi fotografi consapevoli.

D. Ci sono anche pubblicazioni e progetti editoriali importanti nella vostra storia, vero?
R. Assolutamente sì. Una delle più significative è Chieti com’era, Chieti com’è, una grande raccolta iconografica dedicata alla città. Abbiamo prodotto anche calendari, cataloghi di mostre e documentazioni fotografiche di eventi storici e culturali della provincia.

D. Un’associazione così attiva avrà raccolto molti riconoscimenti…
R. Sì, e ne siamo davvero fieri. L’ANAF ci ha premiati come miglior circolo d’Italia in due occasioni, riconoscendo la qualità, la quantità e la continuità delle nostre attività. È un traguardo che valorizza il lavoro volontario dei soci e l’impegno di tutti nel costruire un progetto culturale duraturo.

D. Qual è oggi la forza del Photoclub Chieti?
R. Direi la comunità. Abbiamo avuto anche 60 soci attivi prima della pandemia, e molti di loro sono ancora con noi. Le nostre attività sono possibili grazie alla partecipazione costante, alla condivisione delle competenze e al desiderio comune di raccontare il territorio attraverso la fotografia. Il Photoclub non è solo un gruppo di appassionati, è un’istituzione culturale radicata e riconosciuta, che da oltre 35 anni dà un contributo concreto alla vita culturale della città e della regione.

L’AC Photoclub Chieti è la dimostrazione di come la passione, quando si trasforma in impegno collettivo, possa diventare una forza culturale capace di attraversare il tempo e lasciare tracce profonde nel territorio. Grazie a un lavoro costante, volontario e appassionato, il circolo continua a essere un punto di riferimento per generazioni di fotografi e cittadini, conservando intatta la missione originaria: diffondere la cultura fotografica e promuovere la bellezza, la storia e l’identità di Chieti e dell’Abruzzo.

Un sentito ringraziamento al presidente Raffaele Zuccarini, al vice presidente Maurizio Di Federico, al segretario Gianni Ortolano e a tutti i soci dell’AC Photoclub Chieti per la disponibilità, la dedizione e la passione con cui continuano a dare vita a questa straordinaria realtà culturale.

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