Stellantis, Atessa riparte: un miliardo per il rilancio. Magnacca: «Ora la vera sfida è prepararsi al cambiamento»

La Val di Sangro guarda al futuro dopo un triennio difficile. Il piano industriale di Antonio Filosa rilancia lo stabilimento abruzzese, mentre per lavoratori e imprese si apre la partita decisiva delle nuove competenze.

Per la Val di Sangro non è tempo di migrare, ma di ricominciare. È questa la lettura dell’assessore regionale alle Attività produttive Tiziana Magnacca di fronte alla nuova prospettiva che si apre per lo stabilimento Stellantis di Atessa. Il piano industriale del gruppo guidato da Antonio Filosa assegna infatti al sito abruzzese un investimento di un miliardo di euro nei prossimi cinque anni, destinato alla nuova generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni. Una scelta che conferma il ruolo strategico di Atessa nel sistema produttivo europeo di Stellantis. L’annuncio arriva dopo un triennio particolarmente difficile per l’automotive, segnato dal calo dei volumi produttivi, dal ricorso agli ammortizzatori sociali e dall’incertezza sul futuro di lavoratori e imprese dell’indotto. Una fase nella quale, secondo Magnacca, la Regione Abruzzo ha lavorato per difendere la competitività del territorio, portando le istanze della Val di Sangro sui tavoli nazionali ed europei.

Ora, però, lo scenario sembra essere cambiato. L’investimento annunciato da Stellantis rappresenta un punto di svolta e, nelle valutazioni dell’assessore, costituisce una delle più importanti opportunità industriali degli ultimi anni per l’Abruzzo. Non soltanto per le dimensioni delle risorse messe in campo, ma soprattutto perché il gruppo ha scelto di mantenere ad Atessa la produzione dei grandi veicoli commerciali, rafforzando la specializzazione del sito. Magnacca legge questa decisione anche come il risultato di una strategia portata avanti negli ultimi anni per riportare al centro del confronto europeo le difficoltà dell’automotive. La crisi, osserva, non è stata soltanto italiana, ma ha investito l’intero continente, mettendo sotto pressione grandi gruppi industriali e intere filiere.

Nel mirino dell’assessore ci sono soprattutto le modalità con cui è stata accompagnata la transizione ecologica del settore automobilistico europeo. Secondo Magnacca, l’imposizione di obiettivi ambientali molto rigidi, la spinta verso l’elettrico e il sistema delle sanzioni sulle emissioni hanno finito per aggravare le difficoltà di un comparto già alle prese con una forte trasformazione tecnologica e con la concorrenza internazionale.

La sfida, dunque, non può considerarsi conclusa con l’annuncio dell’investimento. Anzi, per Magnacca è proprio adesso che comincia la fase più delicata: quella nella quale sarà necessario accompagnare la trasformazione industriale con un altrettanto deciso investimento sulle persone.

Il nuovo veicolo commerciale che verrà prodotto ad Atessa sarà infatti sempre più digitale e tecnologicamente avanzato. Questo comporterà la necessità di nuove professionalità e competenze, modificando profondamente anche il mercato del lavoro locale. Il rischio, nella lettura dell’assessore, è che la velocità della trasformazione tecnologica lasci indietro una parte dei lavoratori se non verranno messi in campo per tempo strumenti adeguati di formazione e aggiornamento.

«Bisogna attivarsi anche culturalmente per governare il futuro», è il concetto espresso da Magnacca, secondo la quale la competitività dello stabilimento passerà necessariamente dalla capacità del territorio di prepararsi alle nuove esigenze produttive. Da qui l’appello a utilizzare tutti gli strumenti disponibili: dagli ITS ai corsi di formazione finanziati dalla Regione, fino ai percorsi interni delle aziende e all’Academy. Un’attenzione particolare viene riservata anche alla conoscenza della lingua inglese, considerata ormai una competenza essenziale in un sistema industriale sempre più internazionale.

Il futuro di Atessa, quindi, non si giocherà soltanto dentro i cancelli dello stabilimento. La trasformazione coinvolgerà l’intera filiera e richiederà un’azione coordinata tra istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali. Per Magnacca la responsabilità di accompagnare questa fase deve essere condivisa: «La responsabilità sociale è di tutti». Il riferimento è soprattutto alle migliaia di lavoratori che gravitano attorno al polo industriale della Val di Sangro e alle numerose aziende della componentistica, la cui tenuta rappresenta una condizione fondamentale perché l’investimento di Stellantis produca effetti positivi sull’intero territorio. La stessa Regione ha indicato come prioritaria la tutela dell’occupazione nell’indotto e il rafforzamento della filiera abruzzese.

Resta poi aperto il confronto con l’Europa. Nei prossimi giorni Bruxelles tornerà a essere il luogo del confronto sulle politiche industriali e sulle prospettive dell’automotive. La Regione intende continuare a portare al tavolo europeo le esigenze del territorio, chiedendo maggiore attenzione alla competitività della manifattura e una transizione tecnologica che non penalizzi il sistema produttivo.

Per Atessa, intanto, il dato più importante è la prospettiva industriale. Dopo mesi di preoccupazioni, il miliardo di euro annunciato da Stellantis segna un cambio di passo e offre una certezza sul ruolo futuro dello stabilimento. Ma la nuova stagione non potrà essere affrontata con gli strumenti del passato. Il rilancio produttivo dovrà andare di pari passo con innovazione, formazione e nuove competenze. Perché, nella visione di Magnacca, la vera sfida non è semplicemente tornare a produrre, ma fare in modo che la Val di Sangro sia pronta a competere nel nuovo scenario industriale europeo.

Atessa, dunque, riparte. E questa volta la partita non sarà soltanto difendere ciò che già esiste, ma costruire le competenze necessarie per ciò che verrà.

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