Festival Dannunziano, Vignali richiama Legnini: «Chieti ha già la sua voce»

D’Annunzio torna al centro del dibattito politico e culturale cittadino. L’ipotesi di rilanciare a Chieti un Festival Dannunziano apre una discussione destinata a far parlare, soprattutto perché sul tema c’è chi rivendica un lavoro portato avanti da anni, ben prima che il progetto di un nuovo grande appuntamento tornasse all’attenzione dell’amministrazione comunale.

A prendere posizione è Cristiano Vignali, cofondatore del Centro Studi Dannunziani e Patriottici – Nuova Legione del Carnaro, che con una lettera indirizzata al sindaco Giovanni Legnini mette in guardia da quella che definisce, di fatto, una sorta di “memoria corta” sulla storia recente delle iniziative dannunziane a Chieti.

Il concetto espresso da Vignali è netto: il Vate non si scopre oggi e Chieti non parte da zero.

La città, sostiene, ha già ospitato negli anni iniziative di rilievo nazionale dedicate a Gabriele d’Annunzio, tra cui due edizioni del Premio Internazionale Gabriele d’Annunzio “Vate d’Italia”, promosso e organizzato dallo stesso Vignali insieme al saggista e critico d’arte Roberto d’Amato.

Un progetto che nelle precedenti edizioni ha ottenuto anche il patrocinio della Regione Abruzzo, della Provincia, del Comune di Chieti e della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani.

Un dettaglio non secondario, quello dei patrocini, che Vignali utilizza per sottolineare come l’attività svolta non possa essere derubricata a una semplice serie di iniziative private o occasionali.

La sua lettera contiene anche un richiamo personale al sindaco Legnini. Vignali ricorda infatti l’invito rivoltogli durante la campagna elettorale e la fotografia scattata insieme ad alcuni protagonisti del Premio, successivamente donata alla città proprio nel giorno dell’elezione del primo cittadino.

E arriva così uno dei passaggi politicamente più significativi del messaggio.

Vignali precisa che, nell’ultima edizione del Premio, la scelta di non richiedere patrocini istituzionali è stata autonoma e consapevole, motivata dalla volontà di preservare l’indipendenza dell’iniziativa.

Una precisazione che sembra voler evitare qualsiasi possibile interpretazione secondo cui l’assenza delle istituzioni dall’ultima edizione avrebbe significato un disimpegno rispetto alla promozione della cultura dannunziana.

Al contrario, Vignali rivendica una presenza ancora attiva.

Attraverso il Centro Studi Dannunziani e Patriottici – Nuova Legione del Carnaro, infatti, vengono organizzati eventi, conferenze e pubblicazioni in diverse parti d’Italia, mantenendo però Chieti come uno dei punti di riferimento dell’attività.

E c’è anche un luogo fisico a testimoniare questa presenza: una esposizione permanente dannunziana presso il Caffè Letterario, curata dal Centro Studi e accessibile al pubblico.

Il messaggio politico, dunque, appare evidente: un eventuale Festival Dannunziano non dovrebbe nascere facendo tabula rasa di ciò che è stato costruito negli anni.

Vignali, peraltro, non boccia l’idea del Festival. Anzi, la sua posizione è esplicitamente favorevole.

«Ben venga il Festival», scrive.

Ma subito dopo arriva la rivendicazione: «Chieti ha già la sua voce, autorevole e attiva, nella geografia culturale dannunziana».

È qui che la questione culturale diventa anche politica.

Perché il tema non è soltanto organizzare un grande evento dedicato al poeta, ma decidere quale ruolo avranno le realtà culturali cittadine che per anni hanno lavorato sulla figura di d’Annunzio.

Il rischio, secondo la posizione espressa da Vignali, è che la nuova stagione culturale venga presentata come una sorta di “anno zero”, dimenticando iniziative, persone e associazioni che hanno mantenuto vivo il rapporto tra Chieti e il Vate.

E proprio per questo Vignali annuncia di voler incontrare prossimamente il sindaco Legnini per discutere della possibilità di organizzare nuove iniziative capaci di coinvolgere il tessuto sociale e urbano della città.

Non una chiusura, quindi, ma una richiesta precisa: collaborazione, riconoscimento e continuità.

Il confronto sul futuro di d’Annunzio a Chieti è appena iniziato. E se il Festival dovesse realmente vedere la luce, la vera sfida sarà probabilmente quella di riuscire a mettere insieme le diverse anime del mondo culturale dannunziano cittadino.

Perché, come ricorda Vignali, il Vate non si inventa oggi.

Prima del Festival, prima dei nuovi progetti e dei nuovi appuntamenti istituzionali, esiste una storia fatta di iniziative, eventi, studi e attività culturali.

Una storia che ora chiede di non essere dimenticata.

LA LETTERA INTEGRALE DI CRISTIANO VIGNALI

A PROPOSITO DELLE ATTIVITÀ DANNUNZIANE A CHIETI

Egregio Signor Sindaco Giovanni Legnini, cari concittadini,

nel dibattito culturale che spesso riaffiora attorno alla valorizzazione dell’eredità dannunziana in Abruzzo e all’eventuale assenza del Festival Dannunziano nel nostro capoluogo teatino, ritengo doveroso fare chiarezza su un dato di fatto incontrovertibile: a Chieti la memoria e l’opera di Gabriele d’Annunzio non sono mai state dimenticate, né sono rimaste orfane di iniziative di respiro nazionale.

La nostra città è già da tempo teatro di eventi di primo piano dedicati al Vate. In prima persona ho promosso e organizzato sul territorio ben due edizioni del Premio Internazionale Gabriele d’Annunzio “Vate d’Italia”, istituito insieme al saggista e critico d’arte Roberto d’Amato. Si tratta di una rassegna che nelle passate edizioni ha ottenuto anche il prestigioso patrocinio della Regione Abruzzo, della Provincia, del Comune e della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, a testimonianza del profilo culturale del progetto.

Ricordo con piacere l’invito che Le rivolsi signor Sindaco durante la campagna elettorale e la fotografia scattata insieme ad alcuni dei protagonisti del Premio che abbiamo donato a Chieti proprio nel giorno della Sua elezione. Se nell’ultima edizione abbiamo scelto di non richiedere patrocini istituzionali, è stata unicamente una decisione autonoma e consapevole legata all’indipendenza dell’iniziativa.

L’impegno dannunziano a Chieti non si limita a singoli appuntamenti isolati. Attraverso il Centro Studi Dannunziani e Patriottici – Nuova Legione del Carnaro, curiamo eventi, conferenze e pubblicazioni in tutta Italia, mantenendo però radici salde nella nostra città, dove abbiamo allestito e curato una esposizione permanente dannunziana sempre accessibile e visitabile presso il Caffè Letterario.

Ben venga il Festival, ma Chieti ha già la sua voce, autorevole e attiva, nella geografia culturale dannunziana. Continueremo a portare avanti questo lavoro con la dedizione, la passione e la competenza organizzativa che da sempre contraddistinguono la nostra presenza culturale in città e sull’intero territorio nazionale.

A tal proposito, uno di questi giorni la verrò a trovare in città per vedere di organizzare altre iniziative di tal genere che possano coinvolgere il tessuto sociale e urbano cittadino.

Con immutata stima,

Cristiano Vignali

detto “il Vate Teatino”, cofondatore del Centro Studi Dannunziani e Patriottici – Nuova Legione del Carnaro

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