Dalla ricerca scientifica al movimento, dal laboratorio alla spiaggia. È il filo conduttore della seconda edizione del PARKIthlon, in programma l’11 settembre 2026, dalle ore 10, sulla spiaggia di Fossacesia Marina. Persone con malattia di Parkinson, caregiver e familiari, medici, operatori sanitari, volontari e cittadini affronteranno insieme 400 metri di nuoto, 10 chilometri in bicicletta e 2,5 chilometri di camminata veloce o nordic walking. Si potrà partecipare individualmente o in staffetta, ciascuno secondo le proprie capacità funzionali. Non una gara contro il tempo, ma una manifestazione che vuole dimostrare come lo sport possa essere parte del percorso di cura e, soprattutto, uno strumento di inclusione e condivisione.
Il giorno precedente, il 10 settembre, l’Aula Galilei dell’Istituto di Tecnologie Avanzate Biomediche dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara ospiterà “Nuove Frontiere nel Parkinson. Terapie infusionali, neuromodulazione e strumenti digitali”, la giornata scientifica che farà da “aspettando il PARKIthlon”. Neurologi e neuroscienziati italiani e internazionali discuteranno delle terapie oggi disponibili e delle prospettive della ricerca. La scelta di collegare le due giornate non è casuale: i temi affrontati in aula — dalle terapie infusionali alla neuromodulazione, dall’imaging all’intelligenza artificiale e alla medicina rigenerativa — trovano il giorno successivo una traduzione concreta nel movimento e nella socialità.
L’esercizio fisico regolare, soprattutto quello aerobico praticato a intensità adeguata, può contribuire a migliorare bradicinesia, equilibrio, marcia, postura, umore, sonno e autonomia nella vita quotidiana. Spiega il Prof. Stefano Sensi, direttore della Clinica Neurologica dell’ospedale di Chieti e del DNISC: “Ai benefici clinici prodotti da sport ed attività fisica corrispondono meccanismi biologici precisi: potenziamento della plasticità sinaptica, aumento dei fattori neurotrofici come il BDNF, miglioramento della funzione mitocondriale e modulazione della neuroinfiammazione, tutti bersagli oggi al centro della ricerca sulla neuroprotezione. Studi clinici internazionali di fase 3 stanno valutando quanto l’esercizio ad alta intensità sia in grado di rallentare la progressione della malattia nelle fasi più precoci: mai come oggi la prescrizione del movimento poggia su basi sperimentali solide. Sul versante della prevenzione, gli studi di popolazione mostrano che un’attività fisica costante nella mezza età si associa a un rischio ridotto di sviluppare la malattia e a un esordio più tardivo dei sintomi”.
Ma il beneficio non è soltanto fisico. La partecipazione sociale può contribuire a contrastare isolamento, ansia e depressione, aspetti particolarmente importanti nel Parkinson. Lo sport condiviso unisce così attività motoria, stimolazione cognitiva e relazione con gli altri. Un ruolo importante è anche quello dei caregiver, il cui benessere fisico e psicologico rappresenta una componente essenziale del percorso di cura.
Il Parkinson è al centro di una intensa fase di innovazione. Sul fronte farmacologico sono disponibili nuove formulazioni della levodopa e diverse terapie infusionali, mentre la ricerca punta a costruire trattamenti sempre più personalizzati. Anche la neuromodulazione sta evolvendo, con sistemi di stimolazione cerebrale profonda capaci di adattare la stimolazione all’attività cerebrale del paziente. Si stanno inoltre sviluppando gli ultrasuoni focalizzati guidati dalla risonanza magnetica, mentre altre tecniche non invasive sono oggetto di studio.
Particolarmente promettente è il campo della medicina rigenerativa. Continua Sensi: “”La medicina rigenerativa ha superato la soglia della sperimentazione clinica: i trapianti di progenitori dopaminergici derivati da cellule staminali pluripotenti, embrionali o riprogrammate (iPSC), hanno mostrato sicurezza, sopravvivenza dell’innesto e primi segnali di produzione di dopamina, con benefici mantenuti nel follow-up a lungo termine degli studi pilota, e sono oggi in studi registrativi di fase 3. Non sono ancora terapie disponibili, e va detto con altrettanta chiarezza onde evitare i dolorosi episodi di truffe del passato: nessuna clinica privata è oggi autorizzata a offrirle”.
Un altro settore in rapida evoluzione è quello dell’intelligenza artificiale, che sta trovando applicazioni nel riconoscimento e nel monitoraggio della malattia attraverso sensori indossabili, analisi della voce e della scrittura, studio del cammino e del sonno e nuovi biomarcatori digitali. Restano però aperte le sfide più ambiziose, dalle terapie contro l’alfa-sinucleina alle strategie genetiche e ai fattori neurotrofici. La ricerca procede anche attraverso insuccessi e risultati negativi, che contribuiscono a indirizzare le risorse verso le strategie più promettenti. È questo il significato più profondo del PARKIthlon: trasformare la conoscenza scientifica in partecipazione e sostegno concreto alla ricerca. Si può contribuire partecipando all’evento, sostenendo il progetto con una donazione, diffondendo l’iniziativa nella propria rete oppure diventando partner o sponsor solidale.
Il 10 settembre, dunque, sarà la scienza a prendere la parola a Chieti. L’11 settembre, a Fossacesia Marina, sarà invece il movimento a diventare protagonista. Due giornate diverse ma unite dallo stesso obiettivo: accendere i riflettori sulla malattia di Parkinson, promuovere una maggiore consapevolezza e sostenere la ricerca di nuove risposte per i pazienti e le loro famiglie.
Programma scientifico 10 settembre – Aula Galilei, ITAB, Istituto di Tecnologie Avanzate Biomediche, Università “G.d’Annunzio” Chieti–Pescara
09.00 Cerimonia di apertura e saluti — Stefano L. Sensi e Mariachiara Sensi
- Malattia di Parkinson: la fase complicata e le terapie infusionali
Moderatori: Laura Bonanni, Maria Vittoria De Angelis
09.20 Dario Calisi — La fase complicata: quando la levodopa non basta più
09.40 Gaetano Polito — Oltre il movimento: sintomi non motori nella fase complicata
10.00 Sara Varanese — Duodopa: dalla selezione del paziente al follow-up clinico
10.20 Pierluigi Tocco — La terapia con foslevodopa/foscarbidopa: applicazioni pratiche
- La neuromodulazione: ieri, oggi, domani
Moderatori: Mariachiara Sensi, Stefano L. Sensi
10.40 Matteo A. De Rosa — Stimolazione cerebrale profonda: tre generazioni a confronto
11.00 Patrizia Sucapane — Ultrasuoni focalizzati: stato dell’arte
11.20 Anna Latorre — Stimolazione cerebrale non invasiva nella malattia di Parkinson
11.40 Massimo Marano — Stimolazione del nervo vago: applicazioni attuali e prospettive future
12.00 Pausa
III. Uno sguardo al futuro: le nuove tecnologie per la diagnosi e la cura
Moderatori: Massimo Caulo, Marco Onofrj
12.30 Mirella Russo — L’intelligenza artificiale nei disturbi del movimento: voce, scrittura, tremore e
biomarcatori digitali
12.50 Andrea Rizzardi — Tecnologie indossabili nella malattia di Parkinson: il Parkinson’s
KinetiGraph (PKG) e oltre
13.10 Massimo Caulo — Il ruolo dell’imaging: nigrosoma e DTI
13.30 Stefano Delli Pizzi — Allucinazioni visive nella malattia di Parkinson: i meccanismi
sottocorticali rivelati dalle neuroimmagini
13.50 Alberto Granzotto — Le cellule staminali: un nuovo inizio?
14.10 Discussione generale e chiusura dei lavori
