L’ex consigliera di Azione Politica sollecita il Comune a rafforzare videosorveglianza, prevenzione e politiche rivolte ai giovani
La sicurezza urbana torna al centro dell’attenzione. A rilanciare il tema è Serene Pompilio, ex consigliera comunale di Azione Politica, che chiede all’amministrazione un impegno maggiore e una strategia più strutturata per affrontare le criticità presenti sul territorio.
Pompilio precisa innanzitutto di non voler mettere in discussione l’attività delle forze dell’ordine, ma ritiene che sia necessario un ulteriore intervento da parte dell’ente comunale. «In città serve una marcia in più», sostiene, indicando nella videosorveglianza uno degli strumenti sui quali investire.
Secondo l’ex consigliera, gli attuali sistemi di controllo non sarebbero sufficienti e il Comune dovrebbe prevedere risorse specifiche per potenziarli. Pompilio richiama inoltre la necessità di utilizzare tutte le opportunità di finanziamento disponibili, lamentando la perdita di alcune risorse che, a suo dire, sarebbero state legate alla mancata presentazione dei progetti.
Ma la questione, sottolinea, non riguarda soltanto la sicurezza intesa come controllo del territorio. Servirebbe anche una politica di prevenzione capace di coinvolgere soprattutto le nuove generazioni, attraverso iniziative contro bullismo, violenza e consumo di sostanze, oltre a percorsi finalizzati all’inclusione.
«Non è più tollerabile che i ragazzi subiscano atti di violenza inaudita e che serate di ballo diventino dei ring», afferma Pompilio, richiamando l’attenzione anche sugli episodi che si verificano nei luoghi della movida.
L’ex consigliera ricorda di aver sollevato già in passato il tema, sostenendo che le sue segnalazioni fossero state minimizzate. «Più volte quando ho sollevato la problematica mi è stato risposto che il problema non sussisteva e che si trattava di procurato allarme», racconta.
Ora, alla luce dei recenti episodi, Pompilio ritiene che non sia più sufficiente intervenire soltanto dopo che i fatti si sono verificati. La vicinanza alle vittime, osserva, rappresenta un gesto importante, ma deve essere accompagnata da azioni concrete.
«Vanno bene le foto con chi è stato vittima di violenza come espressione di vicinanza – conclude – ma serve una politica attiva di sicurezza urbana che non può più attendere».
