A distanza di mesi dall’emergenza legata al dissesto idrogeologico che ha colpito l’area di Santa Maria a Chieti, permangono numerose criticità che incidono pesantemente sulla vita delle famiglie coinvolte. Dopo aver esaminato le prime ordinanze del Commissario straordinario alla ricostruzione e raccolto le segnalazioni dei cittadini, il Comitato Santamaria di Chieti richiama l’attenzione delle istituzioni su alcuni aspetti ritenuti particolarmente problematici, chiedendo correttivi e interventi urgenti per garantire un sostegno più equo ed efficace alle persone colpite dall’emergenza.
Di seguito il testo integrale della nota diffusa dal Comitato Santamaria di Chieti.
Comitato Santamaria di Chieti
A seguito dell’esame dei testi delle ordinanze n. 1 e n. 2 del Commissario straordinario alla ricostruzione e delle numerose segnalazioni raccolte tra i cittadini interessati dagli effetti del dissesto idrogeologico, riteniamo opportuno evidenziare alcune criticità che ostacolano il pieno soddisfacimento dei bisogni delle persone coinvolte.
- Quota di cofinanziamento a carico del beneficiario – artt. 9 e 15, Ordinanza n. 1. Tra gli aspetti più problematici segnaliamo gli effetti del combinato disposto degli articoli 9 e 15, in base ai quali il beneficiario dell’indennizzo deve comunque farsi carico del 20% della spesa necessaria alla ricostruzione o all’acquisto di un’abitazione equivalente. Molti cittadini, già provati economicamente dalle spese sostenute in questi anni, si trovano nell’impossibilità di reperire tale quota a causa di redditi limitati o dell’età avanzata, fattore che ostacola gravemente l’accesso al credito bancario. Questa situazione sta spingendo molte persone alla ricerca di modalità di cessione del credito dell’indennizzo che inevitabilmente conduce ad una decurtazione percentuale del suo valore.
- Limiti del CDA Contributo per il Disagio Abitativo (CDA) – art. 1, comma 9, Ordinanza n. 2. Consideriamo iniquo che venga riconosciuto soltanto l’80% di spese sostenute e documentate, con l’esclusione dal calcolo degli oneri condominiali e delle spese per le utenze. In questo modo, purtroppo, si estende anche al Contributo per il Disagio Abitativo (CDA) il tetto dell’80% già previsto dall’Ordinanza n. 1 per gli indennizzi dei proprietari di prime case. Riteniamo ingiusto che ai cittadini vittime del dissesto idrogeologico di Chieti non venga riconosciuto — diversamente da quanto avvenuto in analoghi contesti emergenziali — il diritto al pieno risarcimento del danno subito.
- Requisito di residenza per l’accesso al CDA – art. 2, comma 1, lett. d), Ordinanza n. 2. Per accedere al contributo viene introdotto l’obbligo di residenza o domicilio all’interno del Comune di Chieti. Tale vincolo esclude di fatto i nuclei familiari che hanno trovato una sistemazione temporanea nei comuni limitrofi perché più rispondente alle loro necessità (maggiore disponibilità di alloggi in locazione, vicinanza a parenti in grado di prestare assistenza, ecc.). Si tratta, a nostro avviso, di una disposizione discriminatoria che non tiene conto dei reali bisogni della popolazione colpita.
- Complessità delle procedure e richiesta di uno sportello informativo. La procedura di accesso agli indennizzi disciplinata dall’ordinanza n. 1 risulta particolarmente complessa e solleva numerosi dubbi, specialmente per i casi individuali caratterizzati da specifiche peculiarità. È pertanto indispensabile un supporto tecnico da parte della struttura commissariale. Chiediamo che venga istituito – come promesso – uno sportello dedicato in città, al quale i proprietari e i tecnici incaricati possano rivolgersi direttamente per superare le incertezze interpretative del testo.
- Sospensione delle rate dei mutui in corso. Ci sono state segnalate numerose situazioni di cittadini che stanno ancora pagando le rate di un mutuo stipulato per l’acquisto di immobili che sono stati poi
costretti ad abbandonare a causa del dissesto. Al momento non è prevista alcuna norma che assicuri quantomeno la sospensione dell’ammortamento nelle more dell’erogazione dell’indennizzo spettante. Riteniamo urgente un intervento in tal senso.
- Sicurezza e prevenzione sciacallaggio nelle aree evacuate. Nell’area in cui si trovano gli edifici sgomberati si registrano con preoccupante frequenza episodi di furto e di vandalismo. È necessario attivare un sistema di sorveglianza mirato e specifico per la zona, poiché l’ordinario controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine non riesce a fare pienamente fronte al fenomeno. Chiediamo che tale servizio venga attivato con finanziamento pubblico.
- Incertezza sulla classificazione di alcuni degli edifici dell’area del dissesto. La situazione di alcuni stabili dell’area non è stata ancora definita in via amministrativa e tecnica. Chiediamo che il Comune di Chieti proceda celermente a una classificazione definitiva di tutte le posizioni: lo stato di incertezza prolungata genera grave disagio psicologico tra le persone coinvolte e, al contempo, blocca l’avvio delle procedure per le richieste di indennizzo per gli edifici da sgomberare o per la messa in sicurezza di quelli da ripristinare.
