Secondo incontro di Omnia Artis al museo Barbella di Chieti

Nel secondo incontro di Omnia Artis, progetto culturale ideato da ArteMind, con Direzione scientifica di Angela Rossi, sabato 11 aprile alle ore 10.30 presso il Museo Barbella di Chieti saranno di scena i simboli della morte e della vita nel mito greco. Nello spazio artistico, curato dal noto critico d’arte Massimo Paqualone (nella foto) sarà protagonista la Mostra della pittrice Maria Grazia Focanti, che espone dall’11 aprile al 18 aprile. Maria Grazia Focanti indaga, sviscera, approfondisce i tempi della vita, in una sorta di metafisica che fa della sua pittura una ricerca particolare, mettendo in primo piano elementi della natura, che diventano correlativi oggettivi di fratture spazio-temporali. I colori tenui producono immagini sospese nel tempo, dalle quali emergono figure femminili e maschili, che sembrano contenere la natura stessa, come a dire che la physis non esiste se non c’è un uomo che la osserva, la guarda, la vede e la riproduce.
Verrà, inoltre, presentato il VI dizionario emozionale Omnia Artis di Massimo Pasqualone, Ed.Sigraf, con la copertina di Eliana D’Onofrio,  raccolta di presentazioni di artisti, pittori, poeti e letterati – attraverso la parola scritta di un grande Critico d’Arte e di Letteratura, ma anche di un sensibile visionario, che ha interpretato l’essenza delle opere esaminate- come viene sottolineato nella prefazione di Angela Rossi. Nella Conferenza-spettacolo verranno analizzate figure mitologiche come Orfeo, Perseo e Demetra, un trittico che ha in comune il duello tra la vita e la morte. Orfeo è il poeta per eccellenza, la personificazione del canto. Con la sua lira era in grado di sedurre uomini, animali di ogni specie e perfino alberi, pietre e mare, ma non riuscì a riportare in vita la sua amata Euridice, mentre le vicende di Perseo e Andromeda, della Medusa, del cavallo Pegaso dimostrano come l’astuzia, l’intelligenza e la tecnica possono vincere la mostruosità del male. Le peripezie di Demetra strettamente legata alla figlia Persefone, rapita da Ade, sono chiari riferimenti ai cicli della natura, delle stagioni e dei raccolti. Nella disperata ricerca della figlia, la dea abbandonò l’Olimpo e rinunciò alle sue funzioni divine, tanto che la terra deperì e smise di dare frutti, finché la figlia non le venne resa, almeno per un periodo dell’anno. Questi racconti mitologici sono stati notevolmente rappresentati sia in pittura, sia nella scultura, sia nella letteratura e sono stati fonte di ispirazione per numerosi artisti in tutte le epoche come Canova, Moreau, Chagall, Rubens, Tiziano, Cellini, Bernini. Gli Allievi della Scuola di Recitazione del Teatro Marrucino eseguiranno una performance a tema con la regia di Giuliana Antenucci.

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