Non solo disagi isolati, ma un effetto a catena che coinvolge diversi aeroporti italiani: la carenza di cherosene accende i riflettori anche sull’Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, dove sono state introdotte limitazioni operative destinate a incidere sull’attività dei voli nei prossimi giorni. Secondo i bollettini diffusi nel lunedì di Pasquetta, lo scalo abruzzese si trova a operare con risorse ridotte: dal 4 aprile e fino alla mattinata dell’8 aprile è disponibile una sola autobotte, con una capacità limitata a 20mila litri. Una situazione che impone una gestione attenta dei rifornimenti e che potrebbe avere ripercussioni sulla programmazione dei voli, soprattutto nelle fasce di maggiore traffico.
Il caso di Pescara si inserisce in un quadro più ampio di criticità che sta interessando diversi aeroporti del Paese. Il problema nasce dalle difficoltà del fornitore Air Bp Italia, già emerse nei giorni scorsi negli scali del Nord come Milano Linate, Bologna, Treviso e Venezia, dove si erano registrate analoghe tensioni nelle forniture.
A complicare ulteriormente il quadro è la situazione dell’aeroporto di Brindisi, dove il carburante risulta temporaneamente esaurito. Qui ai vettori è stato chiesto di arrivare già riforniti dagli scali di partenza, evitando di fare rifornimento in loco almeno fino alla mattinata del 7 aprile. Una misura straordinaria che garantisce priorità solo ai voli di Stato, alle missioni di ricerca e soccorso e ai voli sanitari. Secondo Aeroporti di Puglia, tuttavia, non si tratterebbe di un’emergenza strutturale, ma di effetti indiretti legati alla redistribuzione delle scorte: diversi aeromobili provenienti dagli scali del Nord hanno infatti fatto rifornimento a Brindisi, riducendo temporaneamente le disponibilità.
Anche al Sud si registrano segnali di sofferenza. A Reggio Calabria è stato introdotto un tetto massimo di 3.000 litri di carburante per aeromobile fino alla mattinata del 7 aprile, un contingentamento che conferma la necessità di preservare le riserve disponibili.
In questo scenario, l’aeroporto di Pescara emerge come uno degli snodi più delicati: pur senza uno stop totale ai rifornimenti, la riduzione dei mezzi disponibili impone una gestione rigorosa delle operazioni, rendendo lo scalo abruzzese uno dei punti più osservati nella mappa delle criticità nazionali.
