Quinto appuntamento per la rassegna di Teatro Amatoriale “Premio Marrucino 2026”, che ha visto sul palco di nuovo una compagnia abruzzese, ed in particolare aquilana, la Bottega dei Guitti – Aldo Quaranta. Una realtà teatrale e regionale che, nel nome del compianto regista Aldo Quaranta, ha puntato in tutti questi anni non solo alla valorizzazione del teatro amatoriale e alla collaborazione con varie realtà ed enti del mondo dello spettacolo (partecipando a numerosi festival nazionali e addirittura creando anche una compagnia teatrale universitaria, la “Retrobottega dei Guitti”), ma soprattutto alla trasmissione dell’amore per il teatro alle fasce più giovani tramite una scrittura in lingua ma comunque intrisa dell’anima linguistica aquilana ed abruzzese.
Ed infatti, protagonisti sul palco sono stati tre giovani e promettenti attori, Carla Iacobucci, Alessandra Troia e Vincenzo Massimi che con freschezza e ironia hanno raccontato di un apparentemente classico menage a trois, che funziona bene perché… entrambe conoscono e accettano l’esistenza l’una dell’altra. Infatti, il protagonista Marcello riesce a soddisfare i suoi bisogni sessuali in particolare grazie alla sensuale e frizzante Giovanna, mentre colma il suo desiderio di tenerezza e comprensione grazie alla dolce e romantica Martina che sogna una vita insieme a lui e che mal sopporta ormai la presenza della sua rivale. Ma tra un battibecco e l’altro, l’antica amicizia tra le due donne riaffiora, e con essa anche il desiderio di rappresentare qualcosa di più per il loro uomo, colmando quelle parti che ad entrambe mancano (la profondità e la cultura per Giovanna, e la capacità di seduzione per Martina), arrivando anche a valutare di lasciare il protagonista se non si deciderà a scegliere tra loro…
Il triangolo amoroso rappresenta indubbiamente un’idea frizzante e diversa, che dona alla commedia un tocco di brillante ironia pur nella tragicità di fondo delle due donne. Martina e Giovanna, irrimediabilmente innamorate di un uomo immaturo e mai scelte, in quanto ritenute sempre mancanti di qualcosa, sfoderano un’alleanza e una solidarietà che senza dubbio rappresentano la vera perla della commedia, in un contesto nel quale le due donne dovrebbero, per natura, sentirsi solo rivali e combattere per prevalere l’una sull’altra. L’irretimento iniziale di Martina e Giovanna nei confronti di Marcello è evidente nell’aiuto reciproco a colmare le proprie “carenze” per acquisire ancora più importanza agli occhi dell’uomo, in una sorta di ripresa al famoso film “Come tu mi vuoi” (2007) di De Biasi, ma questa volta nella solidarietà e nell’appoggio umano e affettivo tra le due donne. E sarà proprio la forza scaturita da questa inaspettata alleanza a ridare loro il coraggio per credere di nuovo in se stesse e ristabilire la propria dignità, in un meraviglioso esempio di solidarietà femminile, cuore e vero messaggio della storia.
Alessandra Troia e Carla Iacobucci, attrici ironiche, divertenti e indubbiamente in armonia tra loro, rappresentano una bella “scoperta” a livello recitativo e teatrale, ed insieme al bravo Vincenzo Massimi e alla vivacità della commedia contribuiscono senza dubbio nell’intento importante della Bottega dei Guitti, ossia l’avvicinamento e il coinvolgimento delle nuove generazioni alla nobile arte teatrale, dimostrando come passione, talento e leggerezza possano ancora rendere il palcoscenico un luogo vivo, capace di parlare anche al pubblico di domani.
